Questo post l'ho scritto il 18 novembre 2011. Oggi, 1 febbraio 2012, è tornato d'attualità. Ieri sera erano in programma il turno di campionato di serie B e il match di serie A Parma-Juventus. Tutte partite da disputare di sera. I giorni della merla non hanno avuto pietà, mettendo allo scoperto uno dei più grossi problemi del pallone italiano. Vi ripropongo quanto scritto più di due mesi fa.

Stamattina sono uscito di casa. In un lampo, sono stato sciabolato dal freddo e inghiottito dalla nebbia. Lo stesso mi accadrà stasera, quando rientrerò. Signore e signori, benvenuti nel novembre milanese. Ma ai network che possiedono i diritti delle partite di Serie A, B e Coppa Italia il meteo non sembra importare molto. Anzi. Da oggi al 21 dicembre, ci attendono 34 giorni di partite di calcio consecutive. E in questo mese solare, saranno 36 le partite giocate alle 20.45.

Sono anni, ormai, che il calcio s’è venduto alle tv, infischiandosene degli spettatori negli stadi. Adesso, però, esagera. La frase, tagliente e (è il caso di dirlo) fredda come una lama, è di Roberto Condio sulla ‘Stampa’ di oggi. Che c’entrano le tv? C’entrano, c’entrano. Negli anni Ottanta, il presidente dellla Juventus Gianni Agnelli chiamava Zibì Boniek ‘Bello di notte’, perché giocava meglio nelle partite di coppa, che si giocavano (e giocano) la sera. I match fuopri dai confini nazionali vengono considerate di maggior fascino e da sempre si giocano all’ora di cena. Poi è arrivata la Premier League (la serie A inglese) con la sua idea di spostare la partita di campionato più affascinante di ogni turno alla sera anziché il pomeriggio. E via via, tutti i maggiori campionati europei si sono adattati, in nome dello spettacolo e dei soldi.

E così, tutto il calendario della Uefa si è allargato. La Champions League ha aumentato il proprio numero delle partite: più match da trasmettere, più sponsor, prezzi dei diritti tv più alti. Ma lo show-biz ha il proprio lato oscuro. Sul palco le luci, dietro le quinte il buio. Più partite uguale più infortuni. Più infortuni uguale rsoe delle squadre più allargate. Rose allargate uguale più soldi da spendere per le squadre. Che hanno bisogno dei diritti tv per vivere. Insomma, un gatto che si morde la coda, o un cul de sac, fate voi. È un calcio che fa venire i brividi, il nostro. Per intascare i salvifici assegni delle tv, ha accettato di giocare sempre più spesso sotto zero, scrive ancora Condio. Mica solo Sky: anche Mediaset e La 7 sono coinvolte, a suddividersi la ricca torta di Serie A, Serie B, Champions League e Coppa Italia. Costringendo a spettacolarizzare il pallone buttandolo al freddo. Esponendo i giocatori a maggiori infortuni. E rintanado gli spettatori in casa. Chi ha voglia di andare allo stadio a prendere freddo?

Benvenuta grande abbuffata invernale. Benvenuti infortuni. Benvenuti stadi vuoti. Addio calcio, ma pazienza.

Viva la Fifa
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