Blog di

di Alessandro Oliva

Occhio a denigrare il calcio italiano: non sempre l'erba inglese è più verde

Blog post del 17/05/2012

Il calcio britannico viene spesso preso ad esempio come modello da seguire e in questo gioco al paragone e a chi è meglio di chi, il pallone italiano esce spesso distrutto. Ma il giochetto, che si basa sull'innata esterofilia del popolo italico, non sempre regge.

Dicono che le squadre inglesi in Europa sono più forti. Non è sempre vero: arrivare più volte in semifinale e poi non vincere la Champions ti farà aumentare il ranking Uefa, ma non ti ingrossa la bacheca dei trofei. Dicono che le loro società sono migliori delle nostre. Insomma. Manchester United e Chelsea hanno buchi in bilancio mica da ridere. E l'Arsenal è virtuoso tanto quanto il Napoli. Dicono che i loro tifosi sono meglio dei nostri. In parte è vero, lì gli applausi per la squadra retrocessa sono all'ordine del giorno, mentre da noi sono più rari. Ma è anche vero che gli Hooligans all'estero sono sempre temuti e che in Inghilterra il fenomeno della violenza fra frage rivali non si è certo fermato: si è solo spostato dagli stadi alle boscaglie fuori città. E pare anche che Oltremanica siano più dediti al fair play: sbagliato. I recenti casi di razzismo in campo dimostrerebbero in contrario.

Ora, non è tutto falso, ci mancherebbe. A livello di stadi loro sono avanati anni luce rispetto alle nostre strutture fatiscenti (clamoroso il caso del Sant'Elia di Cagliari, con la squadra costretta a emigrare a Trieste, che se la geografia non mi inganna non sta dietro l'angolo). E la loro stampa tende a mettere meno pressione su allenatori e calciatori: più che la tattica, agli inglesi piacciono di più le foto scandalistiche.

Eppure, a volte si scoprono nuovi, inquietanti paragoni tra le nequizie del nostro calcio e del loro. Domenica scorsa il Manchester City ha vinto il campionato inglese dopo 44 anni, grazie tra l'altro a un tecnico italiano come Roberto Mancini. Dopo la premiazione in campo, la squadra si è fatta idealmente abbracciare dai tifosi girando per la città sull'autobus scoperto: una tradizione bella che dall'Inghilterra è arrivata da qualche anno pure in Italia. A un certo punto, un tifoso ispirato e burlone ha passato al giocatore Carlos tevez uno striscione con scritto "Rip Fergie". Il riferimento è all'allenatore dei 'cugini' del Manchester United Alex Ferguson. Uno che in carriera ha vinto tutto e che è stato nominato baronetto dalla Regina: pratcamente un mito vivente. Ferguson e Tevez hanno lavorato assieme nello United, dove hanno conquistato il triplete nel 2008. Poi l'argentino se n'è andato all'altra sponda di Manchester, con tanto di strascico polememico.

Lo striscione non ha reso felice Ferguson, ma Tevez non ha intenzione alcuna di scusarsi. La questione dello striscione mi ricorda molto quella della querelle Ambrosini-Materazzi di qualche anno fa. Sarà, ma a me vedere i due campionati assomigliarsi in un punto così basso un po' di tristezza la mette.

 

 

 

COMMENTI /

Ritratto di Alessandro Oliva
Ven, 18/05/2012 - 12:13
Aoliva
<p>Ciao Mc. Grazie per il tuo commento e per la tua destimonianza londinese (ti invidio molto: a Londra ci ho lasciato il cuore). Devo correggerti su un punto, ma &egrave; normale perch&egrave; non ci conosciamo: non sono propriamente un patriottico. Ho sempre ritenuto &#39;superiori&#39; per molti aspetti i movimenti calcistici inglese e tedesco. Insomma: sono anche io un inguaribile esterofilo! Detto questo, il mio &egrave; un tentativo puramente appassionato di trovare del buono anche nel nostro calcio, quello che una volta era il pi&ugrave; bello del mondo e che oggi &egrave; una mezza ciofeca. Ma questo non ci deve autorizzare a sparare sempre a zero sui nostri...panni sporchi. Occhio a non definire sporadici certi episodi: quest&#39;anno la Premier ha offerto casi di razzismo preoccupanti. E in Germania, altro movimento che sta diventando superiore al nostro, i tifosi cominciano a creare problemi...</p>
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Ritratto di Fabrizio Sibilla
Ven, 18/05/2012 - 17:08
fabriziosibilla
@Alessandro Oliva: in effetti qui in Germany gli hooligans si inizian a far sentire, ma confido nel pragmatismo tedesco per risolvere il problema... Per il resto, vi dedicate allo sport sbagliato ;) http://www.youtube.com/watch?v=k8F7fwIcd1s
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