La Buona DestraIl movimento politico di Filippo Rossi contro i sovranisti

Il fondatore del festival Caffeina: «Una linea di demarcazione chiara sancisce la distanza invalicabile del nostro nuovo partito con il mondo sovranista»

Nasce la Buona Destra di Filippo Rossi. Il fondatore del festival Caffeina di Viterbo e autore di Dalla parte di Jekyll. Manifesto per una buona destra (Marsilio editore), lancerà in mattinata, nella Sala Capranichetta, all’Hotel Nazionale di Piazza Monte Citorio (Roma), il manifesto del suo nuovo movimento politico.

Uno «spazio politico per un movimento liberal-popolare, a sinistra di Giorgia Meloni e a destra di Renzi» lo definisce Rossi. Buona Destra nasce per non allearsi con la destra estrema, bensì per combatterla con convinzione. «Una destra che non accetta la deriva a cui gli attuali partiti sedicenti di destra hanno ridotto questa area politica» spiega il fondatore a Linkiesta.

La storia politica di Filippo Rossi lo ha visto candidarsi come sindaco alle comunali di Viterbo nel 2013 e, alla tornata successiva, come candidato con +Europa, fino ad arrivare a questa ultima avventura. Secondo indiscrezioni, i primi nomi ad avvicinarsi al nuovo movimento sarebbero quelli del deputato Daniele Toto e Nicola Bono, ex presidente della Provincia di Siracusa e sottosegretario di Stato ai beni culturali. Il lancio del partito è previsto in autunno, mentre sono già migliaia le adesioni già annunciate in tutta Italia. Rossi conferma a Linkiesta che presto saranno creati «dei circoli territoriali».

«Per tutta l’estate continueranno le adesioni spontanee su tutto il territorio nazionale. La Buona Destra sta registrando buoni numeri, in quanto si tratta di un movimento che nasce con una forte componente “dal basso”. Non sarà la mia creatura personalistica» continua Filippo Rossi.

Prima del lancio del programma del partito ci sarà un ampio confronto democratico precongressuale. Un dibattito che culminerà con un grande evento romano. La data scelta per la prima uscita pubblica della Buona Destra non è casuale: il giorno prima della manifestazione organizzata dalla destra estrema a Roma. «Una linea di demarcazione chiara, che sancisce la distanza invalicabile del nuovo movimento con il mondo sovranista» sottolineano della segreteria.

A chi si rivolgerà Buona Destra? Rossi sottolinea come «in questi mesi si è creato un moto spontaneo di persone che si sentono politicamente a destra ma che oggi non si ritrovano nella proposta di Salvini e Meloni, ma che, anzi, esprimono forte disagio per i modi e i contenuti di questa destra delle fake news senza proposte che critica tutto ma si tira indietro di fronte alle responsabilità».

La Buona Destra, dunque, incarna una cultura di governo «anche quando sta all’opposizione, partendo da una scommessa: quella su una nuova grandezza italiana – conclude Rossi -, che punta su investimenti per la realizzazione di infrastrutture e opere che valorizzino il patrimonio del Belpaese».

Anche sul versante della politica economica, il movimento ha già una posizione netta. «Non soldi a pioggia ma uno Stato che si fa innovatore, appaltatore di bellezza e di grandezza. Iniziative come il reddito di cittadinanza, utili solo nel breve periodo, non portano a nulla di realmente costruttivo – aggiunge il fondatore della Buona Destra. Gli investimenti pubblici infrastrutturali e di riqualificazione servono, invece, per migliorare, rivedere, ridisegnare gli spazi urbani delle nostre città, nonché per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio attraverso reali politiche di green economy».

Altro elemento di demarcazione tra la Buona Destra e quella estrema di Giorgia Meloni e Matteo Salvini è la componente europeista. «Noi abbiamo orrore di chi va a braccetto con personaggi del calibro di Viktor Orban o Sebastina Kurz, di chi si oppone al Recovery Fund – assicura Rossi. L’Europa unita è un processo ancora incompiuto che va guidato, certo. Ecco perché la Buona Destra promuove la creazione degli Stati Uniti d’Europa, unica soluzione per consentire l’effettiva parità tra tutti i cittadini dell’Unione, grazie all’acquisizione della piena cittadinanza europea e del diritto-dovere di eleggere il governo e il Parlamento».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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