Viking LinkSace Simest, Bnp Paribas e Hsbc investono 488 milioni di dollari nel primo finanziamento green europeo garantito

Si tratta del primo “Green Loan” con garanzia Eca (Export Credit Agencies) per sostenere la costruzione della più grande interconnessione elettrica sottomarina al mondo. Unirà Regno Unito e Danimarca con un tratto di ben 760 chilometri grazie alla tecnologia made in Italy

Entro il 2023 sarà realizzata la più grande interconnessione elettrica sottomarina al mondo con tecnologia Made in Italy che unirà Danimarca e Regno Unito con un tratto di 760 km per fornire energia rinnovabile a 1,4 milioni di famiglie.

Un progetto pioniere della finanza sostenibile possibile solo grazie al coraggio di tre grandi realtà economiche: SACE, SIMEST, BNP Paribas Corporate & Institutional Banking (CIB) e HSBC che hanno deciso di finanziare per 488 milioni di dollari il primo Green Loan con garanzia ECA (Export Credit Agencies).

Questo progetto denominato “Viking Link” (Come la rotta che percorsero i vichingi arrivati per la prima volta in Inghilterra nel 789 d.C) è  incluso nella lista dei progetti di interesse comune dell’Unione Europea, è parte integrante di un sistema di tre interconnessioni elettriche sottomarine realizzate per supportare la trasformazione e l’upgrade della rete elettrica inglese.

Le prime due interconnessioni sono North Sea Link (tra Regno Unito e Norvegia) e IFA2 (tra Regno Unito e Francia), per le quali SACE e SIMEST sono intervenute a supporto di Prysmian, rispettivamente nel 2016 e 2018.

Questo Green Loan è stato fatto a favore della National Grid North America, società del Gruppo National Grid Plc, il principale gestore di reti elettriche e gas in UK e servirà per supportare una parte decisiva del progetto: i lavori e le forniture commissionate a Prysmian, azienda italiana leader specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche.

Il tutto sarà realizzato con tecnologia made in italy: in particolare i cavi sottomarini saranno sviluppati e prodotti nello stabilimento di eccellenza di Arco Felice (Napoli).

Unito e la Danimarca, che sarà realizzato entro il 2023 e migliorerà l’efficienza degli impianti di produzione e delle reti di trasmissione di energia elettrica dei due Paesi, consentendo di incrementare la sicurezza delle forniture di elettricità e concorrendo a raggiungere i target nazionali di emissioni (COP21). Dal 2030, il 90% dell’elettricità proveniente dalle interconnessioni di National Grid sarà a emissioni zero.

«Siamo onorati di aver fatto parte del primo green loan multi-ECA, un progetto fondamentale per il sostegno alla trasformazione dell’Europa verso un’energia sempre più green. Un modello di intervento che sicuramente saremo lieti di replicare in futuro per progetti sostenibili dal punto di vista ambientale, condividendo pienamente il crescente impegno delle export credit agency nei confronti della sostenibilità ambientale e dell’energia pulita», ha detto Dario Liguti, Chief Underwriting Officer di SACE.

In particolare, la linea di credito è erogata da un pool di Mandated Lead Arrangers e Lenders comprendente (i) BNP Paribas CIB e BNP Paribas Fortis (anche sole structuring bank) ed (ii) HSBC Bank plc (anche banca agente) e beneficia della garanzia di SACE al 90% e della stabilizzazione del tasso d’interesse del finanziamento al tasso CIRR da parte di SIMEST.
L’operazione contribuisce in modo significativo alla realizzazione di un progetto infrastrutturale d’importanza strategica per il Regno

«È con grande piacere che desideriamo esprimere la nostra soddisfazione per aver avuto l’opportunità, insieme a SACE, di supportare la prima operazione di ECA export financing a sostegno dello sviluppo di infrastrutture strategiche dal punto di vista ambientale e sociale, a dimostrazione del fatto che il sistema Italiano di supporto all’export può giocare un ruolo importante nello sviluppo di una finanza responsabile a beneficio di investimenti che stimolano la transizione energetica verso le fonti rinnovabili», chiarisce Mauro Alfonso, Chief Executive Officer di SIMEST.

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