Corona EconomyLa disconnessione che ci vuole, la nuova cig e il tavolo sui rider

Nell’edizione di questa settimana della newsletter: i consigli della Harvard Business Review sulla necessità di non lavorare mentre si è in vacanza, il decreto d’agosto in arrivo, i negoziati ancora aperti tra Aspi e Cdp, le politiche attive nel caos e il nuovo osservatorio de Linkiesta e The Adecco Group

(Pixabay)

BUONA DISCONNESSIONE
In Senato c’è un disegno di legge depositato a fine maggio, che ha come oggetto la delega al governo per il «riordino della disciplina in materia di lavoro agile e l’introduzione del diritto alla disconnessione». Questo testo, ha detto la ministra Nunzia Catalfo, potrebbe costituire la base per avviare l’iter legislativo e arrivare a una regolamentazione sullo smart working. La legge attuale rinvia all’accordo tra lavoratore e datore di lavoro tutte le modalità, compreso il diritto di disconnessione, ma con la pandemia l’accordo è saltato per accelerare i tempi. E addio pure alla disconnessione.

Pionieri La prima intesa sullo smart working post lockdown è stata quella firmata da Fincantieri e sindacati il 17 luglio scorso. A partire dall’autunno, ne potranno usufruire 1.950 lavoratori una volta a settimana. Nel testo si fa specifico riferimento proprio al diritto alla disconnessione fuori dall’orario di lavoro. «Un punto importante», dicono i sindacati, «perché durante il lockdown i capi chiamavano a qualsiasi ora».

Fuori orario Secondo un report pubblicato dal Servizio Ricerca del Parlamento europeo, sempre più manager contattano abitualmente i dipendenti durante il fine settimana, le ferie o la sera dopo cena. E il lavoro fuori orario è aumentato durante la pandemia. Tanto che qualcuno ha finito per sovrapporre pure vacanze e lavoro, con la diffusione della cosiddetta “workation”: il 23,6% di chi è in smart working parte per le vacanze, ma continua a produrre come se stesse in ufficio.

Senza notifiche Sbagliatissimo, dicono dalla Harvard Business Review: “Don’t Work on Vacation. Seriously”. La flessibilità negli orari può aumentare la produttività, ma i dati dicono che se tiriamo la corda succede il contrario: perdiamo la motivazione. Lavorare sempre crea conflitti tra il perseguimento degli obiettivi personali e quelli professionali, portando ad amare di meno il nostro lavoro. Per chi va in ferie, ecco i consigli degli psicologi (per capi e dipendenti): disattivare le notifiche e imparare a delegare.

 

PAZIENTE ITALIANO
Manovre d’agosto Dopo l’approvazione dello scostamento di bilancio da 25 miliardi, dovrebbe arrivare entro la settimana il decreto agosto. È circolata una prima bozza con la proroga del blocco dei licenziamenti al 31 dicembre 2020 e della cig Covid per altre nove settimane, ma con un meccanismo selettivo. Previsti anche la decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato e per chi fa rientrare i lavoratori dalla cig, la deroga alle causali al decreto dignità fino a fine 2020, la proroga della Naspi, le indennità per gli stagionali del turismo e dello spettacolo.

I furbetti della cassa Secondo la bozza, le ulteriori settimane saranno autorizzate solo per chi ha già usufruito dei periodi previsti, pagando il 9% della retribuzione del lavoratore. L’importo sale al 18% per chi ha avuto un calo di fatturato inferiore al 20%. Un meccanismo a cui il governo ha pensato dopo che è venuto fuori che oltre un quarto delle ore di cassa (il 28%) è stato usato da imprese che non hanno subito alcuna riduzione di fatturato. Ma nel governo non c’è ancora l’accordo né sul meccanismo per la cig né sul blocco dei licenziamenti.

I conti di Tridico La valanga di cassa integrazione e altri sussidi anti-Covid, intanto, rischia di azzerare o quasi il patrimonio dell’Inps. Con oltre 35,7 miliardi, il bilancio dell’istituto torna in profondo rosso. Ma i conti del 2019, assicurano, permettono di reggere l’impatto della pandemia.

Ancora in smart Con il prolungamento dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre, si prolungherà anche lo smart working con procedura semplificata, cioè senza la necessità di un accordo tra azienda e dipendenti.

Pronti per ottobre? Nella prima riunione del Ciae, Comitato interministeriale affari europei – che avrà la regia sui progetti del Recovery Fund europeo – Conte ha detto che bisogna fare presto e che si lavorerà anche ad agosto per presentare i piani entro il 15 ottobre in modo da avere già l’anticipo del 10%. E ha messo a disposizione dei ministeri una task force di tecnici per la stesura dei progetti in linea con le richieste della Commissione. E il Mes? Nella risoluzione di maggioranza approvata sul Pnr, si è vista una inaspettata apertura, non gradita da tutti.

 

DOSSIER BOLLENTI
Il nuovo ponte La scadenza “politica” del 3 agosto, data di inaugurazione del nuovo ponte di Genova, non sarà rispettata: Autostrade è ancora detenuta all’88% da Atlantia, a cui oggi verrà riconsegnato il viadotto dopo la gestione commissariale. In settimana dovrebbe arrivare la firma del memorandum con Cassa depositi e prestiti, dopo i consigli di Aspi, Cdp e Atlantia.

Mayday Per ottenere il via libera agli aiuti di Stato di 3 miliardi per la newco di Alitalia bisogna convincere Bruxelles della discontinuità rispetto al passato. Il dossier che verrà presentato ai commissari europei prevede 7-7.500 dipendenti. Gli esuberi, circa 2-2.500, resterebbero nella bad company, pagati sempre dallo Stato attraverso gli ammortizzatori sociali, ma a disposizione di altre società come Ferrovie dello Stato.

L’acciaio può aspettare Slitta a fine settembre il dossier Ilva, guarda caso dopo le elezioni regionali in Puglia. I negoziati tra Mittal e governo riprenderanno dopo i risultati della “due diligence” sulla società. Poi si deciderà la quota di Invitalia. Intanto, oggi parte a Taranto una nuova tranche di cassa integrazione ordinaria di 13 settimane per un massimo di 8.150 addetti. Mentre l’Inps, in seguito all’esposto della Fiom, ha avviato un’ispezione sulla gestione della cassa Covid da parte di Mittal.

 

POLITICHE ATTIVE
Anpal in tilt Il 30 luglio in Commissione Lavoro alla Camera sono volate accuse reciproche tra la dg di Anpal Paola Nicastro e il presidente Mimmo Parisi (qui il racconto). Nello stesso giorno in cui l’Istat ha certificato la perdita di 600mila posti di lavoro da febbraio, è stata chiara a tutti una cosa: l’Agenzia nazionale delle politiche attive, che ai disoccupati dovrebbe trovare un lavoro, è in pieno caos istituzionale.

Cominardi e la realtà Nonostante il deputato Cinque Stelle Claudio Cominardi celebri sui social i dati forniti da Parisi, senza citare fonti, sui 196mila posti di lavoro trovati dai navigator ai percettori del reddito di cittadinanza, la realtà sembra più complessa. I titolari del reddito presi in carico dai centri per l’impiego sono disoccupati demotivati e con percezioni errate sulla loro situazione, racconta Lavoce.info. E i navigator non sono preparati a rispondere alle loro esigenze.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Tutti a casa I dipendenti di Google potranno lavorare da casa per l’emergenza coronavirus fino a luglio del 2021. Mark Zuckerberg, invece, ha detto che non si sa quando finirà lo smart working per i lavoratori di Facebook.

E chi ha figli? Repubblica Tv ha realizzato un video reportage dallo “Smart Courtyard” di Vimercate, il primo spazio dove i genitori possono andare a lavorare in smart working affidando i figli alle educatrici.

Senza ferie La proposta lanciata a metà giugno da Confindustria di tenere aperte le fabbriche per recuperare il tempo perso con il lockdown ha raccolto parecchi consensi. Dall’automotive all’alimentare, sono molte le realtà che hanno stretto accordi con i dipendenti per posticipare le ferie e non fermare la produzione. Qui i racconti.

Gig contratti Dopo mesi di scioperi e indagini, oggi al ministero del Lavoro è fissato l’incontro sui rider con i sindacati e le rappresentanze autonome del settore. La ministra Catalfo punta a un contratto collettivo per i fattorini. Elisa Pagliarani, general manager di Glovo Italia, ha detto a L’Economia del Corriere: “Siamo pronti”.

 

IL LAVORO CHE VERRÀ Avremo ancora una scrivania? Quali competenze serviranno? E come andrà regolamentato lo smart working? Linkiesta e The Adecco Group hanno lanciato un nuovo osservatorio sul mondo del lavoro e delle imprese per orientarsi nell’era post Covid-19. Un contenitore aggiornato con le novità del mercato, per ridisegnare le mappe del lavoro e delle competenze dopo lo stravolgimento della pandemia. «Serve un progetto di lavoro per il futuro», dice Andrea Malacrida, country manager Italia del Gruppo Adecco.

Corona Economy va in vacanza!

“Buona disconnessione”, ci ritroviamo a fine agosto,

Lidia Baratta

 

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