CyprusPapersUn’inchiesta di Al Jazeera ha costretto Cipro ad abolire la concessione sospetta della cittadinanza a milionari

Dal 2013 chi investe nell'economia locale almeno due milioni di euro, può aspirare a ottenere in tempi rapidi un passaporto Ue. Tra i requisiti formali richiesti c'è anche la fedina penale pulita, ma come ha dimostrato il documentario della rete del Qatar, troppe volte le istituzioni di Nicosia sembrano aver chiuso entrambi gli occhi

Unsplash

Originariamente pubblicato su Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa

Ottenere il passaporto di uno stato UE è un sogno, spesso irraggiungibile, per molti. Alcuni stati dell’Unione hanno quindi deciso di monetizzare questo desiderio introducendo procedure che assicurano la cittadinanza in cambio di significativi investimenti nell’economia locale. Tra questi Malta e Bulgaria, ma soprattutto la Repubblica di Cipro, dove dal 2013 chi investe nell’economia locale almeno due milioni di euro, può aspirare a diventare in fretta cittadino cipriota (ed europeo). Tra i requisiti formali richiesti c’è anche quello di una fedina penale pulita: requisito su cui però molte, troppe volte, le istituzioni di Nicosia sembrano aver chiuso entrambi gli occhi. Forse anche perché, dal suo lancio, il programma ha portato nelle casse di Cipro la ragguardevole cifra di più di sette miliardi di euro.

Lo schema è stato più volte criticato aspramente dalla Commissione europea, come in questo dettagliato rapporto del 2019 – e da numerose Ong anti-corruzione, preoccupate della relativa facilità con cui personaggi controversi e spesso nei guai con la legge, dalla Russia al Vietnam, dalla Cina all’India, sono riusciti a divenire legalmente cittadini europei, nonostante i rischi «in termini di sicurezza, riciclaggio di denaro sporco, corruzione e aggiramento delle leggi UE sull’evasione fiscale» che ciò ha comportato. Le polemiche sui passaporti d’oro di Cipro si sono rinfiammate lo scorso agosto, dopo che il team investigativo di Aljazeera ha ricevuto e pubblicato i cosiddetti #CyprusPapers, file riservati che contengono i dati di più di 2500 persone – da oltre settanta paesi – che hanno approfittato dello schema.

Secondo le informazioni esaminate dal team di giornalisti investigativi dell’emittente, molti dei richiedenti approvati negli anni hanno un profilo estremamente problematico, compresi condannati passati in giudicato, oligarchi in fuga dalla legge e funzionari pubblici di paesi diversi. Dopo lo scoppio dello scandalo seguito alle rivelazioni, il Commissario UE per la giustizia, Didier Reynders ha annunciato la possibilità di azioni legali contro Cipro, mentre alcune decine di richieste di passaporto a Nicosia sono state congelate. Nei giorni seguenti, però, il ministro degli Interni cipriota Nicos Nouris ha respinto fermamente le accuse sostenendo che l’indagine di Aljazeera «non rappresenta giornalismo, ma solo propaganda contro Cipro».

The Cyprus Papers Undercover
L’emittente qatarina ha però rilanciato, pubblicando lunedì 12 ottobre un lungo e inquietante documentario intitolato The Cyprus Papers Undercover. Per realizzare l’indagine, due reporter di Aljazeera sotto copertura hanno assunto le parti di “Billy” e “Angie”, rappresentanti di un fantomatico (e inesistente) “Mister X”, molto interessato a ottenere il passaporto cipriota. “Mister X”, cinese, è un uomo molto ricco, ma è in fuga dalla legge: condannato a sette anni per corruzione e riciclaggio di denaro sporco, si trova attualmente ad Hong Kong, dove è riuscito a fuggire grazie ai suoi contatti altolocati, e dopo essere riuscito a trasferire con successo il suo denaro (sporco) a Macau.

Attraverso un contatto londinese, “Billy” e “Angie” sbarcano a Cipro, dove entrano in contatto con agenti immobiliari inglesi attivi sull’isola – la maggior parte degli investimenti «per ottenere il passaporto» vengono infatti piazzati nel settore dell’edilizia di lusso. Da qui, attraverso avvocati, mediatori, manager, risalgono la catena di comando fino ad arrivare molto in alto: incontrano il potente deputato Christakis Giovani, proprietario di una grande compagnia di investimenti nel campo immobiliare, e niente di meno che Demetris Syllouris, attuale presidente del parlamento di Nicosia. Tutti promettono «pieno supporto» a Mister X nonostante i suoi problemi legali vengano esplicitati dai suoi “rappresentanti” fin da principio. Il ritornello è sempre lo stesso: «Se ci sono problemi, si trovano sempre strade per superarli». «Il vostro cliente ha il nostro sostegno a tutti i livelli», assicura Syllouris davanti a un bicchiere di vino. «Vi chiedo solo riservatezza, perché devo difendere il mio nome».

Certo, col crescere delle difficoltà, cresce anche il prezzo da pagare. Dall’inchiesta emerge più volte l’esistenza di un “doppio canale”: chi investe di più viene trattato diversamente, anche se il trattamento di favore “non è menzionato in nessun documento”. Nei casi più problematici vengono proposte strategie alternative per superare i controlli di autorità e banche, come ad esempio far figurare gli investimenti a nome di coniugi o parenti vari. Uno dei personaggi coinvolti, l’avvocato George Pittadjis, assicura che “Mister X” non solo potrà ottenere un passaporto, ma anche cambiare il suo nome divenendo così di fatto invisibile alle autorità giudiziarie e di polizia. Ai commenti increduli di “Billy” ed “Angie”, l’avvocato risponde che l’operazione è stata già effettuata molte volte. «Certo che è possibile»; gongola Pittadjis, «qui siamo a Cipro!».

Le conseguenze
L’impatto della video-inchiesta di Aljazeera non si è fatto attendere. Tutte le persone coinvolte hanno negato ogni addebito, sostenendo di aver capito subito il gioco di “Billy” ed “Angie”, e di aver continuato a “recitare” per raccogliere maggiori informazioni su personaggi “sospetti”. Nonostante le giustificazioni, però, le conseguenze sono state immediate. In un clima di crescente indignazione pubblica, il deputato Giovani ha già rassegnato le proprie dimissioni. Il presidente del parlamento, Syllouris, ha annunciato che si auto-sospenderà dalle proprie mansioni a partire da lunedì 19 ottobre, in attesa che si faccia chiarezza sulla vicenda, mentre il procuratore capo cipriota, George Savvidis, ha già annunciato che verrà lanciata un’inchiesta sul caso.

A caldo è arrivato anche il commento della Commissione europea. «Abbiamo assistito con incredulità ad alti funzionari che mercanteggiavano la cittadinanza europea in cambio di favori economici», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce Christian Wigand. «La presidente von der Leyen ha già affermato chiaramente che i valori europei non sono in vendita».

Il giorno successivo alla pubblicazione di “The Cyprus Papers Undercover” il governo cipriota ha annunciato in tutta fretta che il programma “Cittadinanza in cambio di investimenti” verrà abolito a partire dal prossimo 1 novembre, a causa delle “debolezze” e degli “abusi” emersi. Non è ancora chiaro, però, se il repentino passo indietro metterà Cipro a riparo da possibili procedure di infrazione da parte di Bruxelles.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta