Unfit to lead Volturara AppulaLa priorità del paese è consegnare il governo Conte alle pagine Wikipedia

L’incredibile ultimo Consiglio dei ministri dell’anno anziché essere dedicato ai progetti per rilanciare l’Italia, ai suggerimenti di Gentiloni per non sprecare i fondi europei e al piano straordinario per la vaccinazione si occuperà, tenetevi forte, dell’armonizzazione dei sistemi contabili della Regione Sicilia, più varie ed eventuali. Pensate che con questi ci potremo salvare?

Mauro Scrobogna/LaPresse

Giuseppe Conte ieri sera ha convocato l’ultimo Consiglio dei Ministri dell’anno per oggi pomeriggio alle 16, ma all’ordine del giorno della riunione di un governo che da domani sarà in zona rossa, da giorni è in difficoltà con i vaccini e da tempo dice di essere preoccupato per una eventuale terza ondata di Corona, non c’è traccia dei progetti strategici del Recovery plan, senza i quali i 209 miliardi europei non potranno arrivare, né dei suggerimenti del Commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni che ieri a Repubblica ha spiegato che senza un intervento legislativo preciso e straordinario sulla modalità di esecuzione del piano, ammesso che saremo in grado di presentarlo, l’Italia quei soldi europei non li riceverà perché le istituzioni dell’Unione hanno prudentemente predisposto una serie di paletti che condizionano l’emissione dei bonifici ai paesi membri all’effettivo avanzamento dei lavori.

All’ordine del giorno di questo ultimo Consiglio dei ministri del 2020 non c’è nemmeno il piano nazionale di vaccinazione, non esattamente una quisquilia, anche se grazie al New York Times abbiamo saputo che Conte si è intrattenuto con Domenico Arcuri e Stefano Boeri sul colore (fucsia o meglio giallo?) della primula, pur sapendo benissimo che non ci sarà nessuna struttura di vaccinazione avveniristica in vetro terra-cielo da installare nelle piazze italiane, a meno di non voler rimandare le operazioni al 2023.

Il Consiglio dei Ministri del 30 dicembre 2020, dunque, con le maiuscole enfatizzate dai Casalino boys, esaminerà il seguente ordine del giorno: «DECRETO LEGISLATIVO: Modifiche all’articolo 7 del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158, recante norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei controlli; LEGGI REGIONALI: Esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, di leggi regionali; VARIE ED EVENTUALI».

Per il piano di rilancio economico e sociale dell’Italia da cui dipendono i soldi europei e il nostro futuro e per la campagna di vaccinazione nazionale evidentemente Conte pensa ci sia tempo, che non ci sia bisogno di affrettarsi. In fondo che sarà mai una pandemia, meglio dare priorità all’armonizzazione contabile della Sicilia, un’urgenza certamente improrogabile, e poi anche all’esame di altre importantissime leggi regionali.

Una disgrazia nazionale
Il secondo governo Conte è una disgrazia nazionale, seconda solo al primo governo Conte, con i record mondiali di mortalità e di impreparazione affiancati a misure rapsodiche e contraddittorie capaci di piegare l’economia più che in qualsiasi altro paese e di temporeggiare in attesa di una soluzione salvifica tipo il vaccino, salvo poi non avere idea come, dove e quando somministrarlo.

Ogni giorno che passa senza che il governo Conte venga smontato, riposto in soffitta e consegnato alle pagine Wikipedia è un giorno che allontana sempre di più l’Italia da una possibilità di ripresa che, al contrario, passa da una grande mobilitazione nazionale per rilanciare, con il sostegno europeo, la produttività e il lavoro, assieme a uno sforzo bellico per vaccinare tutti gli italiani il prima possibile.

Invece, l’avvocato di Volturara Appula ha puntato su un’economia di mancette di Stato, dal reddito di cittadinanza ai bonus per le piastrelle, burocratica e inefficiente, senza nemmeno predisporre un calendario o un piano logistico per somministrare il vaccino, per cui oggi non sappiamo né chi, né quando, né dove saremo vaccinati, come se tutto questo fosse un aspetto secondario.

Il ministro della Sanità Roberto Speranza, che in estate aveva già risolto il problema scrivendoci un libro ritirato con imbarazzo e per pietà dall’editore, ha detto l’altro giorno che entro marzo saranno tredici milioni gli italiani vaccinati, mentre una sua collega ha detto che in autunno si comincerà a vaccinare i meno anziani, tutto questo mentre al New York Times qualcuno del governo ha spiegato che ci vorrà un anno e mezzo da quando si comincia davvero, data che ancora non conosciamo, per arrivare all’immunità di gregge con circa 40 milioni di vaccinati.

Siamo già al giugno 2022, sempre che si cominci davvero a gennaio 2021, cosa che non mi sembra ancora probabile e sempre che non ci sia una terza ondata o maltempo o qualche altra scusa arcuriana.

Insomma nelle migliori previsioni di un governo che finora è stato in ritardo su tutto, dalle scuole rimaste chiuse ai superbonus di impossibile accesso, continueremo a stare in una condizione simile a quella attuale fino a buona parte del 2022, ovviamente senza dirlo apertamente agli italiani, e senza predisporre un piano di riorganizzazione della sanità perché Conte e Vito Crimi sostengono che non abbiamo bisogno dei 34 miliardi del Mes.

Un governo confuso e in ritardo su tutto tranne che sulle «norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi contabili», anche se non ci giurerei. Un governo che va archiviato e sostituito al più presto, più domani che dopodomani, non importa con quale maggioranza. Importa solo che sia un governo guidato da gente capace, adeguata e credibile. Un governo di adulti.

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