Le regoleL’Italia torna arancione, ecco cosa si può fare e cosa è vietato

Oggi, domani, mercoledì e lunedì 4 gennaio il Paese cambia colore e norme. Riaprono i negozi e ci si può spostare liberamente all’interno del proprio Comune. Giovedì 31 dicembre, venerdì 1, sabato 2, domenica 3, martedì 5 e mercoledì 6 gennaio sarà di nuovo zona rossa

Afp

Da oggi a mercoledì e poi ancora lunedì 4 gennaio scatterà la zona arancione in tutta Italia. Dopo la zona rossa stabilita per le festività natalizie – e per i giorni di fine 2020 e inizio 2021 -, secondo quanto stabilito dal decreto di Natale del 3 dicembre, l’intero Paese allenta le regole in atto.

In zona arancione ci si potrà infatti muovere per ragioni di lavoro, necessità e urgenza e per fare ritorno alla propria residenza, al proprio domicilio o alla propria abitazione. E tra le motivazioni per cui l’esigenza di spostarsi è comprovata rientrano l’assistenza a genitori non autosufficienti, le visite ai figli per i genitori separati, i ricongiungimenti delle coppie in un unico appartamento.

Ci si può spostare liberamente anche all’interno del proprio Comune, uscire per una passeggiata, mantenendo sempre la distanza di un metro dagli altri e indossando la mascherina, o andare a correre in un parco. Tra le 5 e le 22 di sera non è necessario presentare alcuna autocertificazione per giustificare gli spostamenti. Alle ore 22 scatta invece il coprifuoco e gli spostamenti sono nuovamente limitati a ragioni di lavoro, necessità e urgenza. Ed è necessaria l’autocertificazione.

È preferibile stamparla, compilarla e portarla sempre con sé, anche se potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. Bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie sono aperti ma non è possibile consumare sul posto. Fino alle 22 è possibile ordinare da asporto, mente si potrà ordinare cibo e bibite a domicilio senza limiti di orario. Riapriranno invece i negozi, che resteranno aperti con orario prolungato fino alle 21. Nei giorni festivi e prefestivi resteranno invece chiusi i centri commerciali.

Come per la zona rossa, non sarà possibile spostarsi in un Comune diverso dal proprio, salvo per specifiche esigenze urgenti o necessità. Ci sono però due deroghe a questa norma: ci si può muovere per andare a visitare un parente o un amico, recandosi presso un’abitazione privata, all’interno della stessa Regione, una sola volta al giorno, con l’autocertificazione, e al massimo in due (più eventuali minori di 14 anni). E ci si può spostare anche in più di due fuori dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, percorrendo una distanza non superiore a 30 chilometri e senza recarsi nel capoluogo di provincia.

È invece possibile spostarsi per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto dalle 5 alle 22. Così come il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso.

È possibile inoltre fare la spesa in un comune diverso da quello in cui si abita, perché rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Basta portare con sé l’autocertificazione. Usare l’automobile con persone non conviventi si può fare, purché sia rispettata la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina.

In orari compresi tra le 5 e le 22 è possibile far visita a una persona in carcere solo in ambito comunale, essendo vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai comuni delle regioni dell’area “arancione”.

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