Fondi, bonus e agevolazioniLa grande attesa dei decreti attuativi della legge di bilancio

Una grossa fetta dei provvedimenti inseriti nella finanziaria 2021 non è entrata automaticamente in vigore, ma è legata all’emanazione di decreti attuativi, spesso da «concertare» tra due o più ministeri o con la Conferenza Stato Regioni. E i tempi si allungano

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Rientro al lavoro dopo la gravidanza. Fondi a sostegno del venture capital, del settore vitivinicolo, della filiera delle api. E poi anche i bonus: per gli smartphone, l’auto elettrica, i rubinetti, gli occhiali, la revisione delle macchine e gli chef. Tutte norme a scoppio ritardato.

Una grossa fetta dei provvedimenti inseriti nella legge di bilancio 2021 non è entrata automaticamente in vigore, ma è legata all’emanazione di decreti attuativi, che molto spesso devono essere anche «concertati» tra due o più ministeri o addirittura con la Conferenza Stato Regioni. Passaggi che allungheranno ulteriormente i tempi di attuazione: i termini previsti per i decreti sono di solito di 30, 60 o anche 90 giorni dall’avvio della manovra. Ma molto spesso le scadenze non vengono rispettate, né sono previste sanzioni di alcun tipo per i ritardi. E le norme, come già successo in passato, rischiano di restare inapplicate a lungo.

Gran parte dei provvedimenti legati all’incremento dell’occupazione femminile, ad esempio, è appesa ai decreti di «concerto» tra più ministeri. I 50 milioni in più del fondo per sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri e favorire la conciliazione dei tempi di vita e tempi di lavoro saranno distribuiti solo con un decreto del ministro per la Famiglia, di concerto con il ministero dell’Economia, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Nessuna previsione sui tempi.

Il fondo a sostegno dell’impresa femminile da 20 milioni richiede una triangolazione tra ministero della Famiglia, Mise e Mef. Per il sostegno alla parità salariale, servirà un provvedimento del ministero del Lavoro di concerto con il Mef. Idem per i 500 euro da erogare alle madri disoccupate o monoreddito con figli disabili.

I tempi si allungano anche per il vasto elenco di bonus e incentivi che hanno trovato spazio nella manovra. Prendiamo il bonus che dà diritto a uno sconto del 40% sul prezzo di acquisto di un’auto elettrica a chi ha un Isee entro i 30mila euro: le modalità per l’erogazione dovranno essere definite da un decreto del Mise di concerto con il Mef che dovrà arrivare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. Quindi presumibilmente prima di febbraio l’agevolazione non ci sarà.

Stesso discorso per il credito d’imposta fino al 40% riuvolto ai cuochi per l’acquisto di macchinari, attrezzi per la ristorazione o corsi di aggiornamento: servirà un decreto del Mise, di concerto con il ministero del Lavoro e il Mef, da adottare entro 60 giorni. Se tutto va bene, se ne parlerà a marzo.

Al rallentatore anche il bonus anti divario digitale per chi ha un Isee entro i 20mila euro annui, che concede in comodato gratuito uno smartphone o un tablet: la manovra prevede un decreto del presidente del Consiglio o del ministro dell’Innovazione entro 60 giorni. A scoppio ritardato anche il bonus da 9,95 euro come compensazione all’aumento del costo delle revisioni delle auto e il voucher da 50 euro per gli occhiali e le lenti a contatto. E pure il bonus rubinetti da mille euro: le modalità di erogazione arriveranno entro 60 giorni con un decreto del ministero dell’Ambiente. Per il bonus mobili e quello destinato ai proprietari di case in affitto, si attendono invece i provvedimenti dell’Agenzia delle entrate.

La manovra stanzia anche altri 100 milioni di euro per il rinnovo o la sostituzione dei vecchi televisori non idonei alla ricezione dei programmi con le nuove tecnologie digitali (Dvb-T2). Ma servirà anche qui, entro 45 giorni, un decreto del Mise, di concerto con il Mef.

Lo stesso discorso vale per lo sterminato elenco di fondi di ristoro da decine di milioni di euro distribuiti tra diversi settori. Dalle imprese creative ai festival e le bande musicali, dai licei musicali agli enti di ricerca, dalla filiera della birra a quella della frutta a guscio. E poi anche il fondo sperimentale per la formazione turistica esperienziale, quello per l’accoglienza dei genitori detenuti con bambini nelle case famiglia protette, per i malati di Alzheimer, per le famiglie che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita, per gli studenti fuori sede e così via. Tutti in stand-by in attesa dei ministeriali che diano i dettagli sull’erogazione.

Finanche la scuola e il tanto dibattuto problema dell’affollamento di bus, tram e metro dovranno aspettare. Per il fondo da 150 milioni destinato al trasporto scolastico in conformità con le misure anti-Covid servirà un decreto del ministero dei Trasporti, di concerto con quello dell’Istruzione e quello dell’Economia, previa intesa in sede di Conferenza unificata.

Nessuno snellimento neanche per la sanità, nonostante il momento di emergenza. I 20 milioni di rimborso annuo per l’acquisto di test genomici per il carcinoma mammario dovranno aspettare un decreto del ministero della Salute. Così come l’incremento dei fondi all’Istituto superiore di sanità. I 4 milioni in più stanziati per la sanità militare richiederanno anche il «concerto» con il ministero della Difesa e dell’Economia. Persino l’uso delle medicine equivalenti per uso umano sugli animali necessiterà di un decreto del ministero della Salute per essere applicata, ma solo dopo aver sentito il parere dell’Aifa.

Sul fronte del lavoro, resta in lista d’attesa anche la nuova Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, per la quale sono stati stanziati 233 milioni nel 2021 per favorire la formazione e la transizione occupazione di chi perderà il lavoro. Servirà un decreto del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro dell’Economia, previa intesa in sede di Conferenza Stato Regioni, da emanare entro 60 giorni, per stabilire prestazioni, procedure, servizi e valutazione delle competenze. E anche per la Iscro, la nuova “cassa integrazione” delle partite Iva, bisognerà seguire gli stessi passaggi prima di definire i percorsi di aggiornamento professionale legati all’erogazione dell’assegno. Se ne parlerà a marzo, insomma, se tutto va bene, per capire almeno come funzionerà.

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