Questione di prospettiveCome il vertical farming può cambiare l’agricoltura

Ottimizzazione delle risorse, risparmio d’acqua che raggiunge il 90-95%, abbattimento del consumo di suolo e monitoraggio dei parametri di crescita delle piante grazie a software avanzati, senza ricorrere a fitofarmaci. Così la società milanese Planet Farms ha deciso di investire, rinnovandolo, sul settore più green di tutti

Planet Farms

Nello stabilimento di Planet Farms entra un seme ed esce un prodotto confezionato, senza ricorrere a pesticidi o fertilizzanti.

La società, fondata a Milano nel 2018, ha sviluppato un sistema di coltivazione verticale (vertical farming) che le ha permesso di vincere, l’11 marzo scorso, il premio nazionale istituito da Confagricoltura per l’innovazione agricola.

Sintesi tra tradizione, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale e sociale, Planet Farms ha l’obiettivo di coniugare tradizione agronoma italiana e specializzazione tecnica e informatica, innovando il settore senza compromettere qualità e gusto del prodotto finale.

«Volevo fare qualcosa di concreto per il futuro dei nostri figli e per l’ambiente che lasceremo loro in eredità – confessa a Linkiesta Travaglini, che ha fondato la società con Daniele Benatoff – Volevo realizzare un progetto di vertical farming in grado di fornire una produzione di altissima qualità, sostenibile e locale. Per raggiungere questo obiettivo ho utilizzato le capacità tecniche sviluppate all’interno della società di famiglia leader mondiale nella realizzazione di stabilimenti automatizzati nel settore alimentare».

Il vertical farming è un sistema di coltivazione in cui le piante sono coltivate in strutture su più livelli, all’interno di edifici appositamente dedicati, in grandi centri urbani.

Obiettivo principale è migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse naturali e dei suoli agricoli, rendendo la produzione alimentare indipendente dalle condizioni climatiche e del territorio.

«Rispetto alle coltivazioni tradizionali – sottolinea Travaglini – risparmiamo il 95% di acqua, non produciamo residui nocivi, non abbiamo un impatto sul suolo, non generiamo sprechi, non utilizziamo alcun fitofarmaco e le coltivazioni sono indipendenti dalle condizioni climatiche e meteorologiche, garantendo una produzione 365 giorni all’anno. Siamo in grado di offrire prodotti locali: nel nostro stabilimento abbiamo una filiera completa, che garantisce cibo sano, con elevate concentrazioni di sostanze nutritive, vitamine e antiossidanti. Un prodotto dal gusto “vero”».

Planet Farms ha sperimentato e sviluppato un sistema di coltivazione sostenibile dove la tecnologia sostituisce e integra gli elementi di base dell’agricoltura come acqua, luce, terra e aria. Un sistema di coltivazione che ricrea un ambiente di crescita dei prodotti dove viene abbattuto il consumo di acqua e suolo, e scongiurati inquinanti e scarti.

«La natura – spiega Travaglini – deve essere nostra alleata se vogliamo rispondere a sfide reali, come la crescita demografica, la reperibilità di cibo, i cambiamenti climatici. Dobbiamo progettare in maniera consapevole un nuovo modo di coltivare, che sia responsabile e che applichi criteri di sostenibilità e sviluppi soluzioni alternative. Il vertical farming sta dando risposte concrete alle nuove istanze ambientali, sociali ed economiche. I nostri sistemi di coltivazione permettono di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e di armonizzare tutti i parametri fondamentali per la crescita di una pianta garantendo un processo il più naturale possibile».

Nello stabilimento milanese di Planet Farms, la terra è sostituita da substrati organici studiati per ogni varietà di pianta, mentre l’aria è filtrata per creare un ambiente protetto. La coltivazione, protetta, può garantire 365 giorni all’anno cibo che può essere prodotto localmente ovunque ci siano esigenze di consumo, mantenendo il vantaggio del km zero.

I prodotti, poi, non si ossidano, perché si sviluppano in assenza totale di carica microbica, non vengono bagnati e non devono essere lavati prima del consumo. Inoltre, chi li acquisita è il primo a maneggiarli.

«Possiamo coltivare ovunque ce ne sia bisogno: a bordo di una nave, sulla cima di una montagna, in un deserto e per raggiungere questo risultato ci sono voluti anni di studi e di ricerca, utilizzando le tecnologie più avanzate. La tecnologia che abbiamo sviluppato potrà essere di supporto anche all’agricoltura tradizionale in termini di trasmissione di conoscenza e sviluppi futuri».

Planet Farms sta ora ultimando a Cavenago (Milano) la vertical farm più grande d’Europa. Una struttura di oltre 9mila metri quadrati che dalla primavera 2021 avvierà la produzione di insalata in foglia ed erbe aromatiche. «Abbiamo in programma l’apertura di cinque stabilimenti in diversi Paesi europei – conclude Travaglini – Planet Farms è un modello esportabile su larga scala».

Planet Farms

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