Tornare a respirareTra cultura e natura, il piano del Trentino per ripartire

Dopo i cali della passata stagione, la ripresa del 2021 dovrebbe essere più consistente. La provincia autonoma ha preparato un’offerta fatta di nuove piste ciclabili, festival, musei e parchi archeologici. Oltre al consueto paesaggio

di Federico Modica

Quella del 2021 potrebbe essere l’estate della ripresa. Dopo i cali registrati nel 2020 ( -25,% delle presenze italiane in meno e -51,5% delle presenze straniere), le mancate entrate (-280 milioni) e i lavori saltati (circa 7mila)l’economia della Provincia Autonoma spera nel rimbalzo. C’è stato tempo per rimettere tutto in sicurezza, anche se già l’anno passato erano stati implementati 14 protocolli, ricorda Maurizio Rossini, ceo di Trentino Marketing, nella cerimonia di presentazione della stagione estiva. E c’è stato tempo anche per completare alcune infrastrutture, come le piste ciclabili e il parco archeologico.

Sono queste le due novità principali. I percorsi vanno dalla Val del Chiese a Madonna di Campiglio, abbracciano le Dolomiti del Brenta e le Dolomiti orientali fino a San Primiero. Ogni strada ha un’indicazione sul suo grado di difficoltà e attraversa meraviglie storiche e naturali.

Il Parco Archeo Natura di Fiavè, che sarà inaugurato il 26 giugno, invece mostra un villaggio di palafitte di 3.500 anni fa. La torbiera ha custodito per millenni le tracce di un’antica comunità di cui si può rivivere, anche grazie a un allestimento multisensoriale, lo stile di vita e le abitudini di quel tempo. L’approccio è filologico e passa per la ricostruzione di cinque capanne, tre delle quali visitabili e accessibili attraverso una passerella sospesa sull’acqua, allestite e arredate per calarsi nella vita quotidiana degli abitanti dell’antico villaggio.

Oltre alle novità ci sono le conferme. Le mostre al Mart, per esempio, come quella dedicata a Raffaello, in un dialogo con Picasso, Dalì e De Chirico a cura di Beatrice Avanzi e Victoria Noel-Johnson (dal 2 maggio al 29 agosto), o quella su Botticelli e il nostro tempo, a cura di Alessandro Cecchi e Denis Isaia, dove saranno esposti capolavori assoluti come la Venere della Galleria Sabauda di Torino insieme a opere contemporanee come “La nascita di Venere” di Vik Muniz e Kate Moss fotografata da Juergen Telle.

Ma non solo. Con l’inizio di maggio ha riaperto, su prenotazione, anche Arte Sella, cioè la coniugazione di arte e natura che dal 1986 propone percorsi espositivi e novità nel giardino di Villa Strobele in Val di Sella. In questo contesto la natura è parte integrante dell’opera d’arte, custodisce, come uno scrigno, la memoria del passato e contribuisce a formare il paesaggio del presente. Ogni opera e installazione deve utilizzare impianti naturali. Anche per questo sarà notevole osservare le pietre di Arcangelo Sassolino che formano la prima scultura a energia solare.

Sul versante musicale torna dal 23 agosto “I suoni delle dolomiti”, il festival che da ventisei anni porta in cima alle montagne trentine la musica internazionale, nel rispetto dell’ambiente, organizzato dal violoncellista Mario Brunello.

L’anteprima sarà il 15 luglio al Passo Lavazè, dove in mezzo a boschi e pascoli si vedono ancora i segni della tempesta Vaia che, nell’ottobre del 2018, aveva devastato le regioni del Trentino e delle zone vicine. L’evento prevede un concerto de I Solisti Aquilani & Daniele Orlando, rinati dopo il terremoto che nel 2011 aveva distrutto la città abruzzese, che riproporranno le Quattro Stagioni di Vivaldi, ognuna accompagnata da quattro sonetti contemporanei (che sostituiscono quelli tradizionali) con cui si indaga sui cambiamenti che ha subito la natura nel corso dei secoli. Li leggerà Natalino Balasso.

Ma nel programma del festival ci sarà spazio per la musica argentina, con Gidon Kremer e la Kremerata Baltica, che all’apertura di agosto insieme al bandoneonista Arne Glorvigen faranno un omaggio a Astor Piazzolla, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita. Ma i nomi sono tanti: c’è il pianista Danilo Rea, il violinista Marcello Sirignano, il sassofonista Pietro Tonolo e il contrabbassista Giovanni Tommaso. Ci saranno Daniele Silvestri e Niccolò Fabi, mentre al Camp Centener – ai piedi delle guglie dolomitiche – ci sarà l’esibizione di Paolo Fresu e di Gaetano Curreri, in un omaggio a Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè.

E ancora, nella sezione dedicata al dialogo tra arte colta e popolare, in val di Fiemme (località La Porta) il 22 settembre il Coro Sasso Rosso – da cinquant’anni interprete del repertorio popolare trentino e alpino – incontra i Virtuosi Italiani, in un omaggio ad Arturo Benedetti Michelangeli: il pianista, forse non lo sanno tutti, nella sua vita aveva armonizzato anche numerosi componimenti popolari.

Insomma, l’estate è alle porte e la speranza di tornare a respirare, insieme, in mezzo alla natura, è più forte che mai. Il Trentino, anche per risollevarsi dalla passata stagione, ci conta.