Mobilità post covidCome la pandemia ha favorito la crescita del ciclismo

Secondo l’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma), nel 2020 è cresciuto sia l’utilizzo delle bici tradizionali sia il numero delle e-bike acquistate, con un incremento di piste ciclabili pop-up nelle maggiori città

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Dopo mesi di lockdown e restrizioni gli italiani hanno riscoperto la bicicletta. Il successo dei programmi per incentivare la mobilità a due ruote ha portato molti benefici al ciclismo professionistico, amatoriale e urbano. Stando ai numeri dell’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma), nell’anno della pandemia è cresciuto sia l’utilizzo delle bici tradizionali (+14% sul 2019) con 1.730.000 bici tradizionali, sia il numero delle e-bike acquistate (280mila) con un incremento del 44% rispetto al 2019.

L’interesse verso questa disciplina non è aumentato solo per la pratica, ma anche per lo share di ascolti in televisione. A differenza degli anni precedenti, la Rai ha deciso di coprire ogni tappa del Giro d’Italia 2021 dal primo all’ultimo chilometro, totalizzando una media di 1.396.733 telespettatori per ogni gara trasmessa in diretta. «L’utilizzo frequente della bicicletta ha origini più antiche della pandemia – spiega a Linkiesta Piero Nigrelli, direttore del settore ciclo Ancma – negli anni scorsi abbiamo sempre rilevato numeri alti di vendita e produzione, ma sicuramente il cambiamento di abitudini ha favorito un grande aumento non solo degli acquisti, ma anche dell’utilizzo delle biciclette, sia per il tempo libero che per gli spostamenti nelle città».

L’incremento delle vendite ha favorito molto la mobilità sostenibile, spingendo sempre più persone a scoprire la passione per il cicloturismo. «Questa sorta di boom non è stato determinato dal Bonus Mobilità, ma è stato l’aver toccato con mano, durante il periodo del Covid, il bisogno di vivere all’aria aperta e senza rumore – spiega a Linkiesta Gianluca Santilli, autore del libro Bikeconomy – la bicicletta è lo strumento ideale per godere di questi aspetti, soprattutto perché dà una serie di vantaggi a cominciare sulla salute, sull’ambiente, sul clima, ma soprattutto per le escursioni».

In base alle indagini Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), 4,7 milioni di italiani hanno fatto uso della bicicletta nel corso delle loro vacanze, pari al 17% del turisti, spendendo in totale 4,1 miliardi di euro. «L’Italia, grazie ai suoi territori e i suoi borghi, ha un potenziale immenso – spiega Santilli – per questo il cicloturismo può crescere sempre di più offrendo non solo la possibilità di andare in vacanza senza un veicolo a motore, ma anche creando posti di lavoro».

Il crescente aumento dell’economia della bicicletta ha portato la costruzione di nuove piste ciclabili, costruite grazie ai finanziamenti europei per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Nell’ultimo anno, come riporta la BBC, è stato spesi oltre 1 miliardo di euro per inaugurare 2.300 km di nuove piste ciclabili in tutta Europa dall’inizio della pandemia. Da Barcellona a Lisbona, da Parigi a Londra, da Bruxelles a Cracovia, passando anche per Milano che col sul progetto Strade aperte ha portato la pista ciclabile di Corso Buenos Aires a essere percorsa da ben 10.000 ciclisti al giorno, con un incremento del 122% in pochi mesi, e che ha già inaugurato circa 35 nuovi chilometri di ciclabili.

La strategia, come approfondisce anche Legambiente nel rapporto Covid Lanes, è stata quella di creare ciclabili pop-up, cioè corsie ricavate aggiungendo un cartello stradale o cambiando la segnaletica per sfruttare l’assenza delle macchine.

A guidare la classifica delle città dove sono stati realizzati più chilometri di ciclabili è appunto Milano con 35, seguita da Genova con 30 e, più distanziate, Roma, Torino e Brescia. Nel complesso, evidenzia Legambiente, sono 21 le città italiane dove sono stati realizzati nuovi tratti ciclabili anche se con finalità diverse. «Crediamo in questo nuovo modo di concepire la mobilità sostenibile nelle città, e vogliamo aiutare chi desidera immaginare un nuovo modo di viaggiare da casa al lavoro, o da casa a scuola – ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – l’esigenza è la sicurezza e vogliamo aiutare i sindaci a ridisegnare delle città diverse e sostenibili».

Nonostante i percorsi ciclabili e la mobilità sostenibile siano aumentati in maniera esponenziale destano preoccupazione, però, i dati relativi alla sicurezza di chi si sposta in bicicletta. Secondo l’Osservatorio Focus2R, organizzato da Confindustria Ancma e Legambiente, delle 3.173 vittime della strada nel 2019 i ciclisti sono 253, pari all’8% totale.

Inoltre, secondo i dati del rapporto “Osservatorio ciclisti” dell’Associazione sostenitori e amici polizia stradale, nei primi tre mesi del 2021 ne sono morti 44, uno ogni due giorni, mai così tanti negli ultimi anni. Dopo i 14 decessi di gennaio e i 17 di febbraio, dal 1° al 31 marzo sono rimasti vittime di incidenti 13 ciclisti, 11 uomini e 2 donne, di cui 11 cittadini italiani e 2 stranieri.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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