Il primo okIl Senato approva la fiducia alla legge di Bilancio

Il governo incassa il via libera a Palazzo Madama e si prepara alla discussione alla Camera. Tra le critiche illustri c’è quella di Matteo Renzi, che non condivide il metodo usato: «Se non lo dicessi, non sarei serio con mia posizione del passato, del presente e del futuro».

Mauro Scrobogna /LaPresse

La manovra è alle fasi finali. Il Senato ha approvato il maxiemendamento per il voto di fiducia al governo con 215 favorevoli, 16 no e zero astenuti.

Il testo, incassato il via libera a Palazzo Madama, ora passerà alla Camera. L’esame in commissione Bilancio sarà tra il 27 e il 28 dicembre, quando comincerà anche la discussione generale in Aula. I lavori potranno arrivare anche fino al 31 dicembre e non si esclude che il governo metta la fiducia anche qui.

Non sono mancate le polemiche. Per il leader di Italia Viva è da criticare il metodo scelto dal governo per portare a termine la legge. Come spiega durante la discussione sul voto di fiducia sulla manovra, «bisogna superare il bicameralismo, io ho perso il mio incarico perché volevo questo, ma si supera con una riforma costituzionale non con uno strappo istituzionale e non si fanno così le leggi di Bilancio. Se non lo dicessi, non sarei serio con mia posizione del passato, del presente e del futuro».

Questo, continua, «Non so se sia il governo dei migliori, ma è uno dei governi migliori. Questa legge di bilancio, come metodo, è una delle peggiori nel corso della storia repubblicana».