Monkey businessEvviva Curioso come George, la scimmietta intelligente nata da menti libere e geniali

Non sa parlare, ma riesce a farsi capire benissimo. Cerca sempre di aiutare gli altri, ma combina solo pasticci. È a suo modo un elogio dell’ingegno. Degna invenzione di una coppia che odiava Hitler e fuggì da Parigi con biciclette rudimentali

Curioso come George, da Youtube

CURIOSO COME GEORGE – Rai 2, Frisbee

George è la scimmia più ricca del mondo: vive in un lussuoso appartamento di Manhattan insieme all’Uomo dal Cappello Giallo, chiamato raramente con il suo nome, che è Ted. Hanno a disposizione anche una casa di campagna, dove molti episodi sono ambientati, a riprova che i soldi non gli mancano, come molti newyorchesi con qualche proprietà negli Hamptons.

Nell’appartamento di New York, dove ad accogliere gli ospiti c’è un portiere in livrea che si accompagna a un bassotto snob, George conduce una vita che assomiglia in tutto e per tutto a quella di un bambino, ma godendo di una libertà che ai bambini è perlopiù preclusa. Dorme su un regolare lettino, ha una regolare cameretta, una zia affettuosissima che lo riempie di giocattoli. Eppure l’Uomo dal Cappello Giallo ben si guarda dal fargli da padre, anche se George è piccolo (di statura) l’uomo e la scimmia sono alla pari e anzi spesso è Ted ad aver bisogno del suo amico marrone.

George può prendere mongolfiere, andare in giro per la città, essere assunto come imbianchino da una ditta di ristrutturazione: non suscita stupore la sua presenza scimmiesca, che anzi è molto apprezzata da amici disseminati per i vari quartieri di New York, fra cui lo chef italo-americano Pischetti e il suo gatto Polpetta.

In ogni episodio, George decide di risolvere un problema ma, cercando di aiutare sé stesso o un amico, crea disastri. Proprio come un bambino di tre, quattro o cinque anni, si mette alla prova con generosità e spirito di sacrificio, ma finisce con il triplicare i problemi di chi già sta sotto un treno. È chiaro, però, che c’è il lieto fine e la risoluzione di qualsiasi guaio piccolo o grande è affidata a lui, a questa scimmietta astuta che non sa parlare ma è capace di farsi capire da tutti, umani e animali.

Ogni episodio è raccontato da un narratore esterno (la voce godibilissima è di Massimo De Ambrosis, doppiatore ufficiale di Edward Norton), George si ingegna per risolvere questioni ora semplici (tipo come raccogliere le uova dall’aia senza che le galline si infurino) ora più complicate (evitare che un albero dove vive un amico scoiattolo venga abbattuto). Ricorre a tutte le proprie risorse intellettuali e raramente alla forza fisica, è alla mente e all’intelligenza che George ripone tutta la sua fiducia e sempre la spunta.

L’Uomo dal Cappello Giallo si chiama così perché è vestito di giallo come un esploratore eccentrico di inizio novecento. È giovane, single e innamorato di una dottoressa del museo in cui lavora. Ha incontrato George proprio durante una spedizione in Africa e la scimmietta, incuriosita dallo strano umano, ha deciso di seguirlo fino alla grande città.

Le cose belle di “Curioso come George”: la sigla, in inglese, sensata come potrebbe esserlo una hit trasmessa nel 1936 e i sottofondi musicali chic come possono essere i sottofondi musicali di New York (ogni riferimento a Woody Allen non è casuale); i disegni e i colori: fatti a mano o forse fatti così bene al computer da sembrare artigianali; l’inno all’intelligenza, come unica arma contro la fatica del vivere e tutti i disastri che solo ai vivi possono capitare.

La storia di George è stata raccontata dal libro omonimo da cui la serie è tratta, pubblicato per la prima volta nel 1941 (la copertina gialla di quel libro divenuto un piccolo classico dell’infanzia è mostrata in una scena di Forrest Gump, il protagonista interpretato da Tom Hanks era un fan di “Curious George”). Nel documentario “Monkey business: The Adventures of Curious George’s Creator” è narrata la rocambolesca fuga dei due autori del libro. Margret e Hans Rey erano una coppia, lui illustratore, lei redattrice per un giornale, che aveva in comune il Brasile (dove avevano entrambi vissuto, separatamente, e lui aveva esercitato la professione di venditore di vasche da bagno) e l’odio contro il crescente antisemitismo che si era diffuso in Germania.

Vivevano a Parigi e lì un editore chiese ad Hans se gli andava di scrivere un libro illustrato per bambini, cosa che lui fece con grande simpatia insieme alla moglie. Solo che in quel momento i nazisti premevano sulla capitale francese e i due, in sella a rudimentali biciclette costruite nella notte da Hans, scapparono incappando in diversi posti di blocco ai quali mostravano i fogli del manoscritto di George (che all’epoca si chiamava ancora Fifi) per dimostrare che loro erano innocui.

È quindi da menti così libere, geniali e fedeli all’intelligenza che è nata la scimmietta più amata dai bambini, che fra matematica e ossa di dinosauro è la dimostrazione che non importa quanto piccolo sei e non importa se sai parlare: alla fine riuscirai sempre a scamparla.