Fabbrica 4.0L’innovazione tecnologica di Pirelli tra robot, simulatori e realtà aumentata

Il primo pneumatico della “P lunga” è nato più di un secolo fa. Da allora l’azienda milanese ha rivoluzionato più e più volte il mondo delle due e delle quattro ruote, con uno sguardo alla sostenibilità e uno all’automatizzazione dei processi produttivi

Pirelli

La storia degli pneumatici Pirelli è soprattutto una storia di evoluzione, di perfezionamento, di innovazione tecnologica. Una traiettoria che parte dalla bicicletta di fine Ottocento e arriva fino ai giorni nostri, con la velocità delle auto da corsa, la sostenibilità delle bici elettriche, le prestazioni versatili delle gomme per i Suv.

Il primo pneumatico Pirelli nasce nel 1894. È una copertura per velocipedi frutto della conoscenza della gomma che l’azienda aveva maturato nei due decenni precedenti. All’inizio del ventesimo secolo, però, cambia tutto. La rivoluzione della mobilità legata all’automobile porta, nel 1901, alla nascita del Pirelli Ercole, primo pneumatico per auto che prevedeva un sistema di aggancio della gomma al cerchio.

Nel corso del Novecento Pirelli ha rivoluzionato più volte la storia delle ruote – delle due e delle quattro ruote. I tecnici lavorano per assecondare e anticipare i nuovi trend, come dimostra la sfida della mobilità elettrica: Pirelli ha messo a punto un pacchetto di soluzioni tecnologiche ad hoc per sostenere pesi, accelerazioni e consumi diversi rispetto alle auto tradizionali. Si chiama Elect, è progettato per i nuovi veicoli elettrici e ibridi plug-in: bassa resistenza al rotolamento, grip immediato e riduzione del rumore rispondono alle specificità delle vetture green.

Pirelli

Al fianco di Elect ci sono le altre tecnologie sviluppate negli anni dalla “P lunga”. Dall’antiforatura Run Flat al sistema Seal Inside che auto-ripara il pneumatico, fino alle gomme con tecnologia PNCS (Pirelli Noise Cancelling System), che smorzano il rumore provocato dal rotolamento riducendo l’inquinamento acustico.

A guidare l’innovazione è un approccio “Eco-Safety Design”, che coniuga l’obiettivo di un basso impatto ambientale alle migliori prestazioni, mantenendo ai massimi livelli gli standard di sicurezza di guida.

L’innovazione tecnologica è uno dei pilastri su cui poggia la cultura aziendale Pirelli. Sono oltre 6.700 i brevetti collezionati in 150 anni dall’azienda, che oggi conta 2.300 persone al lavoro nel settore Ricerca & Sviluppo e oltre 50 collaborazioni con le principali università nel mondo.

Secondo i principi dell’industria 4.0, Pirelli ha inventato pneumatici che dialogano con l’elettronica dell’auto. È il sistema Pirelli Cyber Tyre, i cui sensori forniscono informazioni immediate al guidatore: in ognuno degli pneumatici c’è un sensore che fornisce a vettura e conducente una “carta d’identità” e lo stato della gomma e da un software integrato nell’elettronica dell’auto.

Pirelli

La connettività permette ai dati di integrarsi non solo coi pneumatici, ma anche con le esigenze e le abitudini delle persone: ne sono un esempio l’app Pirelli Care – che offre informazioni e servizi su misura – o CYCLE-e around, il servizio di bike sharing della “P lunga”.

A proposito di bike sharing, negli anni Venti del terzo millennio innovazione è sinonimo di sostenibilità. L’ultimo traguardo di Pirelli verso una produzione sempre più “green” è stato lo sviluppo del primo pneumatico al mondo certificato FSC, Forest Stewardship Council, realizzato con materie prime derivanti da una catena di fornitura al 100% sostenibile.

L’innovazione non è solo nella tecnologia degli pneumatici, ma anche nelle fabbriche, nei meccanismi di realizzazione, nell’automatizzazione. Il processo produttivo MIRS™ ha rivoluzionato la fabbricazione automatizzata di pneumatici ad alte prestazioni: all’inizio del XXI secolo, Pirelli ha avviato le minifabbriche MIRS™ in Germania, Regno Unito e Stati Uniti. E contemporaneamente vengono costituiti i Pirelli Labs per lo sviluppo delle nuove tecnologie: qui i ricercatori sono impegnati nella fotonica, nelle fibre ottiche e nelle scienze dei materiali.

Pirelli

È la realizzazione della fabbrica 4.0, quella che si ritrova nei 18 stabilimenti Pirelli distribuiti in 12 Paesi. La trasformazione digitale ha portato nuove capacità predittive grazie ai big data, ai processi produttivi automatizzati e ai nuovi modelli organizzativi.

Nelle fabbriche Pirelli è arrivata “PMS 4.0”, l’app che prende il nome dal Pirelli Manufacturing System: supporta e guida le routine di ogni operazione trasferendo tutte le attività di controllo e di reazione in un ambiente digitale condiviso. Si tratta di un contenitore di dati accessibile dagli operatori attraverso i device mobili in uso nei reparti produttivi (tablet e smartphone).

Già prima delle minifabbriche MIRS™, negli stabilimenti Pirelli è stata introdotta la realtà aumentata e la realtà virtuale grazie a visori per la realtà aumentata, al dialogo con i robot collaborativi, e a una fase preliminare e di formazione virtuale di ogni operaio prima di entrare nella vera fabbrica.

X