Fuori dagli schemiCHUTZPAH, il coraggioso progetto espositivo di Atelier dell’Errore BIG

Apre oggi al pubblico la mostra che inaugura The Art Studio, uno spazio dedicato all’arte contemporanea all’interno delle Procuratie Vecchie di Venezia. Le opere allestite sono tutte realizzate con il particolare linguaggio sviluppato negli ultimi anni dal collettivo artistico fondato nel 2002 a Reggio Emilia da Luca Santiago Mora

Atelier dell’Errore BIG

Chutzpah è una parola ebraica che si può tradurre con insolente, o impertinente: è la sfacciataggine di chi crede molto, forse troppo, in se stesso. Il termine viene usato con un’accezione negativa – per un eccesso incauto e avventato – ma nella forma adottata in inglese ha una sfumatura leggermente diversa: fa riferimento alla spinta temeraria che permette di uscire dagli schemi di compiere azioni altrimenti impossibili. È l’audacia non conformista di chi vuole rompere gli schemi.

Fuori dagli schemi è l’arte di Atelier dell’Errore BIG. Coraggio e sfrontatezza sono caratteristiche proprie degli artisti che compongono il collettivo dedicato alle arti visive: fanno ricorso all’uso non convenzionale di tecniche tradizionali della storia dell’arte, con un lavoro al limite dell’ossessione in grado di raggiungere livelli di estremo virtuosismo tecnico.

È nato così “CHUTZPAH – Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali”, il nuovo progetto espositivo di AdE, a cura di Gabi Scardi, che apre oggi al pubblico e inaugura The Art Studio, uno spazio dedicato all’arte contemporanea all’interno delle Procuratie Vecchie di Venezia, in Piazza San Marco.

L’imponente edificio veneziano, che apre le sue porte per la prima volta in cinquecento anni di storia, è stato appena ristrutturato: il lavoro di restauro, a opera dello studio David Chipperfield Architects Milan, ha svelato e valorizzato il patrimonio dell’edificio, anche grazie al progetto degli interni e al percorso espositivo di Migliore+Servetto Architects. Il palazzo delle Procuratie Vecchie è anche la casa di The Human Safety Net, la Fondazione di Assicurazioni Generali che aiuta persone in condizioni di vulnerabilità a esprimere il proprio potenziale migliorando le proprie condizioni di vita e quelle dell’intera comunità.

Atelier dell’Errore BIG

Nel grande ambiente di circa 200 metri quadrati di The Art Studio ci si troverà al cospetto di due opere di grandi dimensioni: “Pater, il Sovra-Vissuto” è una grande struttura bidimensionale che divide in due lo spazio, realizzata con due materiali quasi antitetici. Su un lato, l’AdETEX rosso – tessuto appositamente creato tendendo sulla tela metri di nastro adesivo da lavoro – con un grande disegno in foglia metallica, sull’altro una calda lana di cammello riciclata, chiamata Cameluxe.

Atelier dell’Errore BIG

“Tenda-Mater”, invece, è una tenda autoportante realizzata con gli stessi materiali: all’interno è rivestita di morbida lana mentre la superficie esterna, di un rosso allarmante, riporta un’organica e metamorfica figura dorata. Completano l’esposizione, il grande disegno zoomorfo Mater GB7, a molti colori e foglia oro e la serie di 12 disegni dal titolo Cellule Oracolari: fluttuanti nuclei di energia diversi uno dall’altro.

Atelier dell’Errore BIG

Le opere che compongono CHUTZPAH risplendono di luce. “Pater, il Sovra-Vissuto” e “Tenda-Mater” sono due grandi figure dorate che campeggiano rispettivamente sul rosso monocromo del pannello e della tenda. La prima è concepita con un corpo composto di sacche, vasi e imbuti, tubi nei quali fluisce un «distillato della meccanica del quotidiano che fa sudare sangue, ma che il processo artistico trasforma in oro», come spiega lo stesso Luca Santiago Mora. La seconda ha invece inscritto un corpo spiraliforme al cui centro un figlio è accolto e protetto.

Atelier dell’Errore BIG

La tenda è inoltre collocata nello spazio in modo da inglobare l’ultimo oculo della facciata che dà su piazza San Marco. Il panorama è percepibile da chi sia disponibile ad abbassarsi fino al pavimento per guardare attraverso: una metafora della complessa relazione tra interiorità soggettiva e realtà esterna e del potere trasformante dell’arte, tanto più che la luce che penetra attraverso l’oculo viene filtrata attraverso un diaframma colorato che influisce sulla percezione della realtà.

Atelier dell’Errore BIG

Negli esiti costruttivi di un non ovvio dialogo tra forma ed errore, il lavoro di Atelier dell’Errore interseca pienamente i presupposti di The Art Studio e della Fondazione The Human Safety Net, la Fondazione di Assicurazioni Generali che aiuta persone in condizioni di vulnerabilità a esprimere il proprio potenziale migliorando le proprie condizioni di vita e quelle dell’intera comunità.

Le opere allestite all’interno di The Art Studio sono tutte realizzate con il particolare linguaggio sviluppato negli ultimi anni da Atelier dell’Errore (AdE), collettivo artistico fondato nel 2002 a Reggio Emilia da Luca Santiago Mora con l’intento di mettere la pratica artistica al servizio della neuropsichiatria infantile.

A partire dal 2015, i bambini coinvolti nel progetto sono diventati parte di AdE BIG, collettivo artistico e impresa sociale ospitato all’interno della Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Il principio fondativo di Atelier dell’Errore è di attribuire valore alle limitazioni, di rivalutare ciò che normalmente si tende ad allontanare, si cerca di neutralizzare o di correggere come errore, anche a costo di forzare norme e abitudini di pensiero.