Scrutini di primaveraAbbiamo dato i voti alle colombe del supermercato

Tra le decine di varianti alla ricetta classica, abbiamo assaggiato quelle con il ripieno al cioccolato e secondo il nostro insindacabile giudizio soltanto tre meritano la sufficienza. Vi spieghiamo perché, tra alveolature ridotte, glasse cadenti e mandorle acciaccate

Nell’aprile del 1989 i carri armati sovietici abbandonavano l’Ungheria dopo esserci arrivati nel ’56, per sedare la rivoluzione in corso in quel Paese. In quell’occasione, la deputata italiana di nazionalità ungherese Ilona Staller presidiò la cerimonia e intervenne con un classico gesto di pace: il lancio di una colomba bianca. Il gesto passò agli onori della cronaca perché la povera colomba tentò sì di prendere il volo, ma senza successo, e finì dritta sotto un cingolato che avanzava poco lontano. Potete immaginare il seguito.

Ecco, nella maggior parte dei casi, le colombe del supermercato hanno la tendenza a somigliare a colombe sotto un cingolato, più che a volatili pronti a spiccare il volo per atterrare a tavola. Eppure, siamo certi delle buone intenzioni delle aziende dolciarie che ci mettono tanto impegno e sacrifici per assicurarci il dolce della Pasqua. Tanto più quest’anno, che l’incertezza per le materie prime e il rischio di un innalzamento dei costi – previsto per lo più nei prossimi mesi – spingono i produttori a fare del loro meglio per non deludere i consumatori. Eppure, a giudicare dalle confezioni, non partiamo proprio bene per le colombe di questo 2022. Per variare un po’ e sperare nel tocco goloso, abbiamo selezionato le colombe al cioccolato del supermercato. La pace in questo momento è piuttosto precaria, speriamo che almeno il suo simbolo nella versione lievitata e al cioccolato non ci faccia passare del tutto la voglia di crederci.

Cioko Panna Balocco: 4
Abbiamo esitato a lungo prima di decidere se le colombe con ripieno cremoso dovessero o meno far parte della selezione, ma se il mercato ce le propina, chi siamo noi per dire no? Iniziamo da Balocco, che tra le numerose proposte per la Pasqua ci riporta ai fasti gastro-industriali dell’epoca in cui tutti avevamo un walkman e un pacchetto di Big Babol in tasca, con la colomba Cioko Panna: un lievitato ricoperto di cioccolato con ripieno di crema al cioccolato e panna, appunto. Balocco è un’azienda che ha ottenuto la certificazione Cage-Free, abbandonando l’uso di uova provenienti da allevamento in gabbia. Dichiara inoltre in confezione di usare energia da pulita proveniente da fonti rinnovabili. Il resto della confezione ci mostra una colomba ricoperta e decorata da cioccolato. Superiamo lo scoglio del pack non proprio invitante e passiamo al contenuto. A differenza di una colomba classica, questa non è cotta su stampo. La copertura al cioccolato riveste interamente la colomba: tirarla fuori dall’involucro di plastica vi metterà in forte imbarazzo, siate pronti.
Il risultato complessivo è di poca gioia e niente a che vedere con un qualsiasi dolce delle feste, figuriamoci la colomba. Vi ritroverete a tagliare una maxi-merendina in stile MixMax Balconi. La gradiranno forse i bambini, sempre che non siano giustamente attratti dalle uova di cioccolato.

Tre cioccolati Selection Carrefour: 4 ½
Prodotta per Carrefour da un marchio riconducibile a Balocco, la colomba ai tre cioccolati ha una confezione simile alle bomboniere dei matrimoni dei nostri cugini, sposati venticinque anni fa. Si tratta di un dolce arricchito con crema al cioccolato fondente e crema al cioccolato bianco. «Completa l’opera – sì, scrivono proprio così – la copertura di cioccolato fondente impreziosita da granella di cioccolato al latte […] lasciatevi sorprendere dal suo sapore avvolgente». Dopo la descrizione, che dallo stile, deve essere stata scritta alla fine dell’Ottocento, diamo un’occhiata al dolce: la copertura al cioccolato è più invitante ma al naso si percepisce già quel sentore alcolico un po’ usuale in questi dolci che, confermiamo, si allontanano troppo da una colomba. Anche in questo caso l’impasto non è vicino a quello tradizionale ma somiglia più a un dolce industriale qualsiasi, con l’aggravante di voler dare l’idea di essere speciale e ricercata. Ma perché sprecare farina così?

Colomba con gocce di cioccolato Viaggiator Goloso: 5 ½
I prodotti del Viaggiator Goloso non ci hanno mai deluso, tranne questa volta. Una colomba dall’impasto tradizionale, arricchita con gocce di cioccolato, glassa alla nocciola con mandorle e con incarto con fiocco, un po’ stile pasticceria. Il tutto made in Maina. Nella lista ingredienti il burro viene solo dopo il cioccolato e questo lo noteremo poi anche all’assaggio. Le mandorle, non sappiamo perché, sono raccolte al centro e, dopo averla scartata, a raggiungerci è un profumo che ci ricorda il cartone. Manca di morbidezza (colpa del poco burro?) e le gocce di cioccolato, seppur presenti, non sembrano di gran qualità. Non sappiamo bene se è peggio ritrovarsi a tavola con questa colomba o con gli agnelli di pasta di mandorle brutti.

Colomba DoppiaCrema Motta: 6-
Motta rimane il marchio che ha creato la prima colomba pasquale, intorno agli anni Trenta. Oggi però il brand milanese sembra più interessato a lavorare su Tartufone e colombe farcite. Seguiamo il volere dell’azienda e puntiamo tutto sulla colomba DoppiaCrema: impasto lievitato ripieno di creme gianduia e vaniglia, ricoperta di cacao. Ricorda un pandoro, anche per il gesto di cospargerla di cacao zuccherato per poi agitare il sacchetto. Una volta nel vassoio, però, un po’ per il colore, un po’ per la forma, sembra di aver portato a tavola un pollo al forno all’ora del dessert. Tra tutte le colombe farcite, DoppiaCrema Motta è quella con il gusto migliore: impasto morbido, creme non eccessivamente alcoliche al sapore e molto meglio distribuite. Sì, perché non abbiamo parlato mai della presenza della crema in ogni colomba: è sempre una desolazione immensa, ma lo sappiamo già. Considerando il peso del prodotto di 700g, il prezzo non è poi così basso rispetto alle competitor. Tuttavia, la colomba Motta è viva! Alleluia, Alleluia.

Fantasia del Sud Maina: 6
Un ingrediente tipico dei dolci pasquali del meridione è la pasta di mandorle. Agnelli, in primis, ma anche biscotti e altre specialità che sono un inno alla primavera e alla fioritura del mandorlo. Maina cavalca questa tradizione e ci fa trovare a scaffale una colomba di base classica arricchita proprio con pasta di mandorle e gocce di cioccolato. Una confezione classica in cartone, con i decori delle maioliche del sud. La glassa della colomba ha un bell’aspetto, uniforme e con le mandorle a pezzi, saggiamente non intere. Veniamo subito raggiunti dall’odore della pasta di mandorla che non lascia spazio a molto altro. Impasto morbido, ma non troppo, e un cioccolato che non sembra eccessivo. L’assaggio conferma: la pasta di mandorle sovrasta e copre i sapori, anche del cioccolato, ma è tutto piacevole e decisamente meglio di altre colombe del supermercato.

Le Tre Grazie al cioccolato Esselunga: 6 ½
Le Tre Grazie, il marchio dei lievitati delle feste di Esselunga, ci ha spesso sorpreso con i panettoni, davvero buoni e a prezzi molto competitivi. Nel caso della colomba al cioccolato (prodotta da Maina), il livello non è lo stesso. Dall’etichetta emerge una presenza di burro relativamente minore al cioccolato, ma la glassa esterna è la migliore tra tutte: uniforme, spessa e croccante. Solo le mandorle sembrano un po’ addolorate quanto la Madonna del Venerdì Santo. L’impasto è ripieno soltanto da gocce di cioccolato, ma si percepisce un odore candito, probabilmente dovuto all’uso più spinto dello zucchero in ricettazione o alla glassa che rimane melensa ai bordi. Certo, l’alveolatura e la morbidezza non hanno niente a che vedere con i lievitati artigianali: l’interno è abbastanza compatto. Sulla tavola di Pasqua farà di sicuro un bell’effetto, vi godrete il sapore di glassa e cioccolato ma rimarrà forse un retrogusto di mestizia.

Colomba con gocce di cioccolato 70% Giovanni Cova: 8
Il lievitato Giovanni Cova si conferma una delle migliori scelte da fare con il carrello in mano. Insieme ad altre colombe classiche, ha fugato ogni dubbio già dall’aspetto dell’impasto. Un po’ meno per la forma: sembra la colomba così come la vedrebbe l’artista Botero: piuttosto rotonda, diciamo. La glassa non eccelle ma l’interno ci mostra una buona alveolatura, un impasto soffice come da regola, la presenza di gocce di cioccolato ben amalgamate e di dimensioni notevoli. Il profumo è omogeneo e, senza accorgerci, mangiamo più di quanto è previsto per la degustazione. È un buon segno! Succederà anche a voi: i bambini vi pregheranno di aiutarli a montare le loro plasticose sorprese dell’uovo, ma non li sentirete nemmeno perché sarete distratti da questa ondata di pace, finalmente.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter