Il calderone unicoLo zelo del pacifista e la falsa equivalenza della violenza (che serve a giustificare quella russa)

Perché l’impegno usato per investigare i crimini di Bucha non si ritrova, invece, nel commento dei delitti commessi da parte ucraina? È sempre lo stesso atteggiamento anti-occidentale che equipara il diritto alla difesa all’aggressione armata e l’invio di armi alla minaccia atomica

da AP Photo

Il pacifista comunista sindacalista collaborazionista si è esercitato parecchio e con solerzia nell’investigazione della credibilità mortuaria dei fantocci di Bucha, nel reportage sulle agenzie di modelle assoldate per inscenare lo strazio farlocco a margine dei bombardamenti dei covi nazisti camuffati da ospedali, nell’inchiesta sui satelliti yankee schermati per nascondere la realtà delle stazioni ferroviarie incenerite dagli ucraini stessi per lordare l’immagine dell’operazione speciale.

Altrettanto attivismo non si registra nella copertura delle notizie sui morti che si addebitano alla reazione ucraina: notizie che il pacifista comunista sindacalista collaborazionista riporta, sino a mandare in tendenza la dicitura ZalenskyWarCriminal, con fedeltà incondizionata e nell’assenza di qualsiasi dubbio su ipotesi manipolatorie e contraffattive. E si spiega, ovviamente. Perché qui si tratta di rimettere finalmente in sesto il panorama sfigurato dalla narrativa atlantico-capitalista: e cioè far trionfare, sulla menzogna disseminata dagli insubordinati al dovere morale della resa, la verità degli eccidi di cui essi pure si rendono responsabili. E così la bimba dilaniata dal fuoco ucraino, e la disperazione della mamma che ne lambisce le membra inerti, sono opposte alle vittime dell’operazione speciale per finire, le une e le altre, nel calderone unico di una innominata violenza.

Se è possibile, questo sviluppo della rappresentazione aggrava ulteriormente l’immoralità di fondo della propaganda che si duole della proscrizione. Perché prende l’eventuale eccesso, e magari anche il documentato delitto, di cui si rende colpevole una parte, e lo eleva a simbolo di un identico sistema criminale. Che è esattamente lo stesso procedimento con cui l’adesione di un Paese libero a un sistema di difesa è equiparato all’invasione in armi di uno Stato sovrano. Che è esattamente lo stesso procedimento con cui si commenta il bombardamento di una città osservando che è una conseguenza dell’invio delle armi, visto che gli altri avevano “avvisato”: tipo il delinquente che ti “avvisa” di non chiamare la polizia, e se tu invece la chiami e quello ti scanna te la sei andata a cercare, no?

Che è, infine, il procedimento per cui non puoi lamentarti se poi arriva la bomba atomica, quando quello ti aveva avvisato che se intralciavi il corso della denazificazione erano cavoli tuoi. E visto che anche gli ucraini uccidono i bambini, c’è pure caso che avesse le sue buone ragioni.