Una tata in vacanzaIl mistero delle domestiche scomparse e il populismo da Instagram di Beatrice Valli

Avere una babysitter anche quando si va in ferie è, detto in madrelingua attivista, lo stigma più temuto dai ricchi. Ma l’influencer ex Uomini e Donne, colta in flagrante nelle sue lamentele, se lo è dimenticato finendo suo malgrado nella classica tempesta social

di Pan Xiaozhen, Unsplash

Sembra che nessuna voglia andare a fare la domestica a casa di Beatrice Valli, tanto meno a badarle i figli. È forse questo il giallo dell’estate? Beatrice Valli ha molti amici imprenditori che le hanno detto che la colpa è del reddito di cittadinanza, anzi no, la colpa è dei falsi poveri che truffano lo stato, dei pittori ciechi, dei musicisti sordi, dei giocatori sfortunati, degli scrittori monchi.

Per gli intellettuali indigenti che mi costringono a spiegare chi è questa e chi è quella perché non si sono mai comprati il televisore, Beatrice Valli è un’influencer da 3 milioni e passa di follower, ha 3 figli, è contraria all’epidurale, ha sposato quello che la corteggiava a Uomini e Donne, o forse era lei che corteggiava lui, comunque sia andata: trono memorabile. L’altro giorno Beatrice in una storia su Instagram ha la bella pensata di rispondere alla domanda: «Come mai ultimamente spariscono tutti, donna delle pulizie, baby sitter…?» con un poco laconico, ma molto arricchito: «Ma in realtà me lo chiedo anche io, mi confronto con tantissime mamme, persone e hanno tutte il mio stesso problema: non so cosa c’è nell’aria, ma la gente non è che ha tanta voglia di lavorare».

Beatrice, cosa c’è nell’aria? Il vento sta cambiando, signore mie? Non contenta, a un utente che ha sentito l’urgenza di scriverle che «il reddito di cittadinanza sta rovinando il mondo, lo dovrebbero dare a chi veramente non può lavorare e ne ha seriamente bisogno» lei risponde con faccia pensierosa: «Pienamente d’accordo! Parlo con tantissime persone che hanno attività, aziende e dipendenti e purtroppo è così (faccina che piange)».

Lei ha tanti amici imprenditori, lei sa. Valli, che ha volutamente ignorato la regola base del fingersi morti in mezzo alla tempesta elettrica, ci ha tenuto a spiegare il suo pensiero in un flusso di coscienza di cui riporto un estratto: «Purtroppo, succede, e lo sappiamo tutti benissimo, che molte volte ci sono persone che se ne approfittano e si appropriano di vantaggi a discapito di chi ne ha realmente diritto. Tanti amici che conosco siano essi dipendenti o imprenditori, mi dicono che oggigiorno è sempre più difficile gestire la quotidianità e, purtroppo, anche l’accesso a questi aiuti di stato. Come lo è il reddito di cittadinanza. Diventa impossibile per mille ragioni. Quindi, forse esprimendomi male ma datemi almeno il beneficio del fatto che era un testo di poche righe in una breve story, volevo semplicemente dire che tante persone hanno bisogno di questi aiuti e sostegni economici e magari non riescono a ottenerli, per mille ragioni o motivi. Mi dispiace aver fatto pensare o credere che io sia distante dalla realtà e non comprenda il momento storico in cui viviamo e la difficoltà di tante persone. Mi sono sempre ripromessa di non entrare in argomenti politici o di semplice populismo in quanto, prima di ogni cosa, cerco sempre di rispettare la visione di tutti e non voler imporre in alcun modo la mia attraverso i social network».

Finalmente abbiamo trovato l’erede di McLuhan. Il medium è infine diventato massaggio e non messaggio? Il populismo ha dei testi di riferimento? Valli ha risposto sulla questione reddito di cittadinanza per furbizia. Lo stigma sociale dell’avere una baby-sitter è il trauma dei ricchi (Vostro Onore, l’ho scritta apposta in madrelingua attivista). Qualche settimana fa Clio Zammatteo, in arte Clio Makeup, è stata travolta dalle polemiche per una foto con le figlie e la tata in vacanza.

Se gli intellettuali non sanno chi sia Clio che chiedessero a una commessa di Sephora o si comprassero un televisore con il bonus intelligentissimi.

Dicevamo, la tata in vacanza: che pensiero stupendo, che sogno favoloso, così come i family hotel con il baby club ventiquattro ore su ventiquattro e i nonni pensionati con la casa di proprietà al mare. Sapete cosa serve a un genitore per dormire? I soldi. La libertà non è mica gratis. Sapete cos’è il vero privilegio? Viaggiare. Le vacanze. Andare all’estero. Prendere un aereo. La mezza pensione. La pensione completa. La casa al mare. La casa in montagna. La tata live in. Il campo estivo.

Beatrice Valli è su una barca a Ibiza dopo aver fatto la morale ai poveri cristi, io sono qua a Milano con mio figlio che mi fa la morale perché non ho fantasia, ma tesoro mio, con la fantasia non si mangia. Pensate se un giorno Instagram finisse, pensate al tasso di disoccupazione, toccherà erogare un bonus influencer, Citylife diventerà la nuova Consonno, finalmente si troverà personale di servizio da assumere.

L’altro giorno ho letto un annuncio di lavoro che partiva con una piccola lamentela sul fatto che non si trovino più i domestici di una volta, ma solo personale incapace che non si fa scrupoli a chiedere di essere stipendiato partendo dalla tariffa massima prevista dal contratto nazionale del lavoro colf e badanti, e che proseguiva così: «Trovo veramente inaccettabile che, nel rifare un letto, si stendano le lenzuola senza scuoterle vigorosamente (soprattutto quello di sotto). O che finito di rassettare la cucina non si passi un panno anche sui mobili di sotto nel caso in cui vi siano residui della cucina o dall’acqua del lavello». Era un annuncio piuttosto lungo, tra realismo isterico e Patrick Bateman, un monologo che parlava di punti nascosti da pulire, di cassetti, di immondizia e che si chiudeva più o meno così: cerco urgentemente una tata appassionata e professionale, Milano centro. L’annuncio era anonimo: Beatrice, hai qualcosa da dirci?