In silenzioLa spesa senza stress a misura di autismo

Heure silencieuse in Francia, quiet hour in Inghilterra, hora silenciosa in Spagna: momenti in cui i supermercati si vestono di tranquillità per consentire alle persone autistiche di acquistare. E in Italia abbiamo interi supermercati dedicati a chi ha bisogno di quiete

Foto di Manfred Richter da Pixabay

Luci soffuse, rumori ridotti al minimo, cartelli appositamente studiati per indicare i prodotti, nessuno spostamento di merci. Così molti supermercati si sono attrezzati per riservare una o più ore settimanali alle famiglie con ragazzi autistici. L’obiettivo, che i diretti interessati considerano pienamente raggiunto, è accogliere i giovani alle prese con problemi di questo tipo in un ambiente più “morbido” e rilassante, senza costringerli ad affrontare elementi e situazioni che rischiano di provocare loro gravi forme di ansia e di stress.

Succede in Inghilterra, Spagna, Francia e, da un paio d’anni, anche in Italia, grazie a una iniziativa lanciata dalla Coop: dapprima a Monza, ma poi ripetuta anche a Milano e Busto Arsizio. I primi esperimenti di questo tipo sono stati realizzati in Australia, Nuova Zelanda e Canada, subito seguiti da numerosi grandi magazzini e centri commerciali inglesi. A cominciare dalla catena di supermercati Morrisons, che già nel 2018 aveva deciso di dedicare, nei suoi 493 punti vendita, un’ora (dalle 9 alle 10 del sabato) alle famiglie con problemi di questo tipo.

Alle persone colpite da autismo, e in particolare ai più giovani – spiegano gli esperti – fare la spesa in un supermercato, con i ritmi e le sollecitazioni visive e auditive tipiche di questo ambiente, può creare pesanti difficoltà, provocando situazioni di grande stress, con manifestazioni di ansia, panico o aggressività.

Da qui la proposta che, partita dall’Australia, è arrivata, un paio d’anni fa, anche in alcuni supermercati italiani. In pratica si tratta di ridurre al minimo tutte le sollecitazioni sensoriali che le persone alle prese con le diverse forme di autismo percepiscono in maniera ingigantita.

Da qui la “ricetta”. Nelle ore di apertura messe a disposizione delle persone e delle famiglie con questo tipo di problemi, ma aperte anche a tutta la clientela, vengono adottate tutte le misure necessarie per ridurre l’impatto con la classica atmosfera di un supermercato: luci abbassate, nessuna musica, gli altoparlanti (salvo casi di assoluta necessità) evitano di lanciare avvisi, i “muletti” per il rifornimento degli scaffali si fermano, così come i macchinari per la pulizia dei locali.

Persino il rumore delle casse viene ridotto al minimo cancellando anche il classico “bip” del lettore dei prezzi, mentre la distribuzione dei prodotti nelle diverse corsie viene indicata con appositi cartelli: pittogrammi studiati per semplificare il percorso fra gli scaffali.

Come abbiamo detto, In Italia iniziative di questo genere sono già state realizzate dai supermercati Coop, in collaborazione con le associazioni Alla3 e PizzAut, a Milano, a Monza, a Busto Arsizio, ma sono presenti anche in Francia, in numerosi supermercati e ipermercati Carrefour, in Inghilterra, nei grandi magazzini Morrisons e Tesco, e in Spagna con la catena HiperDino, che ha lanciato l’iniziativa in cinque suoi punti vendita.

Un grande ventaglio di proposte, dunque, in Europa, America e Oceania. E ovunque la risposta della clientela è stata decisamente positiva. Tutti i centri commerciali e le associazioni coinvolte hanno raccolto testimonianze di genitori che hanno sottolineato il successo dell’esperienza vissuta e ripetuta insieme ai loro figli. Molti hanno raccontato i gravi problemi incontrati nei precedenti tentativi di fare la spesa in compagnia dei loro bambini e ragazzi. Spesso – hanno spiegato – proprio al supermercato si erano trovati di fronte alle più classiche delle reazioni di provocate dalle diverse forme di autismo.

Mentre si muovevano fra corsie e scaffali era bastato un rumore improvviso, un messaggio lanciato dall’altoparlante o una musica diffusa a volume eccessivo per scatenare una reazione di panico e di immediata chiusura al mondo esterno. Con gli accorgimenti adottati nelle “ore della tranquillità” questi rischi sono cancellati o ridotti al minimo e molti genitori hanno potuto portare i bambini a fare la spesa in un clima di assoluta serenità.

Da qui le richieste di estendere l’esperienza in altre ore e in altre giornate nei supermercati già impegnati nell’iniziativa e le sollecitazioni alle maggiori “firme” della grande distribuzione per estendere le “ore della tranquillità” a un sempre maggior numero di punti vendita.

Con una postilla: fare la spesa in un ambiente più sereno, meno rumoroso e aggressivo, può essere una piacevole sorpresa anche per altri clienti (a cominciare dagli anziani) che non presentano formalmente particolari problemi, ma che possono apprezzare l’opportunità di muoversi in un clima meno stressante e assillante.

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