Profondo russoIl bilancio economico della Russia è sempre più disastroso

A causa delle sconfitte militari in Ucraina e del crollo delle esportazioni di gas, il Cremlino finanzierà principalmente il deficit con il debito e le riserve. E il reclutamento forzato voluto da Putin dirotterà le poche risorse e manodopera all’esercito, drenando un’economia già in recessione

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« L’avanzo di bilancio della Russia evapora man mano che le entrate energetiche si riducono», ha titolato il 12 settembre il Financial Times. «L’avanzo di bilancio della Russia è crollato ad agosto a causa delle sanzioni e del rallentamento delle forniture di gas naturale all’Europa», ha titolato il 13 settembre Business Insider. «Il Petrolio a buon mercato e la guerra in Ucraina stanno scavando un buco nelle finanze della Russia», ha titolato il 15 settembre la Cnn. «Sanzioni alla Russia, l’attivo di bilancio di Mosca si è ridotto di 10 volte in 100 giorni», ha titolato il Corriere della Sera il 22 settembre.

E il 23 settembre Bloomberg nello spiegare che «Putin prepara un aumento del 43% della spesa per la difesa nel quadro del piano per una guerra più lunga» e che «La Russia prevede spese militari maggiori di quelle inizialmente previste. Lo spostamento delle priorità riflette l’aumento del costo della guerra in Ucraina» ha aggiunto che «giovedì il governo ha approvato il piano di bilancio e ora il disegno di legge deve ottenere il sostegno di entrambe le camere del Parlamento ed essere firmato dal presidente per diventare legge. È ancora soggetto a modifiche, ma è improbabile che la maggior parte delle ipotesi vedrà importanti revisioni». 

In base a queste decisioni, dunque, «il prossimo anno il disavanzo di bilancio aumenterà al 2% del PIL dallo 0,9% del 2022. Il governo finanzierà principalmente il deficit con il debito e le riserve. Il piano prevede anche di prendere in prestito fino a un miliardo di dollari all’anno in valute estere». Ma «la Russia è inadempiente sui suoi titoli sovrani esterni a fine giugno, a causa delle sanzioni internazionali che hanno bloccato i canali di pagamento ai creditori esteri dall’invasione dell’Ucraina a febbraio». 

Dunque, «il dirottamento di risorse e manodopera all’esercito rappresenterà un drenaggio per un’economia in recessione, il cui mercato del lavoro è già teso da una demografia povera e con una disoccupazione ai minimi storici». Una «dura prova» per «le finanze pubbliche, soprattutto quando la situazione di stallo si intensifica sulla fornitura di energia della Russia all’Europa.

Le esportazioni annuali di gas dai gasdotti dovrebbero diminuire di quasi il 40% nel 2023-2025, secondo il piano di budget, con un leggero aumento delle spedizioni di greggio». Vero che «il bilancio del governo ha retto bene durante la crisi, grazie in parte ai guadagni eccezionali derivanti dal maggior costo delle materie prime». Ma «i prelievi dal fondo sovrano significano che si contrarrà di poco più di 3 trilioni di rubli in due anni. Il governo dovrà anche compensare le maggiori spese con l’aumento delle tasse». E Bloomberg pubblica anche un grafico per mostrare come «il surplus di bilancio della Russia è quasi evaporato».

Sono analisi antecedenti alle ultime decisioni di Putin sull’annessione dei territori occupati a colpi di referendum e sulla mobilitazione. Gli analisti hanno osservato come, a parte giustificare il ricorso ad armi nucleari in grado di attacco a quello che verrebbe a essere territorio nazionale, l’annessione pone anche le permesse giuridiche per la mobilitazione ai sensi delle leggio russe: al costo di innescare una fuga di massa e proteste. Ma forse un terzo effetto voluto era proprio quello di tornare a far salire il prezzo di petrolio e gas, per il contraccolpo.     

Secondo i dati pubblicati dal ministero delle Finanze russo, in effetti, l’avanzo del bilancio a fine giugno era di 1.370 miliardi di rubli: 23 miliardi di dollari. A fine agosto era scesa a 137 miliardi di rubli: 2,3 miliardi di dollari. Appunto, il 90% in meno in due mesi!  

Il petrolio è tradizionalmente una componente più importante del bilancio russo rispetto al gas naturale e i prezzi del greggio Brent al momento della comunicazione di questi dati erano scesi di circa il 25% dal picco di inizio giugno. I prezzi del gas naturale in Europa erano invece rimasti alti, anche se pure lì a un certo punto cì stato un crollo. Ma sempre all’epoca della pubblicazione di questi dati le consegne di gas della Russia all’Unione Europea e al Regno Unito erano diminuite del 49% dall’inizio dell’anno, secondo la stessa Gazprom. In totale i proventi di gas e petrolio, che costituiscono metà delle entrate pubbliche in Russia., tra gennaio e agosto sono crollati del 18%. Anche l’embargo sul carbone ha prodotto gravi danni. Ma la componente non petrolio e gas delle entrate è caduta anche di più: 37%. 

Mentre le entrate diminuivano, le uscite invece aumentavano sia per il costo della guerra, sia per le misure richieste per proteggere l’economia dall’impatto delle sanzioni. In particolare, secondo la Cnn la spesa militare sarebbe arrivata già a settembre alla spesa di 3500 miliardi di rubli originariamente prevista per tutto l’anno. 

È stato il quotidiano  economico russo Vedomosti a riferire, citando fonti vicine al governo, che il ministero delle finanze aveva comunicato alle agenzie governative un taglio di spesa del 10% nel 2023. I dati del ministero dell’Economia tra luglio 2021 e luglio 2022 l’economia era caduta del 4,3%, e le previsioni per il 2023 erano di un altro 5% di meno.

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