Test negativoUn nuovo studio trova una connessione tra problemi psichici e Long Covid

I ricercatori di Harvard hanno dimostrato che alti livelli di stress e precarie condizioni mentali prima dell’infezione da coronavirus aumentano il rischio di insorgenza e persistenza dei sintomi per settimane o anche mesi dopo la guarigione

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Il long Covid è ancora oggetto di molti studi, presenta molte punti ciechi nelle analisi scientifiche e diversi interrogativi in cerca di risposta. Si tratta di quella sindrome clinica post-virale caratterizzata dalla presenza di alcuni sintomi legati all’infezione da SARS-CoV-2 – quindi senso di affaticamento, difficoltà nella respirazione, stanchezza psicologica, problemi digestivi – che insorgono o persistono anche per settimane o mesi dopo la guarigione da Covid-19.

Un recente studio della Harvard TH Chan School of Public Health ha aiutato a fare chiarezza su un aspetto ancora poco dibattuto del long Covid: alti livelli di stress psicologico prima dell’infezione da Covid aumentano il rischio di ritrovare effetti a lungo termine del 32%-46%.

«Depressione, ansia, stress e solitudine sono molto comuni e il fatto che aumentino il rischio di un long Covid è un dettaglio che non possiamo sottovalutare», ha detto Andrea Roberts, ricercatrice senior presso la Harvard TH Chan School of Public Health. «Le connessioni tra salute mentale e long Covid sono più forti rispetto ad altri disturbi che sappiamo essere un fattore, come l’obesità, l’ipertensione e l’asma».

Per ora la statistica dice che le persone che sviluppano disturbi a lungo termine dopo aver contratto la malattia sono ancora una minoranza: uno studio del Regno Unito rivela che una persona su sei tra quelle di mezza età, e uno su 13 tra i giovani adulti, hanno sintomi che persistono per più di tre mesi. E secondo il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti – cioè l’agenzia federale statunitense per il controllo delle malattie – circa il 20% degli adulti americani che hanno avuto il Covid hanno poi sviluppato long Covid.

Il nuovo studio proveniente dall’Università di Harvard ci dice che il disagio psicologico può guidare l’infiammazione cronica e limitare il funzionamento del sistema immunitario, rendendo potenzialmente le persone più vulnerabili al long Covid.

Il team scientifico ha utilizzato dei questionari per classificare lo stato di salute mentale di un campione di 54.960 volontari, la maggior parte dei quali erano donne bianche di età compresa tra 40 e 70 anni. Nell’aprile 2020 nessuno dei volontari era risultato positiva al Covid, ma nell’anno successivo più di 3mila hanno contratto il virus e hanno registrato i loro sintomi.

Lo studio ha evidenziato che i volontari che presentavano sintomi di depressione, stress, ansia, solitudine e preoccupazione prima di contrarre il Covid hanno poi riscontravano maggiori probabilità di riportare sintomi della malattia durati più di un mese. In particolare, tali sintomi erano il 49% più probabili e frequenti nelle persone con due o più forme di disagio psicologico rispetto a coloro che non ne riportavano nemmeno uno.

Lo spettro dei disagi legati alla salute mentale può essere molto ampio e sfumato, quindi inevitabilmente anche le correlazioni con il long Covid hanno registrato impatti diversi: «I volontari avevano dal 15% al 51% in più di probabilità di ammettere che il long Covid ha danneggiato la loro vita quotidiana rispetto a quelli che, prima di risultare positivi, non presentavano disagi legati alla salute mentale», spiegano gli scienziati.

Un articolo del Guardian che riprende lo studio sottolinea un altro dettaglio significativo: i risultati dell’analisi non ci dicono che i problemi di salute mentale siano in qualche modo causa del long Covid, d’altronde oltre il 40% di coloro che hanno sviluppato il long Covid non presentava segni di sofferenza prima dell’infezione.

Tante altre malattie possono avere connessioni con la salute mentale. «Lo stress è sicuramente collegato a una maggiore suscettibilità ai comuni raffreddori e ad altre infezioni delle vie respiratorie», si legge nell’articolo del quotidiano britannico, firmato da Ian Sample e Nicola Davis. «In altre infezioni acute del tratto respiratorio, come l’ influenza o il raffreddore, le condizioni di salute mentale sono associate a una maggiore gravità e una maggiore durata dei sintomi». Un altro studio, separato da quello di Harvard e condotto sulle persone con sclerosi multipla, ha rilevato che i soggetti con ansia o depressione hanno impiegato più tempo per riprendersi dal Covid.

Siwen Wang, epidemiologo di Harvard e primo autore dello studio, ha detto che lo studio dimostra prima di tutto quanto sia importante garantire alle persone con problemi di salute mentale un buon accesso a cure di alta qualità e quanto possa fare la differenza, nelle misure di contrasto alla pandemia, migliorare la condizione della salute mentale della popolazione per ridurre l’impatto del long Covid. «La ricerca futura – ha detto il dottor Wang – dovrebbe indagare se una migliore gestione del disagio psicologico può impedire alle persone di ammalarsi di Covid o migliorare i loro sintomi».

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