Roma per IsraeleC’è ancora un’Italia che ripudia l’antisemitismo dilagante in Occidente

Pd, Italia Viva, Azione, i massimi rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico, religioso e civile parteciperanno alla manifestazione di oggi in Piazza del Popolo, un appuntamento per tutti coloro che vedono nell’attacco di Hamas una minaccia ai valori della democrazia e nella caccia all’ebreo la ricomparsa della peggiore tragedia umana

AP/Lapresse

Metti una sera per Israele, a Roma. In quella Piazza del Popolo dove spesso sono risuonate frasi ostili al Paese ebraico, persino in certe manifestazioni “pacifiste”. Adesso basta. Si scende in piazza contro l’antisemitismo di ritorno – ma se n’era mai andato? – che sfrutta la reazione di Gerusalemme alla tragedia del 7 ottobre per riciclare antichi luoghi comuni contro gli ebrei. Basta, la Comunità Ebraica di Roma e l’Unione delle Comunità Ebraiche italiane hanno indetto questa manifestazione nazionale “No Antisemitismo. No Terrorismo” stasera alle 19, un appuntamento per tutte le persone libere che vedono nell’attacco a Israele una minaccia ai valori della democrazia e della civiltà e nella caccia all’ebreo la ricomparsa della peggiore tragedia umana.

Ogni giorno in Europa e in America, cioè nel nostro Occidente democratico, si scorgono i segni dell’antisemitismo. Ogni giorno. Ieri per esempio, un’odiosa provocazione antisemita inneggiante al genocidio a Philadelphia davanti a un drugstore ebraico; tre giorni fa un morto a Parigi per mano di uno che urlava “Allah Akbar”. Ogni giorno. Ogni giorno.

«In un momento così complesso, vi è l’obbligo di esprimere apertamente una chiara condanna contro la macchia dell’antisemitismo in tutte le sue forme e denunciare assieme il terrorismo e la radicalizzazione. Viviamo con grave preoccupazione gli episodi recenti avvenuti nelle nostre vie, scuole o negli atenei universitari italiani. Segnali inquietanti di un passato che potrebbe tornare e che non possono essere ignorati», si legge nell’appello dei promotori.

Ha detto Liliana Segre: «Assistere a questo ritorno dell’antisemitismo diffuso mi fa credere di aver testimoniato invano la sofferenza della Shoah in tutti questi anni». Giova ricordare Jean Paul Sartre che nel 1946 scriveva: «L’antisemita è quel tipo di uomo che ama la fissità della pietra» ed è «un uomo che ha paura». Per questo l’antisemitismo fa paura ma è destinato a soccombere. Però bisogna schierarsi, senza furbizie. Per questo, bene le manifestazioni. A quella di stasera dovrebbero prendere parte i massimi rappresentanti delle istituzioni del mondo politico, religioso e civile.

È importante che il Partito democratico abbia dato la sua adesione e invii una sua delegazione, anche se non ci sarà Elly Schlein, perché è vero che il principale partito del centrosinistra italiano non ha esitato a condannare il terrorismo dei tagliagole di Hamas, ma è altrettanto vero che via via la solidarietà a Israele è scemata, e per converso è cresciuta, specie nella sinistra più radicale, l’antica e cristallizzata ostilità anti-occidentale.

Ci saranno Italia Viva e Azione. Larghissime le adesioni della società civile. Tutti all’iniziativa di stasera nel cuore di Roma, la città del rastrellamento del Ghetto e delle Fosse Ardeatine, la città dove dopo il Sabato Nero sono state vandalizzate quattro pietre d’inciampo e apparse vergognose scritte sui muri dello stesso Ghetto: «Segnali inquietanti di un passato che potrebbe tornare e che non possono essere ignorati». Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, ha giustamente osservato che «l’indifferenza del mondo, delle organizzazioni internazionali, di alcune associazioni per i diritti civili, di certe scuole e Università, di fasce della popolazione, è il sintomo agghiacciante della perdita di consapevolezza morale: dell’incapacità di riconoscere la “linea rossa” che non dovrebbe mai essere valicata, pena la perdita dell’anima per una comunità fondata sulla convivenza, che abbia a cuore i valori umani sui quali è nata e che sono la sua ragion d’essere». Adesso basta.

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