Cash FlottillaEcco come è facile in Italia finanziare le attività di Hamas a Gaza

Oggi Mohammed Hannoun, capo di Hamas in Italia, lancia il suo convoglio “umanitario” da una parrocchia di Roma e si inventa nuovi metodi creativi per raccogliere soldi. Li abbiamo provati

AP/Lapresse

Nel corso delle ultime settimane la galassia di Hamas nell’Unione europea ha iniziato una sorta di fase due: dal proselitismo nelle piazze e nell’opinione pubblica alle raccolte fondi per sostenere l’organizzazione in Palestina.

Dopo il 7 ottobre e la successiva operazione militare e di intelligence da parte di Israele i canali di approvvigionamento economici dall’Europa si sono prosciugati e le collette nelle moschee non hanno trovato uno sbocco economico nei territori occupati.

Così mentre si prepara la nuova missione di Freedom Flottilia, la nave carica di aiuti e soldi che dovrebbe salpare non appena si arriverà a un cessate il fuoco, le false associazioni caritatevoli stanno organizzando delle carovane umanitarie che dall’Egitto dovrebbe riuscire a raggiungere la striscia di Gaza.

Il primo a lanciare l’iniziativa è stata l’Associazione Benefica di solidarietà con il popolo palestinese guidata da Mohammed Hannoun, architetto genovese, numero tre di Hamas in Europa, che ha visto tutti i suoi conti correnti chiusi dagli istituti di credito italiani.

Hannoun non si è scoraggiato però, e con grande naturalezza ha chiesto a mezzo social ai suoi sostenitori di cambiare il metodo di raccolta fondi e di passare direttamente al contante. La pratica è vietata dalla legge ma all’architetto genovese sembra importare poco così come a dire il vero anche alla politica, alle forze di sicurezza e al mondo dell’informazione.

Per comprendere come funziona “il metodo Hannoun” ci siamo messi in contatto con la sua associazione e abbiamo fissato un appuntamento per lasciare una donazione, rigorosamente cash.

Siamo arrivati nella sede romana di Centocelle della sua associazione, in via degli Aceri 108, e
senza ricevuta, senza nessun tipo di controllo abbiamo potuto lasciare un obolo per Hamas.

Ovviamente non si sa cosa finanzino i soldi (pochi per la verità) che abbiamo lasciato ma è chiaro quello che dice un membro dell’associazione che, ringraziandoci, ci dice che «questi soldi aiuteranno la gente di Gaza con i generi alimentari e serviranno a sconfiggere i sionisti».

Il “metodo Hannoun” prima dell’inizio di questo conflitto era molto ben oleato e le tante missioni “umanitarie” erano accompagnate da molti testimonial tra cui ricordiamo Alessandro Di Battista e la deputata del Movimento 5 stelle Stefania Ascari. Anche la missione che verrà annunciata questa mattina a Roma, nella sala della Parrocchia di Piazza San Lorenzo in Lucina, avrà testimonial e giornalisti al seguito. A colpire leggendo il comunicato stampa, oltre la totale indifferenza del Vicariato di Roma che concede una sala parrocchiale a chi ha fatto apologia del 7 ottobre, c’è l’escamotage totalmente illegale con cui Hannoun chiede di sottoscrivere le donazioni che potranno essere inviate sul conto corrente bancario dell’ultramaratoneta italiano, Modestino Preziosi che sarà il garante di questa missione.

Descritto come “agente di Cpo di pubblica sicurezza francese”, Preziosi è una sorta di guardia giurata che lavora per una società francese la Gippi Global Protection ltd che compare anche tra i promotori dell’iniziativa.

Questa ennesima iniziativa dimostra il tessuto di complicità di cui l’estremismo islamista gode nel nostro Paese e la totale assenza di controllo su donazioni e utilizzo delle risorse che transitano sul nostro territorio nazionale. Viene da chiedersi se moralmente non vengano usati due pesi e due misure, almeno nel dibattito pubblico, che si interroga su dove vadano a finire i soldi delle donazioni, se il Pandoro di Chiara Ferragni sia una truffa e a gran voce non chiede di fare luce su come Hamas agisce ed opera nel nostro Paese. Finanziarla è così facile che lo abbiamo fatto persino noi.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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