Good morning KyjivPerché la scelta dell’inglese come lingua internazionale è una questione identitaria per l’Ucraina

Dopo aver superato la «russificazione» dei tempi dell’Urss, il Paese vuole essere sempre più vicino al mondo occidentale anche sul piano diplomatico. E i film anglofoni verranno trasmessi solo con audio originale

AP/ LaPresse

«Parliamo ucraino. La lingua ha un valore». Frasi come questa si leggono un po’ ovunque in Ucraina, dagli spazi per i manifesti pubblici fino alle pareti degli autobus, proprio dove l’abbiamo trovato anche noi de Linkiesta. Era l’estate del 2023, eravamo a L’viv, ma oggi, a un anno di distanza, la questione linguistica sembra aver assunto un peso se possibile ancora maggiore.

Il valore della lingua, si diceva. Il 26 giugno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato una legge che ratifica l’inglese come lingua ufficiale per le comunicazioni internazionali. Dagli ambienti diplomatici fino agli uffici governativi, i funzionari ucraini dovranno essere in grado di padroneggiare l’inglese così come previsto dal disegno di legge presentato lo scorso anno e al quale la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha aggiunto un emendamento per fornire un sostegno economico alle sale cinematografiche che proiettano film in lingua originale. In english, of course.

«Questa nuova legge è uno stimolo a modernizzarci e alzare il livello delle lingue straniere che è ancora molto basso, soprattutto nelle aree rurali». Nadiya è una studentessa ucraina che vive da tempo in Italia: «Quando ho studiato inglese a scuola non sono mai riuscita a parlarlo bene perché gli insegnanti non erano davvero preparati. Certo, la legge è un primo passo ma per migliorare è fondamentale investire seriamente sulla formazione dei docenti».

Secondo le stime del Kyijv International Institute of Sociology, a marzo 2023 un ucraino su due dichiara di conoscere i rudimenti della lingua inglese, ma appena uno su quattro si dice in grado di saperla leggere, scrivere e comunicare a un livello standard. In linea con il desiderio di Nadiya, che in Ucraina ha svolto tutto il ciclo delle scuole elementari, un altro dato rilevante dello studio mostra come il 93 per cento dei genitori con figli minori di 18 anni ha a cuore che i propri figli migliorino il loro livello di inglese.

Al netto dell’impatto che potrà avere sulla formazione degli ucraini, la scelta di adottare la lingua inglese assume i tratti di una chiara scelta di campo. Parlare inglese, e non russo, è la più recente riproposizione di una tensione bipolare che si gioca sull’asse Est-Ovest e che ha in ballo, neanche a dirlo, proprio quei valori di cui la lingua si fa ambasciatrice. Europa, Nato, Putin, guerra: per tentare di sbrogliare un’intricatissima matassa l’Ucraina si affida a ciò che la contraddistingue più di ogni altra cosa, la cultura.

D’altronde, l’avvento di una lingua straniera non è certo una novità: nei decenni trascorsi sotto la bandiera dell’Unione Sovietica, l’Ucraina ha vissuto un processo di «russificazione» che ha colpito innanzitutto la lingua locale fino a delegittimarla in quanto «lingua delle campagne». Anche il Donbass, teatro dell’invasione delle truppe di Mosca nel febbraio 2022, era originariamente un territorio in cui la maggior parte della popolazione parlava il dialetto ucraino, finché l’opera di sostituzione linguistica non ha ridotto drasticamente la percentuale di ucrainofoni a cavallo fra Novecento e Duemila. Così, col passare degli anni, la parlata russa ha finito per caratterizzare gran parte dell’Ucraina orientale. Emblematico il caso del presidente Zelensky: anche per lui, nato e cresciuto a Kryvyi Rih, nell’oblast di Dnipropetrovsk, il russo rappresentava la lingua madre fino al dietrofront iniziato nel 2017.

Ucraino e russo, due lingue del ceppo slavo con ampie similitudini ma anche, e soprattutto, profondissime differenze. Nel 2019 lo stesso Zelensky approvò una legge che rendeva obbligatorio l’uso dell’ucraino nei contesti pubblici e oggi, cinque anni dopo, l’inglese diventa la lingua ufficiale delle relazioni internazionali. «Per me ucraino e russo coesistono fin da quando ero piccola, anche se sono cresciuta nella parte occidentale del Paese: lo capivamo tutti perché la televisione era in russo mentre l’inglese era praticamente inesistente», ricorda Nadiya.

Invertire il trend linguistico sembra oggi la parola d’ordine a Kyijv. Aspettando una svolta in un conflitto che va avanti ininterrottamente da quasi diciotto mesi.

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