Per aspera ad astraL’alleanza antirussa di Cechia e Ucraina arriva fino allo spazio

Dopo il blocco americano all’utilizzo di immagini satellitari, prende il via un progetto di difesa condivisa tra Praga e Kyjiv con il lancio in orbita di satelliti altamente sofisticati, capaci di sfruttare l’intelligenza artificiale per individuare postazioni strategiche e infrastrutture militari

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Millequattrocento chilometri dividono Praga da Kyjiv, capitali della Cechia e dell’Ucraina. A riempire il cuscinetto che tiene separati i due Paesi ci sono Ungheria, Slovacchia e Polonia, assieme alla Cechia i pilastri del blocco di Visegrád, nato agli inizi degli anni Novanta per promuovere l’integrazione europea di Budapest, Bratislava, Varsavia e, per l’appunto, Praga.

Dopo un primo periodo di cooperazione politica e socio-culturale, culminato con l’adesione all’Unione europea avvenuta nel 2004 e l’adozione della moneta unica per la sola Slovacchia, nel 2009, negli ultimi anni il blocco è andato via via polarizzandosi attorno a due posizioni sempre più contrapposte. Da un lato la Polonia, forte di una crescita esponenziale sotto il profilo dell’indotto industriale e del prodotto interno, oggi alla guida del Consiglio europeo con il presidente Donald Tusk. Dall’altra l’Ungheria, che con Viktor Orbán – al potere ininterrottamente dal 2010 – ha più volte strizzato l’occhio a politiche liberticide d’ispirazione filorussa stringendo il cappio attorno ai media, alla società civile e allo stato di diritto.

A fare da spartiacque, l’invasione su larga scala della Russia a danno dell’Ucraina, incominciata nel febbraio 2022, che ha ulteriormente rafforzato le divisioni interne ai quattro di Visegrád spingendo la Slovacchia sempre più in orbita ungherese e tenendo invece la Cechia saldamente al fianco della Polonia. Una scelta di campo, quella di Praga, che si traduce nella volontà di sganciarsi dalla sfera d’influenza russa abbracciando con decisione la causa ucraina.

Fin dall’inizio dell’invasione, Praga si è distinta per il sostegno militare e umanitario all’Ucraina, accogliendo migliaia di profughi in fuga e inviando decine di mezzi corazzati e blindati da combattimento, un terzo dei quali provenienti dai depositi dell’esercito ceco. Dopo l’accordo di febbraio per continuare a garantire a Kyjiv importanti forniture di munizioni di grosso calibro, domenica 23 marzo ha segnato un ulteriore tassello nella cooperazione tra i due Paesi. Lo scorso fine settimana, infatti, è ufficialmente entrato in orbita il primo satellite “Troll”, frutto di un progetto congiunto tra Cechia e Ucraina nato in seguito a un accordo siglato nell’ottobre 2022 per sviluppare programmi di difesa reciproca in modo da far fronte all’aggressione russa. Mentre il Cremlino organizzava le offensive nel Donbass e in altre aree dell’Ucraina nordorientale, Praga ha denunciato a più riprese il rischio di cyberattacchi e pericoli per la sicurezza nazionale riconducibili, secondo le fonti ceche, proprio a Mosca.

La nuova frontiera della collaborazione in ottica antirussa guarda adesso più in alto, nello spazio, attraverso le tecnologie sviluppate dalla società Trl Space che ha sede a Brno, seconda città della Cechia. L’obiettivo di questi satelliti è essenzialmente quello di fare da vedetta attraverso un sofisticato uso dell’intelligenza artificiale e di telecamere iperspettrali. Occhi robotici spediti in orbita per distinguere tra materiali naturali e artificiali, come veicoli e postazioni mimetizzate, ma capaci anche di monitorare la presenza o l’uso di materiale biochimico, scoprire anomalie ambientali causate da perturbazioni del terreno, monitorare fonti di energia e calore collegate a infrastrutture militari e civili e ancora analizzare il suolo per identificare aree adatte a strutture difensive militari, amiche o nemiche.

Per potenziare ulteriormente questa prima sentinella dello spazio di matrice ceco-ucraina verrà impiegato il microsatellite “Drak”, dal peso di appena centocinquanta chili e in grado di elaborare immagini ad altissima definizione (meno di un metro per pixel). Il programma prevede il lancio di almeno cinque satelliti entro il 2031, tutti dotati di uno speciale software di bordo che sfrutta le potenzialità dell’intelligenza artificiale per filtrare i dati in arrivo e trasmettere in forma criptata quelli più rilevanti a una stazione di controllo ceca.

L’accordo tra Cechia e Ucraina assume una rilevanza ancora più ampia se si considera lo stop imposto dall’amministrazione Trump all’utilizzo da parte di Kyjiv di dati e immagini satellitari – sia governative sia commerciali – provenienti dalla National Geospatial-Intelligence Agency degli Stati Uniti.

E mentre i volenterosi si uniscono a raccolta per decidere sulle sorti dell’impegno internazionale a difesa dell’Ucraina e del suo popolo martoriato da oltre un decennio di ingerenze russe, dall’annessione della Crimea alla feroce invasione nel Donbas, i tempi per costituire un apparato difensivo europeo sembrano stringere sempre più. Poter contare su un inedito asse tra Praga e Kyjiv, forte di importanti investimenti nel settore militare e della teledifesa e destinato a crescere nel prossimo futuro, promette di aggiungere un ulteriore elemento di solidità nei sistemi diplomatici e infrastrutturali antirussi nel cuore dell’Europa, mai come ora bisognosi di venire fortificati prima che sia troppo tardi.

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