Cerchia dei pedoniA Milano comincia il dibattito sui Bastioni Aperti (alle persone) la domenica mattina

La circonvallazione interna potrebbe diventare, una volta alla settimana, un percorso dedicato a chi va in bici e a piedi. Da arteria di traffico a boulevard verde e luogo in cui sperimentare soluzioni di adattamento climatico

LaPresse - Matteo Corner

Aprire le piazze e le strade urbane, nel 2025, significa chiuderle del tutto o in parte al traffico motorizzato, permettendo alle persone di sfruttare al meglio le potenzialità di uno spazio pubblico storicamente dominato dall’automobile. Lo notiamo nei fine settimana in cui vengono organizzate gare sportive o manifestazioni che impediscono ai veicoli di circolare: è sempre una grande festa, perché i cittadini assaggiano un modo diverso e nuovo – almeno in Italia – di vivere i luoghi della loro quotidianità. 

È sulla scia di questa redistribuzione dello spazio pubblico che ieri, giovedì 27 marzo, le commissioni Mobilità attiva, Olimpiadi-Paralimpiadi 2026 e Sport del Comune di Milano si sono riunite per presentare il progetto dei Bastioni Aperti. Per ora siamo ancora nel campo delle idee per creare un dibattito, ma le iniziative più ambiziose nascono spesso dai momenti di confronto che passano sottotraccia.

Il progetto dei Bastioni Aperti punta a chiudere al traffico motorizzato la cerchia dei bastioni, ossia la circonvallazione interna che ricalca il perimetro tracciato dalle mura che circondavano Milano in epoca spagnola. Trattandosi di un percorso fondamentale per la viabilità cittadina, la chiusura non sarebbe permanente ma interesserebbe solo la domenica mattina. 

La cerchia dei bastioni è un anello di circa dodici chilometri che tocca tutti i Municipi del capoluogo lombardo, intercettando dieci fermate delle cinque linee della metropolitana e il passante ferroviario (ad esempio a Repubblica o in Porta Venezia). In bici si può completare nel giro di un’ora, mentre a piedi in circa tre ore. Renderlo ciclabile e pedonale la domenica mattina permetterebbe a residenti e turisti di godersi momenti di relax e socialità in un luogo simbolico della città, ricco di alberi e spazi che delimitano le carreggiate. 

Wikimedia Commons

I Bastioni Aperti sarebbero un ritorno alle origini. Le nostre città sono cambiate per accogliere il boom della motorizzazione di massa del secondo dopoguerra, ma non sono sempre state colme di strade progettate esclusivamente per soddisfare le esigenze delle persone in auto. «L’architetto Giuseppe Piermarini (1734-1808, ndr) voleva usare la Cerchia delle mura spagnole come grande passeggiata sopraelevata, riconvertendo molte parti a giardini pensili. Già nel Settecento c’era quindi l’idea di trasformarla da spazio difensivo a passeggiata panoramica, con una vista bellissime sulle Alpi e la pianura a Sud», ha raccontato l’architetta e urbanista Chiara Quinzii (Quinzii Terna Architecture), ospite all’interno della commissione consiliare di giovedì. 

La cerchia dei bastioni collega dieci parchi cittadini, dal Sempione ai Giardini di Porta Venezia, quindi si presta perfettamente per una passeggiata o una pedalata alla scoperta dei polmoni verdi del capoluogo lombardo. Potenzialmente, si tratta di un giardino botanico lineare, un boulevard verde in città. Oggi questo anello è però frequentato principalmente dalle auto – salvo qualche breve tratto con percorsi ciclabili – e non permette alle persone di sfruttare le potenzialità della natura urbana meneghina (che esiste, in barba ai pregiudizi, ma va valorizzata). Non a caso, nell’immaginario collettivo, il percorso viene identificato come “circonvallazione interna”, una definizione che rievoca la sua funzione di arteria stradale. 

Secondo il consigliere comunale Marco Mazzei (Lista Sala), presidente della sottocommissione Mobilità attiva e Accessibilità, la proposta dei Bastioni Aperti «è un modo diverso di intendere quelle che fino a oggi abbiamo chiamato “domeniche a piedi”. Questa nuova visione tende a valorizzare alcuni luoghi attraverso l’approccio del “non fare nulla”, dunque senza per forza organizzare eventi o attività».

Si parla spesso di privatizzazione degli spazi urbani, pensati per persone con una certa capacità di spesa, ma sempre più escludenti per chi vuole fare una passeggiata senza il portafoglio in tasca. Chiudere al traffico la Cerchia dei Bastioni può essere una buona occasione per promuovere momenti di svago (nel vero senso del termine) in una cornice ampia, verde e ricca di riferimenti storici e culturali.  

Bastioni Aperti è un’idea innescata da studi autorevoli – condotti da atenei del calibro del Politecnico di Milano – e che si ispira a iniziative diffuse soprattutto in America. Mazzei ha citato la Ciclovia di Bogotà – «dove la domenica mattina e nei giorni festivi chiudono al traffico più di cento chilometri di strade, permettendo alle persone di fare diverse attività» – e le Summer Streets a New York. «Al momento non si tratta di un progetto presentato in documenti ufficiali; ora vogliamo iniziare a condividerlo per capire se e come realizzarlo nello specifico. Dobbiamo chiarire diversi aspetti prima di procedere, nel caso, con un’analisi tecnico-economica», aggiunge il consigliere comunale.

La Cerchia delle mura spagnole, sottolinea Chiara Quinzii, «è un anello che fa da cerniera tra il centro storico e il resto della città. È un punto d’incontro tra tutti i Municipi, un luogo accessibile che permette di arrivare in ogni parte della città. È un giardino botanico lineare con una varietà incredibile di alberi. Ha tutte le caratteristiche per essere il teatro di progetti sperimentali che possono migliorare la qualità dello spazio pubblico. Qui potremmo capire se depavimentare, arredare, lavorare sulle illuminazioni per favorire una fruizione pedonale o ciclabile, introdurre piccoli servizi, allargare i marciapiedi».

Secondo la consigliera comunale Alice Arienta (Pd), i Bastioni Aperti la domenica mattina possono anche contribuire a «decentralizzare il turismo, facendo partire i tour da punti diversi». Milano, ricordiamo, non è stata risparmiata dall’aumento dei flussi turistici del post-pandemia, e secondo l’Economist è la terza città al mondo con più problemi legati al turismo di massa.

I turisti aumenteranno ancora durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026, che potrebbero essere il contesto migliore per avviare la sperimentazione dei Bastioni Aperti: «Sarà il periodo perfetto per ripensare la mobilità, che non potrà rimanere la stessa di un momento – tra virgolette – normale. In alternativa, si possono chiudere al traffico singoli tratti della Cerchia dei Bastioni in momenti separati», ha detto il consigliere comunale Alessandro Giungi (Pd).

X