Vietato mangiare Chi ha paura del cibo cattivo?

Tra verità scientifiche e falsi miti siamo tempestati di notizie sui pericoli degli alimenti. C’è da spaventarsi all’idea di mangiare, ma forse riderci su ci salverà

Foto di Leopictures da Pixabay

C’erano una volta, in un tempo poi neanche tanto lontano, le nonne che davano consigli dettati dal buon senso e a volte da un po’ di ingenua fantasia: che non si potesse mangiare prima di fare il bagno era un dogma indiscutibile, e buona norma era evitare di bere il latte dopo aver mangiato il pesce; qualcuna raccomandava di non consumare una banana intera, ma solo metà perché troppo pesante, altre di non mischiare latte e succo di arancia. Semplici suggerimenti, anche se a volte sospesi tra verità e leggenda.

Oggi non ascoltiamo più le nonne, siamo tutti medici nutrizionisti e tutti sappiamo che quello della congestione se si fa il bagno dopo mangiato è un mito senza fondamento scientifico (eppure…). Oggi ascoltiamo scienziati o sedicenti tali, profeti di Instagram e star di TikTok e ancora ci perdiamo tra verità e leggenda, ma i pericoli che vediamo nel cibo si sono moltiplicati, in quantità e qualità: ogni minaccia sembra infatti essere supportata da solide basi scientifiche.

Il glutine mette infiammazione: non è necessario essere celiaci per trarre giovamento da un’alimentazione gluten free. E comunque meglio evitare il pane bianco, perché ingrassa: tutti i cereali raffinati fanno male, meglio scegliere quelli integrali ed evitare il famigerato picco glicemico.

Ugualmente non è necessario essere intolleranti al lattosio o vegani per prediligere una dieta senza latte e derivati: il lattosio è comunque poco digeribile, e poi quale animale ruberebbe il latte ai cuccioli di un altro mammifero?

E a proposito di animali: la carne rossa è pericolosa, aumenta il rischio di sviluppare diverse malattie, tra cui tumori, malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Per non parlare dei salumi e degli insaccati, che hanno un contenuto eccessivo di grassi, di sale e che possono contaminarci con i conservanti. Meglio le carni bianche, ma facendo attenzione alla loro provenienza, perché ai polli spesso vengono dati ormoni e antibiotici. Se poi la carne è cruda, sono salmonella ed Escherichia coli a farci visita.

Il pesce? Non deve essere da allevamento, anche qui antibiotici e altre sostanze nocive sono sempre in agguato, ma quello pescato può essere una minaccia per l’ambiente, senza dimenticare che il tonno e gli altri pesci di grandi dimensioni possono avere livelli di mercurio troppo elevati. Anche in questo caso crudo è peggio, ricordate sempre l’anisakis e le sue terribili conseguenze.

Il glutammato è il male assoluto, anima di mostri alimentari come patatine e dadi, fa niente che sia presente anche nei pomodori o nei funghi.

Inutile dilungarsi a dire che non si possono mangiare alimenti processati, ultraprocessati o processatissimi, dai biscotti confezionati alle merendine fino alle già menzionate e temibili patatine. E parlando di patatine non si può non pensare ai grassi: abbiamo eliminato il nemico numero uno, l’olio di palma, dopo una giusta crociata, ma rimane ancora il burro, paladino del colesterolo insieme a formaggi e uova.

Sui dolci ci mettevano già in guardia le nonne: che provocano la carie è risaputo, ma oggi sappiamo anche che lo zucchero porta diabete, obesità, che può influire negativamente sul cervello e che fa invecchiare precocemente la pelle. E il sale? Vi rispondete da soli, fa male. Ci restano frutta e verdura, ma attenzione a pesticidi e ormoni, che mica tutto si elimina con un buon lavaggio.

Ovviamente ricordiamo che ceci piselli e fagioli in scatola possono contenere Bisfenolo A. Il lievito? Gonfia, e non lo si digerisce. Il cioccolato? Fa ingrassare e rende nervosi, come tè e caffè: se si chiamano bevande nervine ci sarà un motivo. E a proposito di bevande, nessuno si sognerebbe più di sorseggiare una bibita gassata.

E la cottura? Il fritto lo sappiamo tutti è un attentato alla nostra salute, ma anche la grigliata sviluppa sostanze tossiche (ammine eterocicliche è un nome sufficientemente minaccioso?) e una bistecca può trasformarsi in un pericolo. Le padelle antiaderenti poi sono da evitare per via dei Pfoas (acidi perfluoroottanoici, ndr). E guai, guai a riscaldare il riso dopo averlo tenuto in frigorifero.

E a proposito di comportamenti pericolosi, non sarete mica tra quelli che lavano il pollo crudo nel lavandino lasciando che l’acqua porti in giro legioni di microbi? O tra quelli che in frigo mettono alimenti cotti e crudi sullo stesso ripiano rischiando contaminazioni? O che usano contenitori di plastica con gli ftalati?

Consoliamoci con un bicchiere di vino, che due dita di rosso fanno bene al cuore: falso, falsissimo, fanno solo male, a tutto, basta leggere i giornali. E non vi venga in mente di versarvi un cicchetto dopo cena o di fare un aperitivo: l’alcol fa male, punto, in tutti i modi possibili.

L’acqua, quella sì, bisogna berne tanta. Ma quella in bottiglia può contenere microplastiche, e se siete sfortunati anche metalli pesanti, mentre quella di rubinetto è clorata, può contenere pesticidi, fa venire i calcoli.

Forse è meglio evitare di mangiare e di bere, in senso lato. O forse no.

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