Cauto ottimismo Papa Leone XIV ha posizioni incoraggianti sul clima e l’ambiente

Le dichiarazioni pubbliche di Robert Francis Prevost mostrano una certa continuità rispetto alla coscienza ecologica di Papa Francesco. Ora la vera sfida è consolidare l’unione tra temi “verdi” e sociali, facendo un passo in più rispetto al precedente pontificato

Cecilia Fabiano/LaPresse

Raccogliere e valorizzare l’eredità ambientale di Jorge Mario Bergoglio non sarà semplice, ma Robert Francis Prevost potrebbe avere le carte in regola per riuscirci. Sui temi dell’immigrazione, dell’accoglienza e del cambiamento climatico, infatti, Papa Leone XIV appare allineato – anche se meno combattivo rispetto alle critiche al capitalismo e al modello produttivo occidentale – al suo predecessore, passato alla storia per un’enciclica che ha saputo unire con rara lungimiranza giustizia sociale e giustizia climatica. 

Al momento non esistono molte informazioni in merito alle posizioni di Prevost – nato a Chicago il 14 settembre 1955 – su clima ed ecologia, ma le sue dichiarazioni pubbliche non lasciano spazio a dubbi. Nel novembre 2023, durante un convegno in Vaticano, ha sottolineato l’urgenza di passare «dalle parole ai fatti» nella lotta al riscaldamento globale. Secondo Leone XIV, «il dominio» dell’uomo «sulla natura» non dovrebbe diventare «tirannico», perché l’obiettivo è instaurare «un rapporto di reciprocità» con l’ambiente che ci circonda. 

Sempre in quell’occasione (era diventato cardinale da pochi mesi), l’allora presidente della Pontificia commissione per l’America Latina ha messo in guardia i presenti dalle conseguenze «dannose» dello sviluppo tecnologico, ribadendo l’importanza di una maggiore sensibilità ecologica da parte della Santa Sede e citando esempi virtuosi come l’installazione di pannelli solari in Vaticano e la transizione ai veicoli elettrici.

La copertura del Cortile delle Corazze, all’ingresso dei Musei Vaticani, è già totalmente rivestita di pannelli fotovoltaici: il progetto è stato inaugurato il 20 dicembre scorso assieme all’installazione di nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche. Quest’anno verrà poi completato un altro tetto di moduli solari, sopra il Magazzino della Vignaccia, nei Giardini Vaticani. I due impianti potranno raggiungere un picco fotovoltaico complessivo di trecentocinquanta kilowatt, per una produzione complessiva di cinquecento megawattora di energia elettrica pulita l’anno. 

Il cambiamento climatico non si mitiga decarbonizzando il Vaticano (che punta a raggiungere il net-zero entro il 2050), ma non bisogna sottovalutare la rilevanza dell’effetto emulazione. A cogliere il potenziale ecologico dei valori di Papa Leone XIV è stata l’economista Ana Toni, Ceo della Cop30 sul clima di Belém e segretaria nazionale per il Cambiamento climatico al ministero dell’Ambiente brasiliano.

«La presidenza della Cop30 spera di accogliere Papa Leone XIV a Belém a novembre per aiutarci a raggiungere un accordo sul clima che segnerà una svolta nella creazione di un futuro più prospero, più sicuro, più equo e sostenibile», ha dichiarato Toni in un comunicato ufficiale. 

Nel 2017, fa notare Axios, Prevost ha ricondiviso un tweet che esortava Donald Trump, allora al suo primo mandato come presidente degli Stati Uniti, a leggere l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Scritta da Bergoglio nel 2015, la lettera proponeva il concetto di ecologia integrale, capace di creare una fusione non forzata tra cura dell’ambiente (e del clima), giustizia sociale ed etica. Tutte queste idee sono poi state ribadite qualche anno dopo, nell’ottobre 2023, con l’esortazione apostolica Laudate Deum, contraddistinta da diverse critiche al modello di sviluppo occidentale e all’uso sregolato delle nuove tecnologie (un tema molto caro al nuovo Papa, particolarmente attento all’impatto sociale delle intelligenze artificiali). 

Intervistato via mail da Axios, il politologo Arun Agrawal – professore di Politiche per lo sviluppo all’università di Notre Dame – ha detto che i segnali sono incoraggianti, ma serve cautela: «Da un nuovo Pontefice dobbiamo aspettarci non solo continuità rispetto al suo predecessore, ma anche innovazione e idee. Come Papa Francesco, anche Papa Leone XIV critica l’innovazione tecnologia fine a sé stessa. Di conseguenza, l’innovazione deve avvenire anche nelle nostre istituzioni, nei nostri cuori, nelle nostre menti e nel modo in cui colleghiamo i cambiamenti climatici a ciò che accade nel mondo». 

Grazie soprattutto alle sue missioni in Perù, continua il professor Agrawal, il nuovo Pontefice ha acquisito «una profonda familiarità con i contesti fatti di marginalità, povertà e vulnerabilità». I numeri, le inchieste giornalistiche e i fatti di cronaca insegnano che la crisi climatica è più intensa nelle regioni più povere e meno responsabili – grazie a una minor quantità di emissioni storiche di gas serra – di questa emergenza. 

Il riscaldamento globale moltiplica le minacce già esistenti, allargando ulteriormente le disparità economiche all’interno delle popolazioni. Leone XIV ha quindi toccato con mano lo stretto rapporto tra povertà, siccità ed eventi meteorologici estremi, e sa che – ora più che mai – temi sociali e temi ambientali devono essere inseriti nella stessa conversazione. Sulla linea di Papa Francesco. 

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