
C2C Festival torna a Torino dal 30 ottobre al 2 novembre. L’edizione 2025, dal titolo Per Aspera Ad Astra, è la prima senza Sergio Ricciardone, il fondatore e la mente del progetto, scomparso prematuramente a marzo. Questa edizione del festival sarà dedicata alla sua memoria, con un cartellone musicale costruito in linea con il suo spirito: radicale, internazionale, preciso.
Il festival animerà la città con una rete di sedi, a partire da Lingotto Fiere alle OGR, da Combo al Teatro Regio fino alle Fonderie Limone, dove il 26 ottobre si terrà la preview C2C Kids. Sono attese oltre quarantuno mila presenze, il quaranta per cento provenienti dall’estero.
La programmazione conferma la natura ibrida del festival, tra elettronica, ricerca pop e sperimentazione, con ventuno show in esclusiva italiana e sette debutti nazionali. Sul palco nomi come Four Tet, Floating Points, Blood Orange, A. G. Cook, Blawan, billy woods, Ecco2k, Smerz, Daniel Blumberg, Annahstasia. Debuttano in Italia Ali Sethi & Nicolas Jaar, Isabella Lovestory, Saya Gray, Nourished By Time, Iosonouncane & Daniela Pes, Tresca Y Tigre & Lechuga Zafiro, YHWH Nailgun.
In apertura, giovedì 30 ottobre alle OGR, si esibiranno Daniel Blumberg, Jenny Hval, Kelman Duran, Paolo Dellapiana e il debutto di YHWH Nailgun. Il giorno dopo, al Lingotto, la coppia Ali Sethi & Nicolas Jaar e l’unione tra Iosonouncane e Daniela Pes segnano due incontri inediti, accanto a Blood Orange, Saya Gray e Titanic (progetto di Mabe Fratti e I. La Católica). Sullo Stone Island Stage arrivano Barker, Djrum, Skee Mask e l’esordio italiano della performer honduregna Isabella Lovestory.
Sabato 1° novembre, ancora al Lingotto, la scena si sposta verso l’elettronica più visionaria con le esibizioni di A. G. Cook, Ecco2k, Floating Points e Four Tet. Accanto a loro, Model/Actriz e Nourished By Time. Sul secondo palco invece Blawan, John Maus, Malibu e i boliviani Los Thuthanaka. La chiusura, domenica 2 novembre alle OGR, riunisce billy woods, Maria Somerville, Sister Effect e Smerz.
Parallelamente, il circuito C2C HQ a Combo e i C2C Talks al Teatro Regio accoglieranno workshop, incontri e ascolti curati nell’ambito del progetto europeo TMLAB. Tra i protagonisti Andrea Laszlo De Simone, Pau Cristòful e il collettivo RBL.
Il festival conferma Torino come nodo europeo per la cultura avant-pop. C2C nasce come evento musicale, ma da anni si muove su piani diversi: teoria, arte e scena performativa. Ogni edizione del festival mette in gioco diversi generi e geografie, uniti sotto il segno della musica elettronica.
Nelle aree curate da Codalunga e Radio Banda Larga, tra “Cuor Leggero” e i progetti di food design di Agricola Moderna, si disegna un’estensione del concetto di festival: un territorio temporaneo dove arte, tecnologia e politica del suono si incontrano.
Il percorso di avvicinamento alla ventitreesima edizione di C2C Festival si è arricchito di un nuovo strumento editoriale: la newsletter Album Spotlight, ora interamente consultabile su Substack. I contributi, firmati da nomi del giornalismo musicale italiano e internazionale, analizzano le uscite discografiche degli artisti in lineup e ne contestualizzano il peso all’interno del panorama contemporaneo. Un archivio critico parallelo al festival, che ne estende l’orizzonte e ne prepara il linguaggio.
Negli ultimi anni si è registrata una crescita costante dell’attenzione intorno al festival. L’attesa si è tradotta in numeri già a metà settembre, quando le due serate al Lingotto Fiere sono andate esaurite in poco tempo. Un risultato che conferma la forza di C2C e la sua capacità di attrarre un pubblico sempre più giovane e internazionale. L’edizione 2025 segna infatti un aumento della partecipazione dall’estero, con il quaranta per cento dei visitatori provenienti fuori dall’Italia, in crescita rispetto al trentatré per cento rispetto al 2024. La metà degli abbonamenti è stata acquistata da persone under 30, segno di un ricambio generazionale ormai strutturato e di una comunità che riconosce nel festival un punto di riferimento culturale.
Dopo vent’anni, C2C resta un corpo in movimento. Torino gli offre spazio, il pubblico internazionale lo segue, gli artisti e le artiste continuano a usarlo come laboratorio. Questa edizione – la più complessa e forse la più necessaria – si apre con un’assenza e prosegue con una promessa: che la visione di Ricciardone non si esaurisca, come la musica che ha sempre scelto di ospitare.