Nel multiverso gastronomico di New York C’è un ristorante palestinese nell’Upper West Side dove si mangia benissimo

Si chiama Hinds Hall, in memoria di Hind Rajab. Abdul Elenani, il ristoratore egiziano e americano che con la moglie palestinese e americana Ayat Masoud ne è proprietario, vuole che il nome di questa bambina non venga dimenticato, ma non per questo accetta le manifestazioni violente e i danneggiamenti operati da alcuni sostenitori della causa

Foto di Stefano Vegliani

New York è una città speciale, fortunatamente lontana dall’immagine che gli Stati Uniti stanno dando al mondo con la presidenza di Donald Trump. Succedono cose che sembrerebbero impossibili. L’Upper West Side, alla sinistra di Central Park, è una delle zone della città con la più alta densità di popolazione ebraica. La protagonista della spassosa serie “The Marvelous Mrs. Maisel” con tutta la sua famiglia, molto jewish-american, vive proprio nell’Uws.

All’incrocio tra Amsterdam Avenue e 106 Street il 28 marzo ha aperto un ristorante con cucina palestinese che si chiama Hinds Hall in memoria di Hind Rajab, la bambina di cinque anni uccisa dall’esercito israeliano i cui ultimi momenti di vita, attraverso la sua voce, sono protagonisti del film prodotto da Brad Pitt e Alfonso Cuarón e presentato a Venezia l’anno scorso. Hind’s Hall era anche il nome dato dagli studenti della Columbia University al Campus dell’università durante le occupazioni di due anni fa.

Il ristorante fa parte di una filiale di una catena di locali palestinesi, Ayat, con altre nove sedi a New York e a livello nazionale. Ayat ha donato cibo per aiutare a sostenere l’accampamento di due settimane dei manifestanti nell’aprile 2024.

«Aprirò Hinds Hall nell’Upper West Side solo per mantenere vivo il suo nome, e chi non conosce Hind Rajab lo imparerà», ha detto Abdul Elenani, il ristoratore egiziano-americano che possiede il ristorante con sua moglie palestinese-americana, Ayat Masoud. Dell’apertura di questo ristorante e del suo incredibile successo ha parlato il New York Times e anche Haaretz, il quotidiano progressista di Israele.

 

Però quando gli studenti hanno occupato l’edificio, ribattezzandolo Hind’s Hall, alcuni manifestanti mascherati hanno rotto finestre, scardinato porte, danneggiato pareti e mobili e intrappolato gli addetti alla manutenzione all’interno per circa trenta minuti, traumatizzandoli, hanno detto in seguito i lavoratori.

Il quartiere è stato inondato di agenti di polizia per giorni. Qualcosa di inaccettabile, per Elenani: «Danneggiare la proprietà e tutto il resto, è qualcosa a cui sono sicuramente contrario». Il messaggio dietro la sua catena di ristoranti, ha aggiunto, è quello di portare pacificamente l’attenzione sull’occupazione della Palestina, attraverso il cibo e la cultura. Il nome, ha aggiunto, «non è per dire “Oh, sono d’accordo con i danni che avete fatto”, ma per sostenere lo sforzo di ricordare una ragazza innocente che è stata colpita centinaia di volte».

Anche Zohran Mamdani, il nuovo sindaco musulmano di New York, ha criticato duramente l’aggressività di una manifestazione propal davanti a una sinagoga. Non è un caso che nella comunità ebraica della città il nuovo sindaco abbia trovato un buon sostegno. Nella campagna per diventare il primo sindaco musulmano della città che ospita la più grande comunità ebraica degli Stati Uniti, Zohran Mamdani ha creato una rara coalizione di ebrei progressisti, sionisti liberali e segmenti della comunità chassidica.

Abdul Elenani ha detto di aver parlato con la madre di Hind per ottenere la sua benedizione all’apertura del ristorante e che una prossima cena comunitaria gratuita servirà come raccolta fondi per la sua famiglia. Le sue aziende fanno donazioni agli aiuti umanitari palestinesi, principalmente attraverso l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro per i rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa).

Il ristorante, sull’angolo della strada, è molto luminoso grazie ai colori chiari dell’arredamento, sulla parete campeggia la scritta “Freedom”, ci sono sette tavoli e un lungo bancone, altri tavoli all’esterno. Ma come e cosa si mangia da Hinds Hall, che dall’esterno, arrivando sia da Amsterdam Avenue che dalla 106th, si nota subito per il nome a caratteri cubitali e per le scritte sui pannelli che limitano il dehors per chi magia all’aperto, come «Muslim, Jews, Christians, whatever your belief is we are all human» (musulmani, ebrei, cristiani, qualunque sia il vostro credo siamo tutti esseri umani)?

Ci sono tutti i classici piatti conosciuti come hummus, baba ghanoush, falafel (consistenza e gusto completamente diversi da quelli che si possono trovare in Italia), kebab di ogni genere, tabbouleh. C’è il forno per le pizze, dove la Margherita è caratterizzata da un impasto con zaatar, e inoltre si prepara una pizzawarma con il disco di pasta ricoperto con shawarma di carne, formaggio halloumi, sottaceti, melassa di melograno, sumac, cipolle e tahini.

Nel piatto di antipasti misti caldi abbiamo assaggiato tra l’altro le zucchine persiane ripiene di riso, le foglie di vite e foglie di cavolo ripiene, formaggio halloumi fritto, tutto insolito e buonissimo. Il pranzo si è concluso in modo straordinario con il dolce knafeh, una torta di pasta filo ripiena di un formaggio dolce ricoperta con granella di pistacchio.

Hinds Hall
941 Amsterdam Avenue, New York

Tutte le foto grafie sono di Stefano Vegliani

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