
Dodicimila volumi tutti dedicati alla cucina, soprattutto in inglese, ma anche in altre lingue (italiano compreso), aperta dal 1983 nell’Upper East Side su Lexington Avenue, tra 93rd e 94th street, per l’esattezza al numero 1435. A New York, e forse negli Stati Uniti, è stata la prima. In Italia la più fornita era a Milano, si chiamava Libreria Gastronomica Malafarina, aperta nel 2012, ma si fermava a cinquemila volumi. La più conosciuta al mondo è Books for Cooks di Londra, a Nothing Hill: ha la stessa età di quella di New York, nata anche lei nel 1983. Kitchen Arts & Letters, questo è il nome dello store newyorkese, che così si vuole un po’ elevare culturalmente dal semplice negozio di libri di ricette; si vanta di spedire in tutto il mondo tramite l’e-commerce del suo sito, www.kitchenartandletters.com.
La libreria ha un accurato rapporto con il cliente, anche quello online, tanto che nel sito si legge: «Sappiamo che nessun libro è il libro giusto per tutti in assoluto e vogliamo che tu trovi il libro che ti aiuterà di più».
Il successo della libreria è stato immediato, tra i primi e più assidui clienti c’erano James Beard, cui oggi è intitolata la fondazione che ogni anno nomina i migliori ristoranti degli Stati Uniti, Laurie Colwin e Julia Child, nomi che a noi dicono poco ma che sono state le più popolari conduttrici televisive di programmi di cucina sui network americani.

I principianti curiosi vengono guidati attraverso una serie di domande per trovare il libro adatto per iniziare a destreggiarsi in cucina. Entrano clienti che hanno gusti semplici e vogliono cucinare al solo scopo di nutrirsi, altri già amano mangiare ma non hanno mai imparato a cucinare, poi ci sono quelli che solo non amano seguire le ricette, ma credono che l’approccio alla cucina debba passare attraverso la scienza. Per tutti c’è un volume adatto.
Ovviamente i libri di cucina italiana occupano un bello spazio, forse anche più ampio di quella francese: «Il libro più venduto da quando abbiamo aperto si intitola “Classic Italian Cooking” di Marcella Hazan, la più famosa autrice di libri sulla cucina italiana in inglese» racconta a Linkiesta Gatronomika Matt Sartwell, uno dei titolari della libreria. «Gli fa concorrenza “Cucina Fresca”, di Viana La Place and Evan Kleiman, dedicato alle ricette adatte all’estate. Sono libri che per un italiano sono profondamente legate alla tradizione italian-american, ma per un americano rappresentano l’originalità della cucina italiana». Nell’ultimo anno però ha spopolato la traduzione completa e integrale del “Talismano della Felicità” di Ada Boni, con introduzione di Lidia Bastianich (la mamma di Joe, che negli Stati Uniti è più famosa del figlio) e Katie Parla, scrittrice che vive a Roma considerata una delle più attente conoscitrici della cucina italiana. Anche i suoi libri e guide sull’Italia sono molto popolari.


«Oggi vanno molto anche i libri sulla pizza – continua Sartwell – due su tutti: “The Neapolitan Pizza, The Scientific Guide” di Paolo Masi e Annalisa Romano con il contributo di Enzo Coccia, e “Flour Water Yeast Salt Passion: Vera Pizza Napoletana”, la bibbia dell’associazione Verace Pizza Napoletana». Libri che insegnano anche l’arte dell’impasto e della lievitazione. Oggi la pizza napoletana vive un momento glorioso a New York grazie a due insegne: Una Pizza Napoletana di Anthony Mangieri, che si è confermata ancora una volta la migliore pizzeria degli Stati Uniti, e la nuova apertura di Pizza Studio Tamaki, che si propone per una pizza napoletana Tokyo-style e dove è quasi impossibile prenotare.
Dal sito il libro più caro in catalogo è la prima edizione firmata di un testo commemorativo, nel centoventiquattresimo anniversario, della annuale cena della Society of the Friendly Sons of Saint Patrick, che si tenne al Delmonico’s su 5th Ave e 44th St. nel 1908. Costa oltre duemilanovecento dollari. Presto però questo verrà surclassato da un’edizione speciale di “The Physiology of Taste” di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, nella traduzione della popolare scrittrice americana M.F.K. Fisher. Il volume ha disegni e dipinti di Wayne Thiebaud, il cui lavoro è nelle collezioni dei principali musei americani – a New York il Met, il Moma, il Whitney e il Brooklyn Museum. Ne sono state stampate solo duecento copie e quello che la libreria possiede, ma non ha ancora messo in vendita, potrebbe arrivare a costare tra ottomila e diecimila dollari.

Ma ci sono tanti libri che costano pochi dollari: il più venduto in assoluto si intitola “East Village Cookbook”, una raccolta di avventure, aneddoti e racconti di una comunità storica del centro di New York attraverso il cibo. Trentotto dollari. «Il ricavato della vendita di questo libro è destinato a Trinity’s Services and Food for the Homeless, no-profit che gestisce una mensa dei poveri e una dispensa di cibo di fronte a Tompkins Square Park, nel cuore del quartiere East Village di New York», sottolinea Matt Sartwell, «questo ci rende molto orgogliosi». Il più economico in assoluto è invece “Georgian Khachapuri and Filled Bread: the Little Georgian Collection” che costa meno di dieci dollari.


