Teoria del complottoQAnon, la setta cospirazionista che vuole eliminare il cospirazionismo

Si definiscono patrioti, credono che Donald Trump sia il nuovo messia e affermano che siamo tutti controllati da un nuovo ordine mondiale. Il movimento nato sul web, ora vietato su Facebook, ha come obiettivo combattere la Cabala, una presunta casta economico-finanziaria che praticherebbe pedofilia e satanismo

Facebook ha annunciato che bannerà contenuti di QAnon, ovvero che cancellerà gruppi e pagine legati a questo movimento: se prima venivano eliminati solo quei post di QAnon che incitavano alla violenza, ora verranno eliminati gruppi e intere pagine anche da Instagram. Ottima notizia. Il lavoro, comunque, dicono, non sarà immediato, richiederà tempo e ci sarà parecchio da fare. Il procedimento, però, non è completo: Facebook continuerà a consentire a singoli utenti di pubblicare contenuti legati a QAnon sui profili personali.

L’operazione del colosso social non è risolutiva: la comunità virtuale potrà nascondersi e utilizzare trucchi per continuare a essere presente sui social e reclutare adepti.

La venerazione smodata per Donald Trump, il salvatore del mondo; l’avversione per la “Cabala”, ovvero la casta economico finanziaria che pratica pedofilia e satanismo e diverse altre cosette: siamo nell’universo di QAnon. Ma capire cosa sia davvero QAnon, da profani, non è facilissimo. Certo, i post potrebbero essere apparsi nei profili di persone intorno a noi e il correttore dell’iPhone capisce già da solo come scrivere la parola QAnon. Questo fenomeno – però – è un problema per tutti i Paesi, è in rapida crescita e si sta spostando sempre di più in un contesto internazionale. Per questo motivo occorre osservare questa comunità con attenzione.

Un concetto irreale accostato a notizie veritiere, è più probabile che sia credibile. Basta mescolare la realtà con la fantasia e farlo in maniera verosimile. Questo è un condimento universale. La ricetta di QAnon: olio per le masse, sale che sta bene su tutto, cipolla tagliata fine e prezzemolo (che non guasta mai). Ma se sappiamo che è uno strumento di manipolazione e che si sta diffondendo su Internet, quello che poco sappiamo è: che diavolo è QAnon?

Entrare nel rabbit hole, cadere nella tana del coniglio di Alice nel Paese delle meraviglie (così è chiamato l’ingresso nel magico mondo di QAnon, ma il riferimento è al film Matrix), può essere facile? A livello operativo, non possiamo saperlo, non si capisce come reclutino, ma il sito internet italiano è proprio lì, in prima fila su Google. L’accesso alle informazioni è immediato. Basta entrare nel sito o cercare qualche pagina sui social. Molti si avvicinano a QAnon tramite video di YouTube. Ecco l’auto-definizione che appare sul sito web italiano del gruppo: «QAnon è una sofisticata operazione militare mirata ad aggirare i mezzi di informazioni convenzionali». Tale operazione militare sarebbe poi condotta da «soldati digitali» attraverso «piattaforme non censurabili». Tutto chiaro? Si capisce poco.

Nel sito, poi, ci sono diversi link che spiegano quello che viene considerato «il grande risveglio» delle coscienze. Il primo link parte da un discorsone su Donald Trump. Perché, secondo i seguaci di Q, è con l’elezione di Trump che, sarebbe partita una specie di consapevolezza delle coscienze guidata dai QAnon.

Leggendo, dicono che le elezioni sono sempre truccate. Scrivono che esistono «le macchine per il voto elettronico (utilizzate in diversi Stati e fornite da una società di proprietà di George Soros, che in gioventù ha collaborato con i nazisti)». Il programma di Trump mira alla «distruzione della borghesia finanziaria», parassitaria per colpa di Soros. Soros è come il sale o un vestito blu, sta bene su tutto.

E poi, attenzione: il «non-a-caso assassinato presidente Kennedy», l’ultimo presidente leale, voleva smantellare la CIA e distruggere le società segrete. Mettiamo che Kennedy sia stato ucciso perché voleva mettere mano a un mondo nascosto che ci governa, un deep state, lo Stato nello Stato: teoria che fa presa, un po’ di prezzemolo non guasta.

E, ovviamente, come non citare poi la fantomatica élite finanziaria? QAnon mette anche quella nel calderone. E cosa sarebbe questa “Cabala”? Chiaramente, un’organizzazione segreta, guidata da miliardari e figure democratiche, che controllerebbe uno “stato profondo” (un’amministrazione parallela) e nasconderebbe una rete nascosta e perversa che pratica pedofilia e riti satanisti.

QAnon è una teoria del complotto che è cresciuta ai margini di Internet e mira a far credere che i democratici di alto profilo e le celebrità di Hollywood siano membri di una setta segreta e ramificata: la “Cabala”. Poi, tutte le teorie sono benvenute.

I Rothschild e i Rockefeller: presenti, come la cipolla in un buon soffritto. Butti una goccia e l’olio scende e scende: c’è pure l’elenco delle banche, quelle che appartengono ai banchieri cattivi. Un tocco di classe: il “nuovo ordine mondiale” ci comanda tutti. Ovvio. E poi andiamo a vedere un po’ cosa manca nei link del sito: ah, sì: i Clinton. Eccoli. La Clinton, poi. Terribile. Se ne auspica l’arresto. Siamo arrivati soltanto alla fine della parte prima e siamo decisamente provati.

Ma cos’è che spinge una persona, ci si chiede, a leggere tutti questi papiri lunghissimi e contorti? Un vero mistero, ma la documentazione è corposa. Poi arriva il bello: «l’insediamento di Trump è stato, come già detto, il coronamento di un’operazione militare di altissimo livello». Chiaramente, se il piano non fosse riuscito, i QAnon prevedevano un piano Z: il colpo di Stato per destituire il potere americano. Ah, però. Via con le verdure.

La “Cabala”, secondo QAnon, avrebbe dunque preso il potere dopo la morte di Kennedy e da allora controlla il mondo. È uno Stato nello Stato. I presidenti venuti dopo, a partire da Reagan, sono stati scelti da una comunità oscura. Incluso Barack Obama. E poi, stuprano i bambini. Se diverse persone non stessero dando credito a queste teorie, non ci scomoderemmo neppure a leggerle. Gli articoli di Wu Ming 1 su Internazionale, comunque, sono una bella letteratura sul tema.

Ma come è nato QAnon? Nell’ottobre 2017, un utente anonimo aveva inserito una serie di post nella bacheca di “4chan”, un forum che concentrava meme e troll, molto usato per diffondere messaggi di estrema destra. L’utente si è palesato come “Q” e ha affermato di avere un livello di approvazione di sicurezza statunitense noto come “autorizzazione Q”. I seguaci pensano e credono che Q sia un alto ufficiale dell’intelligence o di un funzionario governativo di alto livello e, per questo, leggono con attenzione i suoi messaggi e lo seguono.

Quei messaggi sono diventati “Qdrops” o “Qcrumbs” (“goccia di Q” o “briciole di Q”), spesso scritti in un linguaggio infarcito di slogan e decisamente pro-Trump. Poi, da “4chan”, forum creato nel 2003 da Christopher Poole, i messaggi di Q sono passati a un altro forum anonimo: “8chan”. Il sito “8chan” era di proprietà di Jim Watkins, imprenditore e reduce di guerra americano che vive nelle Filippine, chiamato a testimoniare nell’agosto del 2019 al Congresso degli Stati Uniti perché sul suo forum di discussione erano stati annunciati eventi come la sparatoria di El Paso (in cui sono morte 22 persone) o le vicende di Christchurch in Nuova Zelanda.

Il sito, sotto pressione e non più sostenuto da società di sicurezza informatica a causa degli eventi violenti, ha poi chiuso e QAnon è approdato su un altro canale: “8kun”. Entrare in “8kun” dal classico browser non è facilissimo, bisogna lasciare una mail per l’ingresso. Ma esiste anche una parte nascosta, ovvero ci si può entrare con Tor, utilizzando Onion browser (il motore di ricerca che si usa sul deep web). E qui si entra senza mail. Chiaramente, un banner dice che bisogna avere 18 anni, ma nessuno ti chiede l’età. Un messaggio in evidenza recita: «Opuscoli anonimi, volantini, brochure e persino libri hanno svolto un ruolo importante nel progresso dell’umanità. Gruppi e sette perseguitati di volta in volta nel corso della storia sono stati in grado di criticare pratiche e leggi oppressive in modo anonimo».

Provare a trovare gli ultimi messaggi di Q è un po’ più complesso. I post sono tutti scritti da utenti senza nome. Ma anche qui, nulla è impossibile. Chi è Q? Per molti è lo stesso fondatore di “8chan”, per altri è John Fitzgerald Kennedy Jr. (che è morto, ma per i QAnon sarebbe ancora vivo).

I sostenitori di QAnon si definiscono patriots (sul deep web si trova anche il materiale da diffondere via social), creano hashtag come #WWG1WGA (tutti per uno, uno per tutti) e combattono presunti nemici, tra cui politici, celebrità e giornalisti che pensano stiano coprendo reti fantomatiche di pedofili.

Gli aderenti attingono a notizie, fatti storici e numerologia per sviluppare delle conclusioni inverosimili. In pratica, tutto si può ricondurre a questo: non fidarsi dei media tradizionali perché ci stanno mentendo e abbiamo ragione noi, teorici del complotto.

Nell’ultima settimana, ad esempio, la comunità di QAnon ha spinto la teoria secondo cui Trump non si sia veramente ammalato di coronavirus, ma che svolga missioni segrete in una guerra fittizia prevista dai seguaci. A settembre, Trump aveva persino ritwittato (probabilmente per sbaglio) un tweet con l’hashtag “anoniano” #PedoBiden (“Biden pedofilo”). Pessima figura. Gli account QAnon sono diffusori di disinformazione anche sul coronavirus, molti follower non credono che il virus esista o che sia mortale.

Ma il problema è che, dal 2017, la quantità di traffico verso contenuti affini a QAnon su Facebook, Twitter, Reddit e YouTube è cresciuta. Durante la pandemia di coronavirus, i numeri di QAnon sono aumentati sempre più. Su Amazon, nel 2019, ha avuto grande successo il libro “QAnon. An invitation to the great awakening”. I membri di QAnon diventano Anons, utenti anonimi di internet che mirano a ricercare la verità usando i post di Q come punto di partenza. Si riconoscono sui social perché postano immagini con la scritta Anon.

Nelle ultime settimane, gli account QAnon sono diventati hub centralizzati per campagne di disinformazione coordinate (anche sul dibattito Biden-Trump). I complotti fanno una cosa: regalano alla gente dei capri espiatori. Ma è riduttivo ricondurre tutto a una teoria cospirazionista. Questa distorsione di massa fa paura. Soprattutto, perché in tempi come questi la zuppa è facile da preparare: le difficoltà economiche, l’isolamento da coronavirus, il mondo arrabbiato, le certezze che vacillano, la fiducia nelle istituzioni che manca, hanno creato un sottobosco fertilissimo.

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