Easter EggLe tradizioni pasquali più singolari d’Europa

Decorazioni da tavola, processioni, frittate da migliaia di uova e altre usanze stravaganti. Per il secondo anno consecutivo le abitudini del tempo quaresimale saranno stravolte. Ma in tutti i Paesi del continente si proverà a rispettare, per quanto possibile, consuetudini radicate nella cultura e nella storia

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Anche quest’anno sarà una festa diversa dal normale. Per il secondo anno consecutivo l’epidemia di Covid stravolgerà usanze e abitudini del tempo quaresimale in giro per l’Europa. Le restrizioni legate alle nuove varianti in circolazione, il divieto di assembramenti e riunioni familiari bloccherà pranzi e attività diventate ormai consuetudine in questo periodo e profondamente legate al significato storico e religioso della festa di Pasqua.

Le tradizioni pasquali nei diversi Stati del continente sono molto varie, ma hanno tutte le stesse origini pagane o cristiane. Il simbolo indiscusso di questa festa è l’uovo, che rappresenta la vita che nasce, ma anche il mistero. Un significato che spesso si intreccia con la storia: si racconta infatti che Maria fosse andata da Ponzio Pilato con un cesto dorato pieno di uova per chiedere la liberazione del Figlio.

Francia
È una storia di uova e frittate l’attesa francese del giorno di Pasqua. No, le cose non sono correlate. In alcuni Paesi della Francia rurale le campane delle chiese vengono silenziate dal Giovedì Santo sino alla Pasqua per celebrare i giorni della morte e resurrezione di Gesù Cristo.

Una tradizione spiegata ai bambini raccontando la storia che vuole le campane in volo verso Roma per ascoltare l’annuncio della Resurrezione da parte del Papa. La leggenda narra che lungo la via del ritorno le campane lascino delle uova di cioccolato nei prati: per questo la domenica di Pasqua i bambini corrono fuori dalle case per cercare di vederle e poi iniziare la caccia alle uova.

Diversa la storia che viene invece da Bessières, cittadina situata nel dipartimento dell’Alta Garonna nel sud della Francia, dove in occasione della Domenica di Pasqua la Confraternita della Frittata Gigante cucina una mega frittata di 15mila uova.

Il motivo? La leggenda narra che tutto sia iniziato con Napoleone Bonaparte, durante una sua spedizione militare in quella regione. Gli abitanti di Bessières cucinarono una frittata al futuro imperatore dei francesi che la trovò così deliziosa da volerne una anche per tutto il suo esercito. Oggi viene allestito un vero e proprio festival, che include balli, musica e sfilate, dove la frittata, cucinata in una massiccia padella su un fuoco acceso nella piazza del paese e girata con enormi cucchiai di legno simili a remi, la fa ovviamente da padrone.

Germania
La Pasqua a Berlino si distingue sia nelle decorazioni che a tavola. A farla da padrone nel pranzo pasquale è il colore verde, che spicca soprattutto grazie alla famosa zuppa alle sette erbe (composta da cipollina, crescione, dente di leone, spinaci, porro, acetosa e prezzemolo). Tra i dolci consumati non ci sono né uova di cioccolato né colombe ma una torta a forma di agnello guarnita con zucchero a velo o zuccherini in superficie.

La tradizione tedesca più bella però è l’Ostereierbaum, l’albero decorato con piccole uova che nel Paese ha centinaia di anni di storia. Fino a poco tempo fa, l’esempio più conosciuto di Ostereierbaum era quello di Saalfeld, nella regione della Turingia, dove una coppia locale, Volker e Christa Kraft, decorava l’imponente melo del loro giardino di casa con decine di migliaia di gusci d’uovo decorati.

Una storia partita nel lontano 1965, quando il piccolo alberello poteva contenere solo 18 uova di plastica, e arrivata sino al 2012, quando i Kraft hanno appeso al loro albero 10mila uova dipinte a mano. Un vero e proprio caso che ha attirato l’attenzione internazionale. Una tradizione che però era troppo difficile da mantenere per una coppia di anziani: per questo la stessa città si è impegnata a mantenere viva la tradizione, cercando alberi che potessero sopportare un simile peso.

Spagna
Poche somiglianze e tante differenze si trovano tra le tradizioni pasquali spagnole, che solitamente cambiano di regione in regione. In Andalusia, in particolare a Siviglia, la Pasqua viene sentita molto soprattutto a livello religioso. In occasione del Venerdì Santo uomini incappucciati chiamati Nazarenos portano in processione lungo la città alcune statue raffiguranti la passione di Cristo, al ritmo di tamburi e altri strumenti musicali (una tradizione molto simile a quella presente a Taranto, in Puglia). È il culmine della Semana Santa, il periodo più importante dell’anno per le 60 confraternite sivigliane che lavorano un intero anno per preparare questa settimana.

A Barcellona la storia è diversa. Nella città catalana la Pasqua viene vissuta sin dal giorno delle Palme, quando si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto con palme e rami d’ulivo. In tale occasione vengono portate in chiesa sia le palme intrecciate che i “palmons”, cioè i rami interi, guarniti con un rosario di zucchero e dolci per essere benedetti.

Dopo la cerimonia vengono appesi a porte e finestre per proteggere la casa da streghe e spiriti maligni. Durante il pranzo pasquale se in tutta la Spagna vince il baccalà, in Catalogna c’è l’usanza di consumare anche una speciale torta pasquale, chiamata “Mona”, decorata con uova di cioccolato, piume e una piccola figura di cioccolato che rappresenti o un personaggio noto ai bambini o uno proveniente dal mondo delle fiabe. Solitamente viene regalata dal padrino di battesimo al proprio figlioccio.

Italia
Sono tantissime le tradizioni pasquali italiane, legate soprattutto al suo significato religioso nei giorni del Venerdì e del Sabato Santo (un esempio è la processione di Taranto, molto simile a quella che si svolge a Siviglia, così come la processione della Desolata di Canosa di Puglia, che ricorda la morte di Gesù). Più allegra invece la ricorrenza che si festeggia a Firenze dove, il giorno di Pasqua, si celebra lo Scoppio del Carro, la cui storia risale alla Prima Crociata e al gesto eroico di un giovane fiorentino di nome Pazzino.

Per ricordarlo ogni anno una coppia di buoi bianchi tira un carro del XVII secolo pieno di fuochi d’artificio fino alla piazza della cattedrale, scortato da soldati, musicisti e artisti vestiti in abiti medievali. Alla fine della processione, l’arcivescovo accende il carro pieno di fuochi d’artificio strofinando tre selci che secondo la leggenda Pazzino avrebbe riportato dalla Terra Santa. Si crede che una perfetta accensione del carro porti fortuna e assicuri un buon raccolto.

Svezia
A Stoccolma le celebrazioni per la Pasqua iniziano ufficialmente la Domenica delle Palme, come in Catalogna: in questa circostanza vengono infatti benedetti i gattici, rami di pioppo fioriti le cui gemme assomigliano alla coda di un gatto. Durante la settimana pasquale i bambini svedesi si vestono da streghe di Pasqua, le påskkärringar, e girano le case ricevendo dolcetti, un po’ come succede ad Halloween.

Il motivo si perde nella storia svedese, che vuole le fattucchiere raggiungere Blockula, un’immaginifica isola dove si pensava che il Diavolo tenesse il suo sabba, nei giorni pasquali, più precisamente tra il Mercoledì e il Giovedì Santo. Per questo sin dal 1600 i contadini chiudevano tutte le stalle e nascondevano ogni possibile arnese che potesse essere utile per il loro volo. E a tavola invece? In quest’occasione gli svedesi decorano le loro case con rami di salice o di betulla e mangiano uno smörgåsbord, una specie di buffet composto da vari piatti come aringa, salmone, patate, uova, polpette e salsicce.

Finlandia
Come in Svezia, anche nel Paese di Babbo Natale la Pasqua viene vissuta come un modo per liberarsi dagli spiriti maligni. Per questo durante il Sabato Santo vengono accesi grandi falò per scacciare queste entità negative, mentre i bambini si vestono da streghe e distribuiscono le loro letterine in cambio di caramelle, secondo la tradizione medioevale.

La Domenica di Pasqua tutta la famiglia partecipa alla caccia alle uova di cioccolato, nascoste nei giardini che spesso portano ancora traccia delle ultime nevi stagionali. A tavola la tradizione vuole che si mangi il mämmi, un dessert composto da farina di segale, melassa e scorza d’arancia, la cui prima testimonianza risale a un testo latino del XVI secolo. La preparazione dura delle ore e il mämmi deve essere raffreddato per tre o quattro giorni prima di essere servito con crema o zucchero.

Danimarca
A Copenaghen il periodo pasquale viene celebrato con un trionfo di giallo. Le case vengono addobbate con rami fioriti e uova dipinte. Il momento più atteso dai bambini è quello della caccia alle uova: la tradizione vuole che il coniglio pasquale nasconda le uova in giro per casa e nel giardino e i bambini debbano andare a cercarle.

Intanto gli adulti brindano con la Påskebryg, una sorta di birra di Pasqua che viene prodotta solo in questo periodo. Inoltre, i Danesi hanno l’usanza di inviare lettere di rompicapo. Poche settimane prima di Pasqua, solitamente a San Valentino, i danesi scrivono poesie segrete che mandano poi in maniera anonima, accompagnandola con un fiore di bucaneve, firmandosi con i puntini. Se il destinatario scopre chi ha inviato la poesia di Pasqua, lui o lei riceve un uovo di Pasqua.

Balcani ed Europa orientale
Tradizioni diverse si trovano in Europa orientale e nei Balcani. Eppure, qualcosa di comune c’è: infatti in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia è molto sentito il giorno del Lunedì dell’Angelo. In questa occasione i ragazzi lanciano veri e propri secchi di acqua sorgente alle ragazze augurando loro fertilità e ricevendo in cambio uova e dolci, che ricambiano l’auspicio.

In Romania il giorno di Pasqua viene lungamente atteso soprattutto per la “battaglia delle uova”: in questo gioco, che consiste nel colpire due uova sode una contro l’altra, vince chi ha l’uovo dal guscio più duro, mentre il perdente è costretto a mangiare tutte le uova che vengono rotte.

La tradizione vuole inoltre che la mattina di Pasqua ci si lavi la faccia con l’acqua nella quale sono stati messi a mollo un uovo dipinto di rosso e una moneta d’argento: l’uovo rosso simbolizza la salute e la moneta la purezza. Il menù tradizionale è composto da 4 o 5 piatti e comprende normalmente una zuppa acida chiamata ciorba, insalata, sottaceti, agnello al forno e una torta di carne di fegato d’agnello con molto prezzemolo, chiamata drob.

In Russia la Pasqua si festeggia in cimitero. Infatti, le famiglie russe non imbandiscono le tavole delle loro case per il pranzo pasquale ma organizzano un pic-nic sulla tomba di un parente, dove trionfano due dolci: il kulitch, un panettone a base di ricotta dolce, e la pashka, a forma di piramide e a base di formaggio, decorato con simboli religiosi.

In Grecia la Pasqua è vissuta in maniera molto simile a quella italiana e a prevalere è soprattutto il significato religioso della festa. La messa più importante è quella della notte di Pasqua, quando vengono suonate le campane. I fedeli si recano in chiesa, tenuta al buio, ed accendono la candela che hanno con sé e che poi porteranno a casa.

Il grande pranzo è quello della Domenica, dopo due giorni di digiuno pasquale: sulle tavole greche troviamo soprattutto la soupa mayeritsa, accompagnata da riso alla greca, uova colorate di rosso, il pane pasquale e la tipica Maghiritsa, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

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