Corona EconomyLa “Renatinowave” sul lavoro, la corsa della maratona e i rider secondo la Ue

Nella newsletter di questa settimana: il mondo nuovo dietro la polemica social contro lo spot del Parmigiano Reggiano, lo sprint di fine anno sulla legge di bilancio e il Pnrr, i dossier caldi da Tim a Gkn. Ma anche la direttiva europea con le nuove regole per la gig economy, le richieste di revisione del Patto di Stabilità del futuro governo tedesco e la paura dell’inflazione. Ascolta il podcast!

(Frame da Youtube)

RENATINO E IL LAVORO DEI NOSTRI TEMPI
Renatinowave Non c’era momento storico meno adatto di questo per lanciare lo spot del Parmigiano Reggiano , con il protagonista Renatino che «da quando aveva 18 anni, tutte le mattine, 365 giorni all’anno» si occupa del latte che dà vita al prestigioso formaggio. Mentre nel mondo si parla di settimana corta, tutti i sondaggi su tutti i campioni possibili dicono che si cerca più flessibilità oraria e che la pandemia ha portato a ripensare al ruolo del lavoro nelle nostre vite, la storia del casaro che mescola il latte ogni giorno dell’anno senza ferie e vacanze ha scatenato sui social un vespaio di polemiche e meme esilaranti. L’accusa partita dalla #renatinowave è quella di aver esaltato «lo sfruttamento del lavoro». Tanto che il Consorzio del Parmigiano si è scusato e ha promesso che ci saranno modifiche nella campagna pubblicitaria.

Lo spot incriminato La campagna consiste in sei spot da 30 secondi ricavati dal film “Gli Amigos” di Paolo Genovese. Cinque ragazzi in viaggio entrano nella fabbrica del Parmigiano, dove incontrano Renatino. E dopo aver scoperto che lavora 365 giorni l’anno, uno dei ragazzi gli chiede: «Hai mai visto il mare? Parigi? Sciare?». La risposta è «no». E poi: «Ma sei felice?». E Renatino risponde: «Sì». Da qui la protesta sui social. «Perché Renatino dovrebbe essere felice?», si chiedono in tanti su Facebook e Twitter. Nessuno dovrebbe lavorare ogni mattina senza poter coltivare interessi propri o avere riposi, ferie e altri diritti: è il succo di gran parte dei commenti.

Fuori dal tempo Certo, la pubblicità è tutta un’iperbole, perché se l’affermazione fosse stata “vera” i sindacati si sarebbero già mobilitati. E perché il Parmigiano Reggiano viene veramente lavorato ogni giorno, quindi Renatino è una metafora – spiega il pubblicitario Riccardo Pirrone . Ma se è sbagliato usare un linguaggio cinematografico per la tv, usarlo anche per il digital è masochista. La Rete è anarchica e si mette dalla parte di Renatino. E così è accaduto. Il primo problema, quindi, è di forma: lo stesso linguaggio del cinema non può essere usato per la Rete. E poi c’è la sostanza. Perché lo spot, come ha scritto Dissapore, usando la storia di Renatino, si fa anche veicolo di un’idea del lavoro. E mai come in questo momento l’idea del lavoro veicolata da Renatino è completamente fuori dal tempo.

  • Chiunque può sbagliare a comunicare, ha spiegato all’Huffington Post l’esperta di comunicazione Annamaria Testa. Eppure, dietro alla comunicazione pubblicitaria spesso ci sono, o almeno ci dovrebbero essere, lunghi studi. E invece spesso le aziende «vivono in una bolla, nella quale il prodotto è il centro attorno a cui ruota il resto del mondo». E così la marca in poco tempo si è trasformata «dal massimo dell’artigianalità e dell’eccellenza dell’alimentare italiano a simbolo di sfruttamento della classe operaia».

Mandatelo in ferie Certo, sarebbe stato difficile mostrare Renatino che fa il formaggio in smart working. Ma bastava concedergli qualche vacanza e una nuotata al mare, forse, per evitare la #renatinowave. Lo sappiamo: la pandemia ha mischiato nel frullatore vita e lavoro, creando la consapevolezza di un equilibrio migliore. Non più work-life balance: quello era il mondo pre-Covid. Ma life-work revolution. Si stanno ripensando i ritmi di lavoro persino nella ristorazione. Si parla di una nuova working class sindacalizzata anche negli Stati Uniti. Aumentano le dimissioni pure in Italia. E anche se da noi dobbiamo ancora capire se è o no un fenomeno duraturo, sembra che la soglia di tolleranza dei ritmi frenetici – quelli del «Tutto il giorno fuori casa, a pranzo un panino al volo e adesso non ci vedo più dalla fame» – si sia nettamente abbassata. E al di là della suscettibilità a comando dei social, l’indignazione per Renatino che non viaggia e che non ha mai visto il mare per lavorare forse è anche figlia di una nuova sensibilità.

  • Si parla Yolo EconomyYou live once, si vive una volta sola. E quindi si cercano ritmi più umani nel lavoro.
  • Negli Stati Uniti, sono sempre più quelli che, grazie al lavoro da remoto, hanno deciso di comprare un camper con angolo ufficio. In modo da poter lavorare viaggiando e viaggiare lavorando.
  • Lo spiegano bene Charlie Warzel e Anne Helen Petersen nel libro “Out of Office”, dicendo che il lavoro non può più essere «il fattore organizzativo principale intorno cui fare girare le nostre vite». La svolta, più che personale, è sociale: il lavoro non deve più essere, per forza, il carattere identitario principale di un individuo, ha scritto l’Atlantic qualche settimana fa.

Stagionati Ecco perché Renatino, nell’agone dei social, è una figura narrativa fuori dal tempo. Uno dei trend più citati del futuro del lavoro è quello della cura del benessere dei dipendenti. L’ex sindacalista Marco Bentivogli ha scritto che, mentre la transizione digitale avanza, bisogna muoversi verso un «lavoro a umanità aumentata», in cui emerga la dimensione della cura della persona come protagonista del lavoro dignitoso che rende più umani. Servono architetti del nuovo lavoro – scrive – che vadano oltre le vecchie categorie. E forse servono anche nuovi spot pubblicitari.

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MARATONA MANOVRA
La corsa Inizierà questa settimana l’esame degli emendamenti alla manovra presentati al Senato. Dopo gli incontri tra il premier Mario Draghi con i rappresentanti dei partiti di maggioranza, le forze politiche avrebbero fatto una cernita da oltre 6mila proposta di modifica a 600. I tempi sono strettissimi, visto che il testo emendato uscito dalla Commissione Bilancio dovrà approdare in aula per essere votato e poi passare alla Camera. Montecitorio aspetta il testo per il 21 dicembre, sempre che i senatori facciano in tempo. Perché ci sono ancora diverse questioni da sciogliere . E infatti i capigruppo, assieme ai relatori e al governo, hanno deciso di definire un orientamento comune su cinque macrotemi: Superbonus, scuola, reddito di cittadinanza, contrasto del caro bollette e sisma.

  • Sul caro bollette, in particolare, l’esecutivo potrebbe tornare a confrontarsi in settimana, visto che tutti i partiti chiedono di stanziare più dei 2,8 miliardi previsti.
  • Il ministro Cinque Stelle Stefano Patuanelli accusa il centrodestra e Italia Viva di aver fatto saltare questa possibilità dicendo no al contributo di solidarietà sui redditi oltre 75mila euro proposto da Mario Draghi. Ma Forza Italia e Lega ribattono che servono «diversi miliardi», non i 250 milioni che sarebbero arrivati dal contributo.

La lite sulle tasse Dopo aver incontrato i partiti, Draghi la scorsa settimana ha convocato i sindacati per discutere degli interventi sul fisco. A Cgil, Cisl e Uil, che avevano contestato l’accordo della maggioranza, il premier ha proposto in aggiunta un taglio dei contributi previdenziali per alleggerire nel 2022 le buste paga dei lavoratori fino a 35mila euro. Ma il consiglio dei ministri si è spaccato su quello che qualcuno definisce in maniera fuorviante come “contributo di solidarietà”.

  • Cosa è successo Draghi aveva proposto di congelare per un anno lo sgravio Irpef sui redditi sopra i 75mila euro, così da spostare risorse contro il caro bollette e venire incontro alle richieste dei sindacati per un maggiore equilibrio tra redditi alti e bassi. Non si tratta infatti di un prelievo, ma solo del mancato taglio dell’Irpef per un milione di contribuenti sopra i 75mila euro che avrebbero continuato a pagare nel 2022 l’Irpef di sempre, rinunciando a 247 euro medi di sgravio annuo. Ma si sono opposti la destra, Italia Viva e pure alcuni Cinque Stelle. E quindi la proposta non è passata.
  • Cosa resta L’impianto del taglio delle tasse rimane com’è : 7 miliardi per ridurre l’Irpef e 1 miliardo per cancellare l’Irap a piccole imprese e professionisti. Ma per un motivo tecnico di acconti e saldi, gli 8 miliardi non saranno spesi tutti nel 2022. Il prossimo anno usciranno per l’Irpef solo 4,8 miliardi. I restanti 2,2 miliardi saranno usati in due modi: 1,5 miliardi per ridurre il cuneo contributivo di 19 milioni di lavoratori dipendenti sotto i 35mila euro di reddito e 700 milioni per calmierare le bollette di luce e gas.A questi, Draghi voleva aggiungere altri 248 milioni. Ma nonostante il no sull’intervento oltre i 75mila euro, alle bollette va comunque 1 miliardo: 700 milioni dalla dote Irpef non utilizzata nel 2022 e 300 milioni reperiti dal ministro Franco da altri risparmi di spesa. Al momento, comunque, l’ipotesi dello sciopero agitata da Landini sembra esclusa.

Decreto della discordia Dopo due maratone notturne, il Senato ha dato intanto il via libera al decreto fisco e lavoro. Ma il maxiemendamento del governo non ha sciolto tutti i nodi.

  • In primis la questione dei lavoratori in somministrazione : la norma del decreto aveva eliminato ogni limite temporale (previsto dal Jobs Act per fine anno) per l’impiego dei lavoratori in somministrazione per più di 24 mesi assunti in pianta stabile dalle agenzie interinali. Un emendamento dei Cinque Stelle ha fissato invece un limite fino al 30 settembre 2022. Secondo i sindacati, è «una follia». «L’effetto concreto rischia di essere quello della sostituzione dei 100.000 lavoratori a tempo indeterminato con altri 100.000 a termine», avvertono Nidil, Felsa Cisl e UilTemp.
  • In rivolta anche le associazioni del turismo per la mancata proroga della cassa integrazione Covid.

 

SUPER GREEN PASS
Da oggi debutta il certificato verde rafforzato per chi ha fatto il vaccino anti-Covid o è guarito. Per il lavoro, al momento, non cambia nulla: servirà mostrare il certificato “base”, quindi valido anche con un tampone negativo. Ma se la curva dei contagi dovesse peggiorare, il governo non esclude di imporre l’obbligo vaccinale da gennaio anche sui luoghi di lavoro.

  • Dal 15 dicembre, intanto, scatta il vaccino obbligatorio per il personale della scuola, le forze dell’ordine, i militari e i lavoratori esterni delle Rsa. Rientra nell’obbligo anche la terza dose.

 

SPRINT DI FINE ANNO
Conteggio aggiornato A meno di un mese dalla scadenza di fine anno, sono 16 i traguardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza ancora da raggiungere. Al momento, tra investimenti e riforme, sono 35 gli obiettivi centrati sui 51 previsti entro il 2021 . È «cruciale» rispettare le tempistiche perché il completamento delle riforme è legato «all’esborso delle risorse del Pnrr», ha ricordato il ministro dell’Economia Daniele Franco.

Chi è bravo e chi no È in arrivo, inoltre – come anticipato dal Foglio – anche un portale progettato da Sogei che misurerà l’andamento dei lavori in mano ai diversi enti locali. Una sorta di “grande fratello buono”. I comuni intanto potranno assumere fino a 15mila tecnici per far funzionare i progetti del piano. Gli enti locali sono in ritardo sui bandi, ma il ministro Giovannini annuncia verifiche a tappeto.

 

NUMERI
Treno a vapore Secondo le previsioni economiche dell’Ocse, l’Italia si conferma la «locomotiva d’Europa» con una crescita del Pil del 6,3% nel 2021. Anche l’Istat ha migliorato le stime, e Fitch ha alzato il rating italiano a BBB. Ma il mercato del lavoro non segue lo stesso andamento: gli ultimi dati Istat registrano 35mila occupati in più, ma sono solo uomini. Le donne recuperano molto meno. Gli autonomi continuano a calare. E secondo il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, i posti di lavoro persi dalle donne rischiano di non tornare più.

Convitato di pietra Resta alta l’attenzione sull’inflazione. Se la presidente della Bce Christine Lagarde sostiene che è passeggera, il capo della Federal Reserve Jerome Powell ha detto che non si tratta di un fenomeno transitorio. Intanto in Italia gli statistici dell’Istat hanno calcolato un aumento record dei prezzi del 3,8% in un anno. E il segno più dei beni energetici contagia ormai il carrello della spesa alimentare, i trasporti e pure i farmaci. Con una ricaduta sulla ripresa dei consumi. Venerdì arriverà anche il dato sull’inflazione americana a novembre.

Mai così tanti E poi ci sono anche i dati sui morti sul lavoro. Tra gennaio e ottobre 2021 – ha ricordato Repubblica – sono stati più di mille.

 

LA SFIDA DELLE POLITICHE ATTIVE Far crescere il lavoro, potenziando le politiche attive e la formazione, è uno degli obiettivi più difficili del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Non è semplice: l’unica strada possibile è quella di coniugare i fabbisogni occupazionali dell’impresa e le esigenze del disoccupato, che non deve essere visto come una merce di scambio ma va inserito all’interno di un percorso formativo», spiega Giuseppe Zingale, general manager della divisione welfare di IG Samsic HR.

 

DOSSIER CALDI
Rebus Tim Il comitato costituito da Tim, presieduto da Salvatore Rossi, ha avviato l’esame dell’offerta del fondo americano Kkr. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha detto che ci sono «asset strategici che richiedono un controllo pubblico», aprendo quindi a una nazionalizzazione della rete scorporata o a un meccanismo di governance per il presidio dell’infrastruttura. E anche Vivendi ha aperto alla valutazione di un piano di scorporo dell’infrastruttura, che la porti sotto il controllo della Cassa depositi e prestiti.

La tregua Si è chiuso con il 100% delle adesioni l’accordo firmato tra i sindacati e la Whirlpool , che chiude la vertenza cominciata a Napoli tre anni fa. Quattro lavoratori hanno accettato l’offerta di reimpiego nello stabilimento di Cassinetta (Varese) con 25mila euro di incentivo per il trasferimento, gli altri 317 hanno preferito la buonuscita di 95mila euro e due anni di Naspi. Ora bisogna capire se il polo della mobilità prospettato nello stabilimento partirà o no.

La tregua/2 Ita Airways e i sindacati hanno raggiunto l’accordo sul contratto collettivo di lavoro, dopo la rottura delle trattative a settembre sulle condizioni d’impiego dei dipendenti assunti dalla nuova compagnia aerea controllata dal ministero dell’Economia. Viene introdotto il premio di risultato, che rappresenterà il 15% del livello retributivo. Le condizioni del 2022 restano invariate, mentre dal 2023 ci sarà un incremento degli stipendi del 3% per i piloti e dell’1% per gli assistenti di volo.

Aria di crisi Il gruppo Leonardo, controllato al 30% dal Tesoro, ha annunciato un periodo di cassa integrazione di 13 settimane per 3.400 dipendenti degli stabilimenti di Grottaglie, Pomigliano, Nola e Foggia. Ma i sindacati si sono divisi sullo sciopero previsto per oggi.

Good news Mentre i tavoli di crisi al Mise sono scesi a 88, a fronte dei 149 che risultavano a dicembre 2019, la Gkn ha sospeso per il momento i 422 licenziamenti in attesa della vendita della fabbrica di Campi Bisenzio – anche se sono scattati quelli per una azienda dell’indotto. E l’imprenditore ed ex aspirante sindaco di Torino Paolo Damilano sarà il primo a usare gli sgravi ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato i dipendenti di aziende in crisi. Da gennaio, assumerà nelle sue aziende una decina di operai della ex Embraco.

 

ORIZZONTI POST QUARANTENA
Gig Economy Mercoledì 8 dicembre, la Commissione europea approverà il pacchetto lavoro messo. Tra le misure portanti, c’è il riconoscimento dei lavoratori delle piattaforme, dai fattorini agli autisti di Uber, come dipendenti e non più autonomi . Bruxelles vuole proporre una presunzione relativa di subordinazione. E spetterebbe poi alla piattaforma dimostrare il contrario. La direttiva, una volta approvata dal Parlamento e dal Consiglio, sarà una vera e propria legge cui gli Stati membri dovranno uniformarsi, spingendo quindi le società all’assunzione dei fattorini.

Meno austeri Nell’accordo per la formazione del nuovo governo tedesco, con Spd, verdi e liberali, i partiti invocano correttivi per il Patto di stabilità europeo . Aperture anche dal leader dei liberali Christian Lindner: “Berlino non piò comportarsi come i Paesi frugali e opporsi a qualsiasi modifica”.

 

AGENDA
6 dicembre – Istat: vendite al dettaglio ottobre; Al Cnel il presidente Treu, il presidente dell’Inps Tridico e il ministro del Lavoro Orlando tengono una conferenza stampa sul codice unico dei contratti collettivi nazionali di lavoro; l’Ocse diffonde uno studio sull’impatto del Covid-19 sul gettito fiscale nei Paesi sviluppati.

7 dicembre – il ministro Orlando incontra le parti sociali sul protocollo smart working nel settore privato.

8 dicembre – alla Bce Christine Lagarde tiene il discorso di benvenuto per la quinta conferenza annuale del Comitato europeo per il rischio sistemico.

9 dicembre – La Banca d’Italia pubblica la “Bilancia dei pagamenti della tecnologia”; le associazioni di categoria del turismo tengono una conferenza stampa sullo stato del settore.

10 dicembre – Istat: produzione industriale ottobre ed esportazioni delle regioni italiane; si tiene l’assemblea nazionale di Cna; il ministro Giorgetti al Mise presenta la struttura sui tavoli di crisi; dagli Stati Uniti arriva il dato sull’inflazione a novembre.

 

Buona settimana,

Lidia Baratta

 

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