Brividi deliveryRider, per non piangere

Il riso amaro che accompagna la visione della parodia della canzone vincitrice del Festival di Sanremo, realizzata dal duo comico PanPers, è l’ennesima occasione di parlare del lavoro più richiesto in pandemia, e il più discusso

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Ci si passi il gioco di parole che, a cavallo tra due lingue, ci offre lo spunto per descrivere anche su queste pagine, dedicate al cibo, una parodia della canzone vincitrice del Festival di Sanremo che sta spopolando su tutti i canali, attirando anche la nostra attenzione.

Stiamo parlando del video satirico realizzato dal duo comico PanPers, costituito da Andrea Pisani e Luca Peracino.

Non nuovi a scorribande canore per affrontare temi di varia natura (vi invitiamo a cercare le parodie delle canzoni più gettonate degli ultimi anni che totalizzano milioni di visualizzazioni a ogni uscita), questa volta toccano un argomento per noi molto sensibile e, con ironia e intelligenza, riescono a sviscerare tutte le problematiche connesse alla consegna a domicilio dei pasti da noi affrontate in diversi approfondimenti (qui, qui, qui, qui, qui e qui).

Così il refrain “Brividi” di Mahmood e Blanco, diventa “Delivery” e da qui parte il breve, ma efficace, racconto che illustra le dinamiche della scelta di acquisto di un pasto attraverso le piattaforme di consegna a domicilio.

I protagonisti, nelle vesti di acquirente e fattorino, rappresentano senza sconti entrambi i punti di vista, ciò che ci spinge a ordinare un pasto: necessità, noia, incapacità di prepararsi un piatto, ma anche lo stato d’animo di chi quel pasto te lo porta a casa, spesso per necessità di un’entrata seppur minima, vivendo insieme a lui frustrazione e disagio che affronta a ogni consegna.

Guardando e riguardando il video non si può non ridere con gusto, perché è anche il primo scopo dei suoi autori. Un riso, però, che diventa amaro a ogni minuto, perché il messaggio, molto serio, che i Panpers trasmettono è molto crudo, una vera denuncia in versi e musica.

C’è dentro tutto. La superficialità che fa scegliere la consegna a una possibile discesa di poche scale per approvvigionare spesa o pasto, l’indolenza e l’impazienza che si trasformano in arroganza e indifferenza e che si traducono, spesso, in nessun rispetto per il lavoro altrui, così come, dall’altra parte, ci sono fatica e sudore che si nascondono dietro al sorriso stampato, uno sforzo quasi mai riconosciuto da una mancia, perché, in fondo, ammettiamolo, il servizio si ritiene scontato.

Il dissacrante gioco dei PanPers diventa così una scusa per sensibilizzare tutti noi ad avere maggiore attenzione se e quando scegliamo di ordinare un pasto a domicilio, a ricordarci che se anche il nostro gesto è parte di una catena di consumo utile all’economia, non va mai trascurato ciò che tale azione comporta e che coinvolge sempre altri esseri umani, oltre ad avere un impatto sull’ambiente.

A conclusione di questa disanima su di un messaggio che vuole anche bacchettare le società di delivery, un ultimo sorriso si accende e spegne sulle nostre labbra quando l’impietoso algoritmo, durante la visione del video, ci propone banner pubblicitari proprio delle più note aziende del settore.

Riso amaro!

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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