I liberaldemocraticiLa Lombardia può essere decisiva per fermare il bipopulismo alle elezioni

Alla presentazione dei candidati del Terzo Polo, Renzi ha detto che le elezioni del 25 settembre saranno solo «un primo passo nella costruzione di una casa per tutti gli europeisti e i moderati del Paese»

«Da qui al 2024 vogliamo costruire una grande casa per tutti gli europeisti di questo Paese: questa elezione è solo l’inizio, è un lungo percorso». Per Matteo Renzi il 25 settembre è una data cruciale per la politica italiana, ed è anche lo step intermedio sulla strada del Terzo Polo moderato, europeista, atlantista e riformista.

Al centro congressi “Le Stelline” di Milano, affiancato dalla ministra per gli Affari regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini, il leader di Italia Viva ha presentato candidate e candidati delle liste di Azione-Italia Viva in Lombardia. «Se il governo lo forma Giorgia Meloni noi siamo all’opposizione, se lo fa Mario Draghi noi saremo forze di maggioranza», ha detto Renzi, tracciando una netta linea rossa sullo schieramento delle forze centriste.

La Lombardia rappresenta un territorio potenzialmente decisivo per l’esito del voto, almeno nella prospettiva del Terzo Polo. La sfida al bipopulismo – e in particolare all’estremismo di destra rappresentato da Fratelli d’Italia e Lega – va presa con competenza, consapevolezza e concretezza. E la risposta delle urne nella regione del Nord Italia può essere, secondo Renzi, «superiore alla media nazionale, per il valore della squadra e il peso che questa terra ha nell’economia di questa elezione. I numeri saranno migliori dei dati che abbiamo visto nelle ultime ore».

Come dimostra il logo, che racchiude i simboli di Azione e Italia Viva, il Terzo Polo dovrà riuscire a creare la giusta sintesi tra le diverse personalità che ospita. Un’operazione non semplice, ma che rappresenta l’unica strategia possibile per arginare gli estremismi degli altri schieramenti: non è un caso che lo stesso Renzi, per primo, abbia fatto un passo di lato per puntare sul gioco di squadra – sul logo il nome che spicca è quello di Calenda.

Il nuovo simbolo deve essere in grado di abbracciare e rappresentare tutta la fascia di popolazione moderata che non può più fidarsi di questa destra e di questa sinistra.

«Chi ha votato Forza Italia – ha detto Renzi – può votare il partito che lascia a Meloni la leadership della destra? Che lasci che in Europa la destra sia rappresentata dai sovranisti? Chi viene dal Pd può sentirsi rappresentato da chi dice no alla proprietà privata? Da chi dice che la linea politica economica deve essere più vicina alla sinistra comunista riformista? A forza di inseguire le influenze russe, argomento interessante e sacrosanto, ci stiamo perdendo però quelle sovietiche. I riformisti di sinistra e i moderati di destra voteranno Terzo Polo perché non possono riconoscersi in quei due schieramenti».

Sulla prospettiva di lungo periodo del centro moderato è intervenuta anche la ministra Gelmini, che rappresenta i fuoriusciti da Forza Italia che hanno sposato la causa centrista confluendo in Azione: «Il nostro non è un cartello elettorale e le elezioni del 25 settembre sono un primo tassello per quella che è una proposta politica che deve continuare anche dopo le elezioni».

Parlando del territorio – Milano e la Lombardia – Gelmini ha spiegato che si tratta di una delle aree più ferite dalla caduta del governo Draghi forzata da Cinquestelle, Forza Italia e Lega. «Se Milano, la Lombardia e tutto il Paese premiassero la proposta del Terzo Polo con il raggiungimento della doppia cifra – ha detto la ministra – l’Italia sarebbe in sicurezza. Avremmo la possibilità di continuare il lavoro che è stato fatto in questa legislatura con la serietà, la competenza e il metodo che Draghi ha messo in campo durante questa esperienza di governo e che non va gettato alle ortiche».

L’obiettivo di strappare seggi e collegi alla destra in Lombardia è ambizioso e certamente difficile da raggiungere. Ma la disastrosa esperienza di governo leghista a livello regionale potrebbe spingere l’elettorato verso una proposta politica e amministrativa diversa.

«Il Terzo Polo qui ha tutte le carte in regola per fare un ottimo risultato», dice a Linkiesta Niccolò Carretta, segretario regionale di Azione, capolista al proporzionale per la Camera nel collegio Lombardia 3. «Qui ci sono imprenditori, ci sono artigiani, partite Iva, un popolo che sono certo non vuole riconoscersi in una destra che ha fatto cadere il governo Draghi e in un governo regionale che ha gestito in maniera disastrosa la medicina territoriale, ad esempio: possiamo portare dalla nostra parte elettori che in passato hanno votato partiti e schieramenti diversi dal nostro».

Mariasole Mascia, candidata all’uninominale a Monza e al plurinominale Lombardia 2 (sempre alla Camera), indica invece «imprese, produttività, lavoro, energia e ambiente» tra i temi su cui si giocherà il voto sul territorio, ricordando che già una volta in passato il governo guidato da Matteo Renzi, con Carlo Calenda ministro, «ha dimostrato di sapersi occupare di questi temi con competenza: il nostro simbolo è quello che può offrire finalmente un’alternativa all’astensionismo per chi ritiene che i populismi di destra e di sinistra non offrano prospettive credibili».