Lo stato del giornaleCom’è andato il 2022 de Linkiesta (bene!) e come sarà il 2023

Un altro anno di crescita editoriale e aziendale, con i magazine, i libri, i live e le idee contro il bipopulismo

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Anche il 2022 è stato un anno formidabile per Linkiesta. Nell’anno precedente, nel 2021, per la prima volta dalla fondazione del giornale nel 2011, Linkiesta ha chiuso i conti con un piccolo segno positivo, triplicando il fatturato rispetto al 2019 e crescendo in termini di offerta giornalistica e di posizionamento editoriale.

Ripetersi nel 2022 non era un’impresa facile, eppure ci siamo riusciti: i numeri definitivi li conosceremo alla chiusura formale del bilancio tra qualche mese, ma sappiamo già che siamo cresciuti ancora di più e in modo sensibile.

Soprattutto, nel 2022 Linkiesta ha consolidato il suo ruolo civile di giornale impegnato a far circolare idee utili a contrastare il bipopulismo perfetto italiano.

Linkiesta è l’unico giornale ad averlo fatto e che continua a farlo sia nei confronti dei populisti di destra sia nei confronti dei populisti di sinistra, argomentando quotidianamente che non c’è nessuna differenza sostanziale tra gli uni e gli altri, a cominciare dalle conseguenze catastrofiche che entrambi arrecano al discorso pubblico.

Questa lettura originariamente minoritaria e isolata soltanto tre anni fa è diventata una posizione centrale nel dibattito politico italiano che la guerra russa all’Ucraina e la caduta di Mario Draghi hanno ulteriormente confermato.

Al commento quotidiano dell’attualità politica, economica e culturale italiana e internazionale, Linkiesta ha aggiunto gli approfondimenti dei tre numeri cartacei di Linkiesta Magazine, con gli articoli di altrettanti progetti speciali del New York Times, ma anche le attività di giornalismo dal vivo come Linkiesta Festival con i protagonisti della politica e della società al Teatro Parenti, i Linkiesta Talks al Centro Brera, e le straordinarie serate politico-culturali sull’Ucraina e sull’Iran, organizzate a marzo e a dicembre insieme con La Repubblica di Maurizio Molinari e con il Teatro Franco Parenti di Andrée Ruth Shammah.

Gli approfondimenti verticali di Europea, di Greenkiesta e del Lavoro che verrà sono cresciuti anche quest’anno e hanno accompagnato il lancio di Slava Evropi, il primo quotidiano europeo in lingua ucraina con l’obiettivo di aiutare gli ucraini a comprendere nella loro lingua le attività delle istituzioni di Bruxelles.

Gastronomika merita una menzione a parte perché Anna Prandoni e la sua squadra nel 2022 hanno celebrato il primo Festival coinvolgendo centinaia di operatori del settore e un grande numero di lettori. Il Festival di Gastronomika ha prodotto un manifesto programmatico sulla nuova eno-gastronomia italiana che pubblicheremo a breve e in generale è stato talmente un successo da convincerci ad anticipare a primavera l’edizione del 2023.

A gennaio, invece, partiranno i corsi della scuola di comunicazione di Gastronomika dopo l’entusiasmante partecipazione alla Summer school del 2022. Per finire, il libro “Menu Risorgimento” quest’anno ha vinto il Premio Bancarella della cucina.

Restando sui libri, quest’anno sono usciti i primi tre titoli della collana di saggistica Linkiesta Books (La Nuova Intolleranza, Socialismo Liberale e Intellettuali e fascismi) curata insieme con Antonio Sunseri e Guido Vitiello.

A primavera 2023 uscirà il primo saggio del nuovo anno, una bomba intitolata “La macchina del caos” del giornalista del New York Times Max Fisher.

Passando alla fiction, siamo arrivati al volume 5 di K, la rivista letteraria curata da Nadia Terranova che dall’ultimo numero del 2022 ospita anche una sezione dedicata alla poesia contemporanea italiana. Il primo numero del 2023, il sesto della collezione, uscirà a primavera e vedrà gli scrittori italiani esercitarsi con i loro racconti originali intorno alla parola “magia”.

Il 2022 è stato anche l’anno in cui è arrivata a Linkiesta Valentina Ardia per guidare la produzione di contenuti del gruppo e, tra le altre cose, anche la rivista Linkiesta eccetera, dedicata alla moda, al design, all’arte, alla cultura e al lifestyle.

Lo stato de Linkiesta, dunque, è buono. E il 2023 lo sarà ancora di più. Il 2023 sarà l’anno in cui proveremo a costruire una maggiore solidità giornalistica e aziendale intorno ai tanti prodotti editoriali digital, print e live che abbiamo lanciato negli ultimi anni.

Stiamo già progettando nuove iniziative editoriali che, con l’aiuto di chi ci legge, dei partner e di chi entra in Linkiesta Club, proveremo a realizzare.

Buon anno e buona lettura.

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