La linea contraddittoria I liberali e gli anticapitalisti lavorano ai fianchi di un Pd che non sa più che cos’è

A due mesi dal voto, Schlein si ritrova con nuove incognite e liste ancora da compilare, ed è accerchiata dalla tripla offerta politica di Sinistra-Verdi con Santoro, Stati Uniti d’Europa di Bonino-Renzi e Azione

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Probabilmente Elly Schlein non si aspettava un lavoro ai fianchi come quelli che si sta sviluppando da sinistra e da destra attorno al Partito democratico. E cioè una doppia (o meglio, tripla) offerta politica che potrebbe rosicchiare voti da ambo i lati: a sinistra, da parte della lista Sinistra-Verdi, magari aperta a Michele Santoro, e a destra, da Stati Uniti d’Europa e Azione. Tre liste che possono superare il quattro per cento e dunque faranno appello al voto utile per andare a Bruxelles.

La lista di sinistra potrebbe ulteriormente tingersi di “pacifismo” se Santoro – come appare possibile, se non addirittura probabile – non riuscirà a raccogliere le firme, impresa effettivamente non agevole. Forse Santoro ha sottovalutato le difficoltà organizzative ritenendo che bastasse la sua immagine rilanciata da La7 per riempire i moduli per la presentazione delle liste. Se non ce la dovesse fare, a quel punto Nicola Fratoianni potrebbe offrire “ospitalità” al noto giornalista. Il quale, probabilmente, manderebbe qualcuno degli attuali suoi candidati, rafforzando così una lista di sinistra e “pacifista” – gelida sull’Ucraina e anti-Israele – che potrebbe strappare al partito di Schlein quei voti che il Partito democratico, malgrado la presenza di Marco Tarquinio al Centro e Cecilia Strada al Nord Ovest (che almeno sull’Ucraina hanno la stessa posizione di Santoro e Fratoianni), non è in grado di trattenere.

Specularmente, sulla destra, la lista Bonino-Renzi-Psi-libdem (Stati Uniti d’Europa) e quella di Carlo Calenda (Azione, che ieri ha arruolato Federico Pizzarotti e Piercamillo Falasca, usciti da PiùEuropa perché ha scelto di allearsi con Matteo Renzi) potrebbero finire per essere strumenti di contestazione della linea movimentista di Schlein. Troppo di sinistra per questi, troppo poco di sinistra per quelli. La risultante di una linea contraddittoria potrebbe produrre il risultato non paradossale di scontentare di qua e di là.

È un piccolo assedio da tutti i lati portato da truppe ridotte al grande accampamento del Nazareno, già alle prese con i masnadieri di Giuseppe Conte che si incuneano nei problemi dei dem (come quelli di Bari e Torino). A due mesi dalla grande battaglia europea, e con le liste ancora da fare, le incognite per Elly Schlein si moltiplicano, e pure le ragioni per preoccuparsi.

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