Stretta finaleLa Cina ha approvato ufficialmente la legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong

I membri dell’Assemblea nazionale del popolo di Pechino hanno dato il via libera alla contestata norma. Si scioglie Demosisto, il partito fondato dall’attivista Joshua Wong

Afp

La Cina approva la legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong. Secondo i media dell’ex colonia britannica i 162 membri del comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo di Pechino, versione cinese del parlamento, hanno dato il via libera alla contestata norma questa mattina, all’unanimità.

Secondo Pechino si tratta di un passo necessario per riportare l’ordine in città, dopo le proteste contro il governo e contro la Cina. La mossa, che ha causato la dura opposizione di Usa, Ue e Gran Bratagna, è invece vista come una stretta all’ampia autonomia di Hong Kong conquistata in questi ultimi anni.

«Questa legge rischia di minare seriamente l’alto livello di autonomia di Hong Kong e l’indipendenza del potere giudiziario. La Ue deplora questa decisione» ha commentato il presidente del Consiglio Ue Charles Michel durante la conferenza stampa al termine del summit Ue-Corea del Sud.

Il partito Demosisto, da sempre in opposizione al governo di Hong Kong, ha inoltre deciso di sciogliersi. Anche Joshua Wong, contattato telefonicamente da Linkiesta, conferma che gli attivisti di spicco hanno rassegnato le dimissioni dal partito a causa «delle circostanze troppo rischiose».

La legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina «segna la fine della Hong Kong che il mondo conosceva. Con poteri spazzati via e una legge indefinita, la città diventerà uno stato di polizia segreta», aggiunge Wong tramite i suoi social.

«Hong Kong prenderà le necessarie contromisure nell’ipotesi di sanzioni da parte degli Stati Uniti» ha invece assicurato la governatrice Carrie Lam che, nella conferenza stampa settimanale, ha precisato che le misure americane, qualunque possano essere, «non ci spaventano».

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