Il Novecento e The One Non vogliamo la favola a tavolino, lasciateci innamorare a caso

Una serie tv Netflix inventa il modo di trovare il partner ideale grazie al match del dna e crea una società distopica che cerca la coppia chimicamente perfetta, ma che rompe il mistero dell’attesa, dell’imprevedibilità e del fallimento tipico di un innamoramento

Netflix

Si cerca continuamente l’amore, e quando lo si vive, continuamente si cerca ciò che in quell’amore potrebbe andare meglio. Per quanto una persona si dica appagata, non riuscirà a dirsi al riparo dal dubbio, seppure passeggero, che esista lì fuori qualcuno capace di renderla più felice di quanto non faccia il suo compagno. È nell’assenza che sempre si consuma il desiderio e, nell’assenza di questo sconosciuto su cui iniziamo a fantasticare, prendono forma un uomo o una donna costruiti come più ci piace, impareggiabili per virtù, fervore, lirismo.

Si tratta a volte solo di un’astrazione, il gusto di evadere, altre di chiamate clandestine, chat segrete, incontri adulterini nei pomeriggi all’oscuro dal mondo. Sempre si tratta di confrontarsi con la propria insoddisfazione. Scegliere i rimedi che, nel contesto, ci sembrano più convenienti. Vaso di Pandora apriti! Pandora non scoverchiarti! Ma cosa accadrebbe se ci venissero risparmiati i tentativi, le corna fatte e subite, l’abbandono, i ripensamenti, il dolore del fallimento, della fine, cosa accadrebbe se fosse la scienza a indicarci col suo rigore la nostra anima gemella? Nessuna illusione ha avuto il potere di consolare gli uomini quanto l’idea che possa esistere una relazione sentimentale in cui l’eventualità di subire un danno, l’abisso, sia prossima allo zero.

Difficile rassegnarsi a questo: l’innamoramento avviene nella paura del rischio, e nella sua presenza. Tuttavia. Poniamo il caso che lo stesso meccanismo mentale che ha portato alcuni a pretendere un vaccino senza la benché minima controindicazione, conducesse una genetista a dar prova che l’amore può, deve, essere a rischio zero. E che l’innamoramento è un fatto di chimica, cumulo di serotonina. Che in base al DNA si possa rintracciare quell’almeno tu nell’universo che tutti sempre agogniamo. È questa l’idea di partenza della serie tv “The One”, in onda su Netflix.

Nella distopia di un futuro prossimo, il richiamo al Simposio di Platone: uomini con quattro gambe, quattro braccia, un solo collo, due teste, divisi come sogliole dal solito impudente Zeus e per questo in cerca della propria unica metà. Il perché della sofferenza amorosa? Eravamo un tempo saldamente uniti: «e il desiderio e lo struggimento di tornare interi, si chiama Amore». 

Anche in The One: l’abbinamento è un ricongiungersi. Stavolta, però, non attraverso il caso, l’istinto, tutti gli errori che seguono, ma grazie al determinismo dei geni. E quindi abbiamo una scienziata, l’intuizione geniale, un esperimento, la controprova. E poi il mercato, che essendo quello della infelicità coniugale può essere transrazziale, transnazionale, transgenerazionale, onnicomprensivo, astorico, potenzialmente planetario. Esiste capitale più di massa della frustrazione? Il successo è assicurato e il brevetto rende milionari i suoi possessori. Sullo sfondo striscia un equivoco non da poco, questa coincidenza fra amare ed essere felici, ma all’inizio nessuno ci pensa. «Noi meritiamo la favola», rivendica lei, la genetista, alla platea di astanti che applaudono festosi.

Il mistero è categoria del Novecento. Pure il pericolo. Il gusto dell’accidentalità, un ardire minaccioso. Perché perdere tempo a vivere, e dunque a sbagliare, se la scienza ti mette al riparo da questa vertigine di libertà. Basta strapparsi un capello e voilà la tua equazione. Il match. Del fatto che perfino in matematica, un’equazione è eguaglianza tra due elementi, possibile solo per particolari valori, in uno specifico contesto, con determinate variabili, ci pensiamo poi. Tale è l’ingenuità che il tutto comincia come dovesse già finire. E infatti anche nel futuro, al solito, il gioco è lì: nelle incognite.

Fra le più ingombranti in amore, c’è l’incognita del tempo. Non è sufficiente scoprire il proprio abbinamento e fissare un incontro, se l’orizzonte è tanto pretenzioso, la favola, bisogna che l’incontro avvenga nel momento propizio. Quando non si indossa una fede, per esempio. Quando non si deve, in cerca dell’anima gemella, distruggere la vita costruita fin lì. Dilemma etico. Dove ci si può spingere per essere felici? Ma non dev’essere tanto semplice arrivare a sera sapendo che mentre conduci la vita che hai scelto, fuori, nel mondo, e chissà dove, s’aggira una corrispondenza perfetta, quella con cui il sentimento amoroso si esprimerebbe con più forza, più intensità.

Non pensate a un elefante rosa! Ed ecco che tutti ci pensano. Per fortuna, anche nel futuro i dubbi etici si consumano in fretta. Il passo verso l’impennata dei divorzi è cortissimo. Ora il quesito diventa politico. Troppi stravolgimenti, troppe famiglie distrutte, chi si vede mollato di punto in bianco protesta e il governo si interroga su delle restrizioni. «Lei pensa di poter fluttuare sopra al mondo con la stronzata del muoviti veloce e rompi tutto» dice una leader politica alla genetista, «ma le cose che rompete devono aggiustarle altre persone».

Finalmente un’adulta, mi sono detta, mentre davo ragione a lei, alla politica, e ho avuto il sospetto d’essere un’orrida conservatrice. Il che, nove su dieci, significa: invecchiamento. Lo status quo dei malintesi sentimentali, stavo parteggiando per quello? Per avvalorare la mia giovinezza, il sentore d’essere piuttosto questo, una romantica. L’amour fou, il destino beffardo… Oppure no, questo: una persona sinceramente affezionata alle illusioni.

Sono le cose a cambiare dietro la spinta della speranza o la speranza a sciuparsi dietro la spinta delle cose? Ecco, l’illusione nasce qui, nel bisogno che sia la realtà a plasmarsi sui desideri, mai il contrario. Non ci rinuncio. In uno degli ultimi episodi, s’intravede un uomo che manifesta davanti alla sede di The One, ha lo sguardo scorato, la barba sfatta, ha un cartello in mano con su scritto: un match deciso all’inferno!

Colloquio sempre più vertiginoso con me stessa: un amore senza rischio è un amore senza illusione, e dunque un amore senza speranza? In questo mondo distopico in cui le coppie, sotto l’ombrello della scienza, sono al riparo dal rischio, e sono infallibili, l’inferno mi sembrava l’impossibilità di attendere, di fantasticare. The One sancisce la fine di chi immagina. E io ho detestato la genetista.