Ce n’est qu’un débutCom’è andato il 2021 de Linkiesta (bene, benissimo), e come sarà il 2022

Per la prima volta dalla sua fondazione, il giornale ha chiuso l’anno con un piccolo attivo di bilancio, triplicando il fatturato rispetto a due anni fa quando abbiamo intrapreso la nuova strada editoriale. Ma questo è solo l’inizio, ora nuovi progetti, sviluppo e barra dritta contro il bipopulismo

Per la prima volta dalla sua fondazione, Linkiesta ha chiuso l’anno con un piccolo ma emblematico attivo di bilancio, triplicando il fatturato rispetto a due anni fa quando il giornale ha intrapreso la nuova, attuale, strada editoriale (il bilancio, per legge, sarà approvato entro aprile e allora conosceremo con precisione i numeri, ma la sostanza è questa: nel 2021 i ricavi sono stati tre volte quelli del 2019 e, per la prima volta in undici anni, sono stati superiori ai costi).

Il risultato è ancora più straordinario perché ottenuto in tempi difficili sia per l’industria editoriale sia per la situazione generale, e lo si deve innanzitutto al lavoro della redazione, al contributo dei collaboratori e all’impegno degli azionisti. Ma ovviamente non staremmo qui a parlarne senza la fiducia che ci hanno riservato i partner e senza la comunità intellettuale di lettori che in questi due anni si è formata intorno alla battaglia culturale contro il bipopulismo perfetto italiano.

Da semplice giornale online delle origini, Linkiesta si è trasformata in una media company contemporanea attiva nel business della circolazione delle idee e del commento all’attualità politica e culturale italiana e internazionale. Un giornale che produce e distribuisce contenuti digital, print e live per i lettori che ci scelgono e per le aziende che ce li chiedono.

In questi due anni, sono entrate a far parte dell’arcipelago de Linkiesta nuove testate giornalistiche come Europea, Gastronomika, Greenkiesta, Il Lavoro che verrà, Milano e poi anche i giornali di carta Linkiesta Paper, Linkiesta Magazine che pubblica i progetti speciali del New York Times, la rivista letteraria K curata dalla scrittrice Nadia Terranova, e anche un primo saggio di carattere storico-gastronomico, Menu Risorgimento. Infine, è stato costruito il pilastro dal vivo dell’offerta Linkiesta, con il Festival, i Talk, le presentazioni dei libri, fino ai podcast e alle dirette Instagram.

Abbiamo anche lanciato il Club dei lettori e degli amici del giornale, presieduto da Sergio Scalpelli e su cui nel 2022 ci concentreremo particolarmente, perché siamo convinti che i giornali abbiano bisogno di tornare al modello di business tradizionale, ovvero quello di produrre contenuti e prodotti giornalistici interessanti per i lettori al punto da convincerli a pagare per sostenerli, come si faceva una volta quando si andava in edicola a comprarli.

Naturalmente il risultato ottenuto del 2021 non è un punto di arrivo, ma soltanto l’inizio di un percorso che abbiamo intrapreso a fine 2019 e che sarà di sviluppo di nuove proposte e di crescita consolidata nei prossimi anni.

Per questo motivo, gli azionisti de Linkiesta hanno approvato un ambizioso piano di sviluppo innanzitutto tecnologico, ma anche editoriale, redazionale e di marketing, per avviare un ulteriore salto di dimensione e di qualità del giornale.

Nelle prossime settimane e mesi leggerete molte novità, a cominciare da una vera casa editrice di saggi e tante altre cose, oltre ai nuovi numeri dei prodotti cartacei, digitali e live che già conoscete. Insomma, il 2022 per Linkiesta si apre con i migliori auspici e con la consapevolezza che l’eterno bipopulismo italiano, per non parlare di quello trumpiano, minaccia ancora la società democratica e il mondo libero con la stessa malvagità del virus corona.

In un mondo di opposti estremismi, Linkiesta è un booster di anticorpi liberali e progressisti si spera utili a ridurre il contagio bipopulista della società aperta.

E per questo, grazie ancora a chi legge Linkiesta e la sostiene, e anche a chi la legge e basta ma prima o poi darà una mano comprando i giornali, le riviste e i libri oppure che deciderà di entrare nel club.

Con tanti auguri a tutti. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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