Ambiente di serie bIl ministro Pichetto Fratin non avrebbe potuto iniziare peggio di così

I suoi primi giorni nel governo Meloni sono segnati da gaffe e dichiarazioni che confermano la sua lontananza dalle strategie per coniugare indipendenza energetica e transizione ecologica (sparita anche dalla denominazione del dicastero). E non mancano le ombre filoputiniane

Ph. European Union

«Oggi c’è la riunione dei ministri dell’Energia europei, a seguito del Consiglio d’Europa, quindi dell’accordo dei Primi ministri di qualche giorno orsono», con l’obiettivo di «superare anche quello che è l’attuale sistema del Tte». Sono state queste le dichiarazioni di Gilberto Pichetto Fratin, nuovo ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in occasione del suo primo impegno istituzionale (il Consiglio Ue dell’energia) nei panni di membro del governo Meloni. Peccato però che settimana scorsa si sia riunito il Consiglio europeo, non il Consiglio d’Europa. E che il sistema del Tte non esiste: si riferiva chiaramente al sistema del Ttf (Title transfer facility), il mercato virtuale del gas con sede nei Paesi Bassi. 

L’avventura di Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) è quindi cominciata con una gaffe che riassume perfettamente la sua carenza di competenze specifiche e di esperienza diplomatica nei tre ambiti che andrà a trattare: clima, energia e ambiente. Ex professore di ragioneria e commercialista classe 1954, viceministro dello Sviluppo economico con Draghi ed ex vicepresidente del Piemonte, il deputato di Veglio (Biella) è laureato in Economia e commercio e – durante le sue esperienze istituzionali – si è occupato di industria, artigianato, automotive, commercio, programmazione economico-finanziaria. 

Quasi mai, insomma, dei temi coperti dal suo dicastero, che in tempi di crisi energetica e di crisi climatica è uno dei più “pesanti”, quello in cui non puoi permetterti di sbagliare perché di tempo ne abbiamo già sprecato troppo. Per limitare i danni, Gilberto Pichetto Fratin verrà affiancato da Roberto Cingolani, rimasto a Palazzo Chigi in qualità di consulente per l’energia a titolo gratuito (i due hanno collaborato nell’ultimo anno e mezzo). 

«Ministro per la Pubblica amministrazione, con voce ferma al lavoro per il futuro dell’Italia», recitava la grafica pubblicata da Pichetto Fratin su Instagram qualche minuto dopo la presentazione della lista dei ministri. A causa di un errore di trascrizione, però, il suo nome era stato invertito con quello di Paolo Zangrillo (ministro della Pubblica amministrazione), inizialmente assegnato all’Ambiente e alla sicurezza energetica. Della serie “non importa il ruolo, l’importante è la nomina”. 

Il cambio di denominazione del dicastero conferma poi che tra la transizione ecologica – e tutto quello che implica (come la riduzione delle emissioni e le strategie di adattamento e mitigazione della crisi climatica) – non figura minimamente tra le priorità del governo Meloni. Ma questa non è una sorpresa. Nelle sue prime ore da ministro, Gilberto Pichetto Fratin non ha menzionato l’importanza delle rinnovabili come l’eolico o il solare, ma ha ribadito di essere favorevole al nucleare e alle trivellazioni nei mari italiani. 

«Sul nucleare siamo favorevoli alla sperimentazione di quello di nuova generazione per far fronte alla crisi energetica», ha detto il neo ministro durante il Forum Automotive di Milano. Il problema non è essere “pro” al nucleare, ma ritenerlo uno strumento chiave per risolvere una crisi che è più urgente e attuale che mai: non può sostenere le tempistiche e i costi di un eventuale ritorno dell’energia atomica in Italia. Pichetto Fratin ha poi promesso che la “sua” transizione green sarà priva di ideologie e slogan, ribadendo il motivetto usato dagli esponenti di centrodestra per nascondere il loro menefreghismo dinanzi alle questioni verdi. 

Basti pensare che, parlando della Plastic tax dell’Unione europea, nel maggio del 2021 aveva detto: «Io sono di Forza Italia e la voglio addirittura cancellare, la considero un assurdo perché va a colpire le nostre imprese. Noi siamo tra i più grandi produttori, e prima di colpire i produttori bisognerebbe intervenire con azioni educative e di riutilizzo, ma è un discorso molto più ampio». È probabile, quindi, che il suo operato andrà a prediligere gli interessi delle aziende, e non del pianeta. 

Sul pessimo inizio del nuovo ministro dell’Ambiente pesa anche un articolo pubblicato dal quotidiano Domani in data 24 ottobre, dal titolo “Il ministro Gilberto Pichetto Fratin omaggiò i separatisti del Donbass”. L’ex Viceministro dello Sviluppo economico, nel dicembre 2016, aveva partecipato all’inaugurazione del centro di rappresentanza di Donetsk a Torino: un fatto, si legge nel pezzo di Youssef Hassan Holgado, confermato «sia da un’interrogazione parlamentare diretta al governo, sia da alcune foto pubblicate su Facebook che lo ritraggono tra il pubblico presente nella sala della Fondazione Magellano di Torino dove si è svolta l’iniziativa».