Bigino Promesse non mantenute

È vero, vi avevamo annunciato che vi avremmo portato un po’ di leggerezza in questi giorni bui e pesanti ma è inevitabile parlare di cultura, geopolitica e risvolti sociali quando si racconta di cibo e di vino. Ecco il riassunto delle notizie settimanali legate allo scenario che stiamo vivendo

PIATTO DEL GIORNO
Le notizie dal fronte ci fanno capire quanto ogni aspetto della nostra esistenza sia fortemente legato agli scenari politici internazionali. Perché dove si fa la storia, c’entra sempre anche il cibo. A partire da McDonald’s, visto che la catena di fast food statunitense decide di chiudere (per ora temporaneamente) gli 850 punti vendita presenti sul territorio russo. È l’occasione per ricordare l’apertura nel 1990 del primo ristorante del gruppo nella capitale, un evento tanto straordinario quanto alieno.

Ma a volte sono le ricette a fare la storia: è il caso del pollo alla Kiev, una delle preparazione più celebri dell’Ucraina che ci permette di cogliere alcuni aspetti politici della regione oggi in guerra, attraverso l’evoluzione di un piatto fortemente identitario. Ripreso e modernizzato anche da Gualtiero Marchesi in una versione finger food.

E che cosa si mangia durante un conflitto? Abbiamo aperto le razioni K che dall’Italia vanno in Ucraina, che contengono il condensato di quello che serve per resistere in guerra, ci sono alimenti, accessori indispensabili e memoria.

Naturalmente c’è anche chi lavora con il cibo per i profughi: è la World Central Kitchen fondata dallo chef stellato José Andrés che sostenere attraverso la cucina le popolazioni in difficoltà, e ora aiuta a portare assistenza alle persone che scappano dalla guerra.

ALLA CARTA
Torniamo a notizie più liete. L’appetito e il desiderio di stare in compagnia hanno un effetto analogo sul sistema encefalico, cioè attivano gli stessi gruppi di neuroni e, se non appagati, provocano reazioni psico-emotive simili. Sarà per questo che i locali che amiamo di più sono quelli che ci fanno stare bene con gli amici? Ne abbiamo selezionati cinque a Milano, dove rifugiarsi da un presente fatto di mode e tendenze

Ebbene sì, la città meneghina non pullula soltanto di locali fighetti instagrammabili dove il cibo lascia a desiderare. Noi crediamo sia meglio optare per ristoranti démodé dove anche se il tempo sembra essersi fermato la cucina è buona e autentica, l’atmosfera rilassata e il servizio cordiale.

FUORI MENU
Sembra facile dire piadina. Ma a meno che non si abiti in Romagna o a nord delle Marche, le due regioni dove è un prodotto tipico e non si perde mai occasione di addentarla o metterla nel cestino come alternativa al pane, la confusione è grande intorno a questo disco di pasta. Facciamo chiarezza.

E se invece avanza il pane, ecco dieci ricette per non sprecare questo magico impasto di acqua, lievito e farina, considerato sacro e quindi da preservare, anche una volta “posso”.

CARTA DEI VINI
A Milano il 13 e il 14 marzo negli spazi di BASE e Cariplo Factory vi aspettano i vignaioli di montagna. Una settimana di appuntamenti che mettono al centro i vini artigianali di piccoli produttori dell’Alto Adige, il cinema di altura e il rapporto profondo tra uomo e natura. Preferite i rossi vivaci? Ecco la nostra selezione di alcune realtà sul territorio, raccogliendo autorevoli voci dal circuito Horeca e segnalando alcuni produttori interessanti.

Anche per questa settimana abbiamo finito: ma non prima di avervi invitati, dal 26 al 28 marzo a Firenze, per l’evento di Pitti Immagine dedicato alle specialità gastronomiche più buone del nostro Paese, che quest’anno si sposta alla Fortezza da Basso. Focus su “zero sprechi e ambiente” e ospiti direttamente da Gastronomika. Noi questo fine settimana magari andiamo a mangiare un panino al fast food, così, per solidarietà.

Buona cucina!

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