
La settimana santa è ufficialmente iniziata. E no, non alzate gli occhi al cielo. Perché lo sanno tutti che il popolo italiano si divide inesorabilmente tra chi guarda il Festival di Sanremo e chi mente. E questo vale dal Nord a Sud dell’Italia, isole comprese. Ecco perché, nell’attesa febbricitante che arrivi stasera e le luci si accendano sulla settantacinquesima edizione della kermesse, abbiamo deciso di fare un viaggio gastronomico proprio lungo lo Stivale, ben rappresentato anche dai ventinove cantanti in gara: preparare una cenetta regionale ad hoc, da gustare davanti alla tv, può essere un’idea carina per sostenere il proprio artista del cuore.
Partiamo da Achille Lauro, nell’occhio del ciclone del gossip delle ultime settimane con i triangoli amorosi dei Ferragnez. Nella sua canzone fa riferimento a un amore tormentato e chiamato dall’autogrill, ma lui arriva da una città, Verona, con una forte tradizione gastronomica, e, diciamolo, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta sui piatti da offrire ai nostri commensali. Da un classico risotto all’Amarone, passando per un più particolare risotto al Tastasal, con carne di maiale macinata, fino ad arrivare a un lesso con la pearà, un purè di pane grattugiato: dovrete solo accertarvi dei gusti dei vostri ospiti e non potrete sbagliarvi. Ovviamente, chiudete con una fetta di pandoro: tanto in dispensa ne avrete sicuramente ancora qualcuno avanzato da Natale.
Con Bresh e Olly si gioca in casa. Entrambi giovanissimi ed entrambi genovesi. Lasciate stare il pesto per una settimana e buttatevi sulle focacce: la genovese o quella di Recco saranno perfette per un aperitivo lungo. Abbinatele a qualche porzione di brandacujun, ricetta a base di patate e stoccafisso da servire magari con un Beaujolais, il vino della vicina Francia, perfetto con un’infinità di piatti diversi, che vi farà dimenticare le lungaggini televisive sanremesi: provare per credere.
Se volete qualcosa di più forte, allora c’è Brunori Sas che porta con la sua canzone sull’amore per la figlia anche quella veracità cosentina con una ‘nduja di Spilinga (attenti se non amate il piccante) o con una lagana e ciciari (ceci), una pasta fresca simile alle tagliatelle, anche se più larga e più corta, perfetta per questi giorni di pioggia che tormentano l’Italia.
Andando più a Nord, possiamo cimentarci, vista la stagione, con la polenta e bruscitti (stracotti di manzo rosolati) e il carpione di pesce di lago: Clara, direttamente da Varese, sarà contenta, mentre canta un brano in cui racconta il bisogno di ritrovare sé stessi: queste sono ricette della nonna, quindi che c’è di meglio per riconnettersi con la propria immagine pura dell’infanzia?
I Coma Cose, Fedez, i Modà, Rkomi e Rose Villain arrivano invece tutti da Milano. Qui potremmo elencare una marea di piatti tipici, dal risotto alla cotoletta. Ma andiamo controcorrente: si sa che la capitale meneghina è un crogiuolo di culture, quindi non sentitevi in colpa se ordinerete un delivery di involtini primavera, hummus di ceci o huramaki. Se non siete in vena di mangiare a casa, sappiate che Milano offre anche tutta una serie di occasioni di incontro per mangiare, bere e guardare, ovviamente, il Festival di Sanremo. Al Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Milano, ad esempio, dall’11 al 15 febbraio, c’è Suite Sanremo, una Suite Presidenziale che apre le sue porte per vivere l’esperienza sanremese a base di buon cibo e drink ispirati alla kermesse.
Stesso discorso lo potremmo fare con Elodie, Giorgia, Noemi, Simone Cristicchi e Tony Effe. Tutti romanissimi e alcuni di loro tra i papabili per la vittoria del Festival 2025. Certo, anche Roma propone cucine regionali e internazionali, ma il nostro consiglio è quello di accendere i fornelli per una carbonara o una cacio e pepe. Per cena? No, verso mezzanotte, quando i vostri occhi si staranno chiudendo, ma forse ci saranno ancora una decina di artisti che aspettano di esibirsi.
Francesco Gabbani porta a Sanremo un brano che celebra la vita. Lui è di Carrara, quindi cominciate con un aperitivo a base di crostini e lardo di Colonnata e poi preparare una polenta incatenata, che si ottiene aggiungendo alla farina di mais i fagioli dall’occhio lessati ed erbe di vigna, ovvero tutte le erbe selvatiche che crescono nelle vigne, come la borragine, le bietole, l’acetosella, la malva, la menta e il cardo.
Sempre per restare in Toscana, ma questa volta nella zona di Grosseto, c’è anche Lucio Corsi. Qui non abbiamo dubbi. Largo alla tradizione: viva il cinghiale in tutte le sue forme. Se vi avanza una terrina per condire il sugo, fatelo.. Anche per le prossime serate. I vostri ospiti saranno comunque contenti.
Se poi amate le lunghe cotture, sappiate che Willie Peyote sarà felice se vi cimenterete con un brasato al Barolo, lui torinese doc. Ovvio che per motivi di tempo potrete anche semplicemente preparare un vitello tonnato, così da essere seduti davanti alla tv senza fare il via vai lungo la cucina e la sala da pranzo.
Per l’aperitivo sarà perfetto anche un goloso erbazzone in onore di Gaia, che continua a proporre canzoni che sono a metà strada tra la felicità della giovinezza e una malinconia tipica del suo essere per metà brasiliana.
Rimaniamo al Nord con Sarah Toscano e la sua Vigevano: avete voglia di provare il Figadej, il salame a base di fegato di maiale? Si, lo sappiamo, non è leggerissimo, ma per reggere Sanremo e le sue nottate ci vuole… fegato. Joan Thiele invece arriva da Desenzano del Garda: chissà se i casoncelli al burro versato e spiedo con la polenta sono il suo piatto del cuore?
A Sanremo c’è anche tanto sud. Sicuramente c’è il sole di Catania con il ritorno sul palco dell’Ariston di Marcella Bella. Qui cimentatevi con la cipollata, un cipollotto fresco avvolto nella pancetta e cotto sulla brace. Serve stomaco e una buona capacità di digestione, eh! Però è buonissima. In alternativa, carne di cavallo come se non ci fosse un domani.
Massimo Ranieri e i The Kolors sono partenopei, Rocco Hunt di Salerno. Che dire di una pizza fatta come Dio comanda? Forse è una banalità, ma non si può certo dire che non sia l’accoppiata perfetta con il Festival. Se poi siete a Sanremo, provate a prenotare dal Senese, una napoletana, pare, in evoluzione e sicuramente tra le migliori pizze in città.
La vera outsider sanremese è lei, Serena Brancale, vulcanica ed esplosiva come la sua Bari. Che ne dite di un panino con il polpo arrosto? Veloce e pratico. Certo, poi potrete sempre ripiegare con delle orecchiette con le cime di rapa, che fuori fa freddo. E se siete in tanti, e avete voglia di cucinare in condivisione, potrete arrostire della carne alla brace, in onore di Shablo, nato a Buenos Aires.
Ora potete preparare la cena e buon Sanremo a tutti!
